In occasione dell’uscita di Monster – La storia di Lizzie Borden, Ian Brennan, autore della serie Netflix, ha parlato del futuro dell’antologia, rivelando che i due puntano ad arrivare addirittura a 10 stagioni. Prima di scegliere Lizzie Borden, però, avevano preso in considerazione anche una storia molto più recente: quella di Luigi Mangione.
Alla domanda di The Hollywood Reporter su quante stagioni volessero realizzare e se avessero già individuato il prossimo “mostro”, Brennan ha spiegato che il processo di scelta cambia continuamente: “Non lo sappiamo mai. Cambiamo sempre. Sono sempre tre o quattro quelli che prendiamo in considerazione e tra i quali scegliamo. Abbiamo una rosa di tre possibilità, ma Ryan e io abbiamo detto entrambi che vogliamo farne 10. È una lista piuttosto lunga, ma è complicato.”
L’autore ha raccontato che molti dei progetti inizialmente presi in considerazione vengono poi abbandonati:
“Sareste sorpresi da quanti soggetti iniziamo e poi abbandoniamo, perché semplicemente non sono quelli giusti. Capisci subito quando non funziona, perché stai chiedendo alla gente di passare sette, otto, nove o dieci ore dentro la testa di questa persona. Devono essere persone davvero interessanti.”
Prima di arrivare alla storia di Lizzie Borden, Brennan e Murphy avevano provato a sviluppare quella di Luigi Mangione. “Stavamo cercando di venire a capo della storia di Luigi ed era semplicemente laborioso e nessuno la conosce ancora. È ancora troppo recente, sconosciuta ed esoterica. C’è qualcosa che non è viscerale”, ha spiegato lo showrunner.
A quel punto è stato Ryan Murphy a proporre Lizzie Borden: “Poi Ryan ha detto: “Ho sempre voluto fare Lizzie Borden”. Nel momento in cui l’ha detto, ho pensato: “Oh, oh. Non ci avevo pensato”.”

La scelta ha portato la serie verso una storia incentrata sulle donne e sulla rabbia femminile. Brennan ha spiegato che inizialmente lui e Murphy non avevano pensato alle donne, anche perché, statisticamente, sono molte meno le donne che commettono omicidi.
“Molto rapidamente è diventato chiaro che la storia che stavamo raccontando era quella della rabbia femminile. Poi siamo riusciti a sviluppare questo trittico composto da Elizabeth Báthory, Aileen Wuornos e Lizzie Borden, tutte e tre presenti nella stagione, evitando che la serie sembrasse un pezzo da museo, un diorama, passando attraverso epoche diverse in cui queste donne erano consapevoli l’una dell’altra: Lizzie conosceva Elizabeth Báthory e Aileen Wuornos conosceva Lizzie Borden. Fare in modo che queste tre storie dialogassero tra loro ha fatto sembrare tutto molto più contemporaneo e attuale.”
Brennan ha quindi spiegato il tema alla base della stagione:
“Siamo riusciti a guardare alla rabbia femminile e alle donne che uccidono non tanto come a un’aberrazione nel corso della storia, ma come a un filo conduttore e a un aspetto della nostra specie e della nostra esistenza nella società. Le gabbie in cui rinchiudiamo le donne e ciò che sono disposte a fare per uscire da quelle gabbie – questo era davvero interessante.”
“Mi fa molto piacere che l’abbiamo fatto. Ora sembra così ovvio, come dire: “Dovremmo fare una donna adesso”. Ma è stato molto più spontaneo di così. Solo dopo è sembrato un naturale sviluppo, ma ci siamo arrivati quasi per caso e sono davvero felice che l’abbiamo fatto.”
Brennan ha poi parlato delle differenze nel raccontare la storia di una serial killer donna rispetto a quelle dei protagonisti maschili delle precedenti stagioni.
“Forse dipende dai miei pregiudizi, ma le capisco meglio. C’è molto meno lavoro da fare per fare in modo che il pubblico empatizzi con un’assassina, perché semplicemente capisci da dove viene. Mi sorprende che non ci siano più donne che perdono la testa”
“E questo rende le cose divertenti, perché devi fare meno lavoro per far provare empatia al pubblico nei loro confronti. È una cosa che c’è già. C’è questa componente patetica e questa empatia, in particolare con Aileen Wuornos.”

Il futuro di Brennan su Netflix non riguarda però soltanto Monster. L’autore ha confermato di essere al lavoro anche sulla seconda stagione di The Watcher. “Sì. Stavo proprio scrivendo quella”, ha risposto Brennan.
Nessuna anticipazione, invece, su ciò che gli spettatori potranno aspettarsi: “Niente. Mi è stato detto di non dire assolutamente nulla. Sarà bella, però.” Ancora incerta anche la data di uscita della seconda stagione: “Non lo so ancora”.
