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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Boots, la recensione: il coraggio di essere se stessi

Boots, la recensione: il coraggio di essere se stessi

La recensione di Boots, serie Netflix che racconta con sensibilità e realismo la crescita di un giovane Marine negli anni ’90.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini9 Ottobre 2025
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Una scena di Boots.
Una scena di Boots. Fonte: Netflix.
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La serie: Boots, 2025. Creata da: Andy Parker. Cast: Miles Heizer, Max Parker, Vera Farmiga. Genere: : Drammatico. Durata: 40 minuti circa/8 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Now.

Trama: Nel 1990, il giovane Cameron Cope (Miles Heizer) si arruola nei Marines insieme all’amico Ray (Liam Oh), sperando di dare una svolta alla sua vita. Tra regole ferree, sospetti e amicizie difficili, impara che trovare se stessi può essere più difficile che sopravvivere all’addestramento.

A chi è consigliato? A chi ama le storie di formazione ambientate in contesti insoliti e realistici.


Basata sul memoir The Pink Marine di Greg Cope White, Boots è la nuova serie Netflix creata da Andy Parker. Ambientata nel 1990, racconta l’arruolamento di Cameron Cope (Miles Heizer), un ragazzo timido e insicuro che decide di entrare nei Marines insieme all’amico Ray (Liam Oh) per dare una svolta alla propria vita. Ad accoglierlo trova un ambiente duro, regolato da disciplina e sopraffazione, dove nascondere la propria omosessualità diventa una questione di sopravvivenza. Accanto a loro ci sono la madre Barbara (Vera Farmiga) e figure come il sergente maggiore McKinnon (Cedrick Cooper) e il glaciale Sgt. Sullivan (Max Parker), simboli di un sistema che pretende uniformità e punisce la fragilità. Boots è una storia di formazione, amicizia e coraggio ambientata in un’epoca che non lasciava spazio alla diversità.

La trama di Boots

Una scena di Boots.
Una scena di Boots. Fonte: Netflix.

Siamo a New Orleans, nel 1990. Cameron (Miles Heizer) è un ragazzo che ha appena finito il liceo e non sa che direzione prendere. Vive con la madre Barbara (Vera Farmiga), caotica e poco presente, e decide di seguire l’amico Ray (Liam Oh) nei Marines, convinto che l’arruolamento possa rappresentare un nuovo inizio. Appena arrivati alla base di Parris Island, però, Cameron scopre che la vita militare non è come se l’era immaginata. I ritmi sono massacranti, la disciplina ferrea e ogni debolezza viene duramente punita. Il Senior Drill Sergeant McKinnon (Cedrick Cooper) li sottopone infatti a un addestramento spietato, reso ancora più impegnativo dall’arrivo del sergente Sullivan (Max Parker), che sembra accanirsi contro di lui. Durante le tredici settimane di addestramento, Cameron affronta non solo la fatica fisica ma anche la paura di essere scoperto in un contesto dove l’omosessualità è ancora vietata.

Una storia di crescita in un luogo che non ammette fragilità

Una scena di Boots.
Una scena di Boots. Fonte: Netflix.

Boots parte da uno schema classico, quello dell’addestramento militare, ma lo ribalta dall’interno. Cameron non è un ribelle da domare, bensì un ragazzo che cerca il proprio posto nel mondo. La serie mostra la trasformazione di un giovane che, costretto in un contesto che esalta la forza fisica e soffoca la diversità, trova il modo di crescere senza snaturarsi. Il racconto alterna momenti duri a passaggi più ironici, con un tono che evita il melodramma e conserva un realismo costante. Inoltre, la scelta di dare spazio ai pensieri interiori del protagonista – attraverso una voce più sicura e sarcastica di lui – aggiunge ritmo e umanità alla narrazione, restituendo il conflitto tra ciò che si è e ciò che si deve fingere di essere.

Dentro il gruppo: le sfumature di un mondo chiuso

Una scena di Boots.
Una scena di Boots. Fonte: Netflix.

La serie non si limita alla vicenda personale di Cameron, ma apre lo sguardo sull’intero gruppo di reclute. Ognuno porta con sé una storia di riscatto, paura o fallimento. C’è chi affronta il peso delle aspettative familiari, chi lotta contro il proprio corpo o chi si rifugia nel cinismo. Attraverso di loro, Boots mostra un microcosmo in cui emergono pregiudizi e solidarietà, rigidità e umanità. L’attenzione ai dettagli – dai dialoghi alle dinamiche gerarchiche – rende l’ambiente dei Marines credibile, lontano dagli stereotipi del genere. E il personaggio della capitana Fajardo (Ana Ayora), prima donna a comandare una compagnia maschile, amplia ulteriormente il discorso sull’autorità e sul pregiudizio.

Un buon equilibrio

Una scena di Boots.
Una scena di Boots. Fonte: Netflix.

Andy Parker dosa bene i registri, alternando umorismo, tensione e introspezione. Il ritmo non è frenetico, ma costante, e permette ai personaggi di svilupparsi in modo naturale. Miles Heizer dà vita a un protagonista credibile, che cresce in silenzio più che con i gesti eclatanti; Liam Oh trasmette la sicurezza e la vulnerabilità di Ray, mentre Vera Farmiga è efficace nel ruolo di una madre fuori asse ma non caricaturale. Alcuni passaggi restano prevedibili, ma la scrittura evita il moralismo e preferisce mostrare piuttosto che spiegare.
L’ambientazione anni ’90, tra musiche e riferimenti culturali, contribuisce a dare autenticità senza scivolare nella nostalgia. Il risultato è una serie che usa il linguaggio della commedia e del dramma per raccontare la crescita, la vergogna e la forza di chi cerca un modo per appartenere.

La recensione in breve

8.0 Intimo

Il racconto di Cameron evita i cliché del genere e si concentra sulle relazioni, sui silenzi e sulle piccole scelte che definiscono la crescita. Andy Parker dirige con misura, lasciando spazio agli interpreti e a un tono sincero, lontano dai modelli più caricaturali. Miles Heizer è convincente nel ruolo di un ragazzo che impara a sopravvivere senza rinnegarsi, e Vera Farmiga porta spessore emotivo anche nelle brevi apparizioni.
Non tutto è perfetto — qualche snodo è prevedibile e alcune gag restano fuori tono — ma la serie riesce a costruire empatia senza forzature.

Pro
  1. Interpretazioni misurate e credibili
  2. Ritmo equilibrato tra tensione e ironia
  3. Scrittura attenta ai personaggi secondari
Contro
  1. Alcune sottotrame prevedibili
  • Voto CinemaSerieTV 8.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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