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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Blood, Sex and Royalty, la recensione della serie Netflix

Blood, Sex and Royalty, la recensione della serie Netflix

La recensione di Blood, Sex and Royalty, serie tv Netflix che rielabora in chiave sexy la storia di Anna Bolena ed Enrico VIII.
Agnese AlbertiniDi Agnese Albertini23 Novembre 2022
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Un frame di Blood, Sex and Royalty
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La serie: Blood, Sex and Royalty, 2022. Creata da: Karen Kelly. Cast: Adam Astill, Callum Coates, Stephen Fewell, Lois Brabin-Platt, Nikhita Lesler, Jhon Lumsden, Sophie Boettge, Amy James-Kelly.  Genere: Documentario, period drama. Durata: 42 minuti ca./3 episodi. Dove l’abbiamo visto: Su Netflix, in lingua originale.

Trama: La serie esplora la straordinaria storia di Anna Bolena da un punto di vista contemporaneo. Radicata nei fatti storici, rivela le vicende sexy, ricche d’azione e pericolose di una donna straordinaria che ha riscritto le regole in tutti i sensi.


La docuserie Blood, Sex & Royalty – che arriva oggi su Netflix – si propone di esplorare le vicende più sconvolgenti della famiglia reale britannica nel XVI secolo. Nello specifico, seguiamo il viaggio di Anna Bolena alla corte di Enrico VIII, dove dovrà distreggiarsi tra intrighi politici e sessuali. Nella nostra recensione di Blood, Sex & Royalty cercheremo di capire gli errori di questa serie tv, che vorrebbe configurarsi come una sorta di moderno docu-dramma sulla dinastia Tudor, ma scivola inevitabilmente nei clichè più blandi del period drama, mai rendendo esplicita la sua intenzione e tanto meno il pubblico di riferimento.

Sex, Blood and Royalty, la trama: intrighi di corte

Anna Bolena in Blood, Sex and Royalty

Nel XVI secolo le donne potevano scegliere tra “essere una moglie, una suora o una vecchia zitella“: Anna Bolena, alla corte di Re Enrico VIII, avrebbe sfidato le regole, anche se non si sarebbe rivelato un compito facile. La serie segue proprio le gesta di Anna Bolena che, insieme alla sorella venne educata ad Amboise, in Francia, dove si rende corto che “la corte francese è un focolaio di dissolutezza“. Tuttavia, fin dalla gioventù, Anna dimostrò di eccellere negli studi e questo la fece avvicinare a Margherita d’Angoulême, sorella del re Francesco I e intellettuale. La serie affronta più nello specifico il matrimonio tra Enrico VIII e Anna Bolena, un’unione difficile tra rivolte politiche e tragedie personali. Anna è ambiziosa, desidera una riforma religiosa e promuove l’istruzione, per cui diventerà presto una spina nel fianco di Enrico.

Anna Bolena: davvero un ritratto inedito?

Una scena di Blood, Sex & Royalty

Tutto ciò che Sex, Blood and Royalty pensa di raccontarci per la prima volta è già stato comprovato da innumerevoli altre fonti: è conosciuta come la regina consorte più influente e importante che l’Inghilterra abbia mai avuto, poiché portò un cambiamento nella società conservatrice controllata dalla Chiesa, facendo annullare a Enrico VIII il suo matrimonio con Caterina d’Aragona e dichiarando l’indipendenza della Chiesa inglese dal Vaticano. Ma la documentazione su di lei è scarsa, poiché molti ricordi sono stati distrutti in seguito alla sua drammatica caduta in disgrazia. Enrico era noto per aver cancellato dalla storia le sue ex mogli e le sue favorite, e Anna non fece eccezione. Con l’aiuto di archivi, ritratti e testimonianze di persone che l’hanno conosciuta, ha ispirato molti film e serie precedenti. Gli storici la descrivono come una donna esuberante, schietta e ferocemente intelligente, che sfida il mondo maschilista dei Tudor e prende il controllo del proprio destino. Legge libri controversi e crede nell’istruzione aperta a tutti: vorrebbe riformare la società con le sue convinzioni religiose radicali. Anne è davvero un enigma e affascina facilmente l’uomo più potente del regno.

Con un approccio che vorrebbe essere inedito, la serie alterna storyline più drammatizzate alle testimonianze di numerosi esperti – professori e storici – per fomentare questo senso di scandalo e segreti nascosti che aleggia su tutta la serie e parte già dal titolo del prodotto. Avvalendosi di una colonna sonora contemporanea (rap, electro, techno, ambient), le storie della famiglia reale britannica vorrebbero rendersi molto più coinvolgenti per il pubblico di oggi; in particolare, Anna Bolena rompe costantemente la quarta parete, tentando di renderci complice dei suoi pensieri.

Una serie che non trova il giusto target

Una scena di Blood, Sex & Royalty

In questo caso, spiace dirlo, l’intreccio voluminoso tra la soap in costume e le intenzioni documentartistiche non riesce neanche a rivolgersi alla fascia lucrativa di spettatori degli young adult. La giovane Anne – a malapena prelevata dalla storia britannica e ben lontana dalla sua divertente ricostruzione alla Bridgerton – ha “abbracciato la femminista che è in lei“, influenzata dalla sorella di Francesco I di Francia, e si rifiuta di essere l’amante di chiunque, men che meno del Re d’Inghilterra. Intenzioni quantomeno interessanti, non fosse che di tratti femministi non vi è accenno alcuno nella caratterizzazione di Anna, un mero figurino che cerca di intrattenere il pubblico tra sottotrame il cui valore – tanto testuale quanto visivo – è totalmente effimero.

“Era come Woodstock con gli steroidi“, dice un esperto della corte di Enrico VIII. Tutto giusto – oltre ai sei matrimoni di Enrico VIII è risaputo che le corti cinquecentesche vivessero nello sfarzo e nella lussuria – ma senza il minimo guizzo creativo per ritenerlo, quantomeno, un prodotto trash, un guilty pleasure, un diversivo dalle brutture del mondo. Dimenticate Marie Antoniette di Sofia Coppola, la sua ingenuità infantile che diventa strabordanza alla corte di Versailles: questa Anna Bolena pretende addirittura di essere intervistata. Talmente è colta e rivoluzionaria nello spirito – circa ogni cinque minuti un qualche personaggio lo deve ribadire – che sente il bisogno di prodigarsi come dispensatrice di consigli per l’intero genere femminile. Ricorda che “alla corte francese c’era un tale fermento” e che Marguerite “era una dea secchiona e chic” che le aveva fatto capire che le donne di tutto il mondo venivano “fregate“. Anna Bolena è talmente piena di sè in questa serie che è difficile credere al personaggio e al costrutto narrativo di cui vuole essere protagonista: l’ambientazione regale c’è, di sesso ce n’è ovunque – citando Anna Bolena – ma di sangue, purtroppo, resta solo quello amaro.

La recensione in breve

3.0 Inspida

Senza mai dichiarare la sua attenzione e con un pubblico di riferimento indefinibile, Blood, Sex and Royalty si rivela un prodotto insipido, per nulla moderno e rivoluzionario come si vorrebbe dichiarare.

  • Voto CinemaSerieTv 3.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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