Emma Myers, interprete di Enid, la licantropa amica fraterna di Mercoledì Addams nell’omonima serie Netflix, ha stuzzicato i fan sui possibili sviluppo del suo personaggio nel corso della stagione 2, che al momento è ancora in fase di sviluppo. Myers, giovane attrice in rampa di lancio (l’abbiamo vista di recente in Cambio famiglia, sempre su Netflix), auspica una crescita decisa di Enid verso una più completa consapevolezza delle proprie capacità, ma non si sbottona più di tanto sui dettagli, protestando ignoranza.
In una cover story per 1883 Magazine, Myers lancia dunque un segnale a tutti i fan: “Vorrei che Enid avesse più fiducia in se stessa, ora che ha imparato a padroneggiare le sue abilità da lupo mannaro, vorrei che le usasse, e non ci si facesse spaventare. Vorrei che invece di farsi trascinare nelle cose, lei fosse parte attiva”. E sull’esperienza della seconda stagione, aggiunge: “Per la prima volta tornerò a lavorare su un progetto che già conosco. Sarà esaltante… vedrò qualche faccia nuova, sarà tutto un po’ diverso“. Al momento, non vi sono notizie ufficiali sul casting di Mercoledì 2, oltre ovviamente al ritorno di Jenna Ortega come protagonista.
Già tempo fa, Mike Millar e Alfred Gough, showrunner di Mercoledì, avevano parlato dello stretto rapporto tra Enid e Mercoledì, e delle sue possibili modalità di sviluppo futuro: “Ora che Mercoledì ha imparato ad abbracciare, e ha pucciato i piedi nell’acqua dell’amicizia, cosa garà? Il rapporto tra lei e Enid è al centro della serie, e ha interessato gli spettatori. La loro amicizia per noi è la chiave della serie”.

Myers, in un’altra parte dell’intervista, parla del provino sostenuto per il ruolo di Enid: “Beh, non si rifiuta un’audizione per Tim Burton! A quel punto della mia carriera non avrei rifiutato nessuna audizione, figuriamoci un’audizione per Tim Burton, semplicemente non puoi lasciartela scappare. È Tim Burton… È la famiglia Addams! Non vedevo l’ora. Sono stati quattro mesi buoni di audizioni. Facevo un’audizione, e poi silenzio: poi un’altra audizione, e di nuovo silenzio. Ancora, un richiamo e poi ancora silenzio. C’era molta attesa e molta speranza in me.
È stato un lungo processo di quattro mesi, ma ne è valsa assolutamente la pena.”
