Il finale di The Boys ha acceso anche lo scontro social tra Elon Musk ed Eric Kripke, showrunner della serie. Dopo l’uscita dell’episodio conclusivo, intitolato Sangue e Ossa, Musk ha commentato la sorte di Patriota definendo il finale semplicemente “patetico”. Attenzione, seguono spoiler.
Nel finale della serie, infatti, Patriota perde i propri poteri e finisce in una situazione completamente opposta rispetto all’immagine dominante e invincibile costruita nel corso dello show. Una conclusione che evidentemente non è piaciuta al fondatore di Tesla e SpaceX.
Ma la risposta di Eric Kripke non si è fatta attendere. Lo showrunner ha condiviso infatti il tweet di Musk scrivendo ironicamente: “Oddio, questa è la sua recensione di quello che The Boys ha fatto a Patriota. Non riceverò mai una recensione migliore di questa”.
OMG this is his review of what @TheBoysTV did to Homelander, I’ll never get a better review ever. #TheBoys https://t.co/TIAclI5tn2
— Eric Kripke (@therealKripke) May 21, 2026
Il botta e risposta ha rapidamente fatto il giro dei social, anche perché molti spettatori hanno visto nel finale della serie e in alcuni personaggi introdotti negli ultimi episodi diversi riferimenti satirici proprio a Elon Musk e al mondo politico americano contemporaneo. Nell’episodio finale compare infatti anche “Il Distruttore”, un magnate miliardario appassionato di spazio, fertilità e cappellini neri con su scritte nello stesso colore, descritto da molti fan come una caricatura evidente di Musk. Nel corso della puntata, il personaggio viene eliminato brutalmente da Patriota durante una missione orbitale.
Intervistato da Deadline, Kripke ha scherzato sulle somiglianze: “Cosa vi ha fatto pensare che fosse Elon Musk?” Lo showrunner ha poi spiegato che il personaggio era stato pensato già da tempo dagli sceneggiatori come bersaglio satirico perfetto per l’universo della serie: “Era qualcosa che continuava a tornare nelle idee della writers room, perché rappresentava molto bene certi aspetti del mondo reale”.
Negli anni The Boys è diventata famosa proprio per la sua satira politica sempre più esplicita, spesso accostata alla realtà americana contemporanea e ai movimenti populisti vicini a Donald Trump. Lo stesso Kripke ha ammesso più volte che alcune storyline dell’ultima stagione hanno finito per anticipare involontariamente eventi realmente accaduti nella politica statunitense.
