La serie: A Friend, A Murderer: il caso che ha sconvolto la Danimarca , 2026. Creata da: Christian Dyekjær. Genere: True Crime. Durata: 3 episodi/40 minuti circa. Dove l’abbiamo vista: su Netflix.
Trama: Una comunità danese vive per anni nella paura di un aggressore sconosciuto. Quando l’uomo viene arrestato, tre persone scoprono che il colpevole era un loro caro amico.
A chi è consigliato? A chi segue il true crime e le docuserie investigative ma in particolare a chi è attratto dall’aspetto psicologico dei casi reali.
Disponibile su Netflix dal 5 marzo 2026, A Friend, A Murderer è una docuserie crime danese in tre episodi che racconta una storia vera che ha scosso un’intera comunità. La serie parte da una domanda semplice ma inquietante: è davvero possibile conoscere chi abbiamo accanto? Per anni un piccolo centro della Danimarca ha vissuto nel timore di un aggressore sconosciuto e, quando finalmente l’uomo responsabile dei crimini è stato arrestato, la verità si è rivelata ancora più sconvolgente di quanto avessero potuto pensare…
L’idea della docuserie sarebbe quella di raccontare proprio questo trauma, ovvero cosa accade quando scopri che un amico è in realtà un assassino. Tuttavia il racconto prende spesso una strada diversa, tornando a concentrarsi sui dettagli dei crimini più che sulle conseguenze emotive per chi viveva accanto al responsabile.
Una comunità segnata dalla paura

Per oltre otto anni la comunità al centro della serie ha convissuto con un senso costante di insicurezza. Senza un responsabile identificato, infatti, ogni nuovo episodio di violenza alimentava il timore che il colpevole potesse colpire ancora. Quando finalmente la polizia riesce a fermare l’uomo responsabile degli attacchi, la sensazione iniziale è quella di un incubo finalmente concluso. Ma per alcune persone la verità è molto più difficile da accettare.
Amanda, Nichlas e Kiri scoprono infatti che l’uomo arrestato non è uno sconosciuto: è qualcuno che faceva parte della loro vita quotidiana, un amico, una presenza abituale con cui avevano condiviso anni di rapporti apparentemente normali.
Il trauma della scoperta

La parte più interessante della docuserie emerge proprio dalle testimonianze di chi ha vissuto questa esperienza in prima persona. Amanda racconta come per anni abbia avuto paura di incontrare il colpevole senza saperlo, immaginando un estraneo nascosto da qualche parte nella comunità. Quando ha scoperto che quell’uomo era invece una persona che frequentava, il senso di sicurezza che aveva sempre dato per scontato si è incrinato completamente.
Ancora più difficile è la posizione di Nichlas, che per quindici anni è stato il migliore amico dell’uomo arrestato. Per lui la domanda più difficile non riguarda solo ciò che è successo, ma anche il modo in cui è stato possibile non accorgersi di nulla. La docuserie mostra bene quanto questo tipo di rivelazione possa cambiare il modo in cui si guarda alle persone e alle relazioni, lasciando dietro di sé un senso di sfiducia difficile da superare.
Una narrazione che perde il focus

Nonostante l’idea di partenza sia molto potente, A Friend, A Murderer non riesce sempre a svilupparla fino in fondo. Nei primi due episodi, infatti, la serie dedica molto spazio alla ricostruzione dei crimini e alle indagini, allontanandosi dal punto di vista che il titolo sembrava promettere.
Il risultato è una narrazione che a tratti appare divisa tra due direzioni diverse. Da una parte c’è il racconto dei fatti, tipico delle docuserie true crime; dall’altra c’è la dimensione più personale e psicologica delle persone che hanno scoperto di aver avuto accanto un assassino. Ed è proprio quando la serie torna su questo secondo piano che il racconto acquista maggiore forza, perché riesce a mettere in luce il vero nodo della storia: la difficoltà di accettare che il male possa nascondersi dietro un volto familiare.
La recensione in breve
A Friend, A Murderer racconta una vicenda reale che mette in discussione l’idea stessa di fiducia. La docuserie funziona soprattutto quando ascolta le persone che hanno scoperto di aver avuto accanto un assassino. Tuttavia la narrazione torna spesso sui dettagli dei crimini, perdendo parte della prospettiva che avrebbe potuto renderla più originale.
Pro
- Tema umano e psicologico interessante
- Testimonianze molto forti
Contro
- Struttura narrativa poco equilibrata
- Tema centrale sviluppato solo in parte
- Voto CinemaSerieTV
