Chad Powers, comedy targata Hulu visibile su Disney+, ideata da Glen Powell e Michael Waldron, dopo i buoni risultati della prima stagione torna con un secondo capitolo. La formula è sempre la stessa: 6 episodi, football americano e risate. La serie è ottima per una serata di binge-watching in allegria durante il weekend, senza troppi pensieri, ma offre anche uno spunto di riflessione sulla ricerca di sé stessi, la paura del fallimento, le seconde occasioni e su come affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Attenzione, però, a pensare che sia sempre la stessa solfa già vista con la prima stagione: pur rimanendo fedele a sé stessa, Chad Powers riesce nel compito di rinfrescarsi e portare dinamiche nuove alla storia.
Un travestimento e un sidekick sono garanzia di sorrisi

Ritorniamo indietro alla prima stagione: Russ Holliday (Glen Powell) era un quarterback di enorme successo caduto in rovina per una giornata storta sul campo da football. Dopo anni decide di tornare a giocare, ma, non essendo più nessuno disposto a puntare sul suo nome dopo il danno alla sua reputazione, sfruttando i materiali di scena del padre, truccatore cinematografico, e l’aiuto del brillante studente Danny (interpretato da Frankie Rodriguez), riesce a entrare nei South Georgia Catfish sotto le sembianze di Chad Powers, bizzarro e goffo aspirante quarterback. Travestimenti e una “spalla” che funziona sono una ricetta sicura per sorrisi e risate; se a questo poi si aggiunge una potenziale storia d’amore con la figlia dell’allenatore, la ricetta è completa: tra protesi staccate, nascondigli assurdi, scuse e bugie fuori da ogni logica, Chad Powers è una follia senza senso che, in qualche modo, però, intrattiene.
Russ e Chad diventano sempre più difficili da separare

La seconda stagione parte proprio da dove era terminata la prima: Chad Powers è ormai il quarterback titolare della squadra e su di lui si sono accesi i riflettori dei media. Per Russ Holliday gestire la sua rete di bugie e fare i conti con il suo alter ego diventa sempre più difficile, così come capire quale sia il confine tra Russ e Chad. Soprattutto perché il rapporto con Ricky, sua allenatrice e figlia del suo coach, si fa sempre più stretto, così come l’amicizia con Danny. Cosa succede quando la vita “alternativa” ti rende così felice da non volertene più separare?
La ricerca di sé stessi

Chad Powers è una comedy che non ha certo nel realismo il suo punto di forza. È assurda, caricaturale, stereotipata, eppure tocca alcuni tasti in cui è facile immedesimarsi: voler scappare da sé stessi, non fare i conti con i propri errori, le pressioni, la paura del fallimento, la solitudine, il dover fare i conti con il mondo (quello interiore, prima ancora che quello di fuori) che dice “non ce la farai, non lo puoi fare” sono aspetti radicati nella profonda umanità di ognuno, insicurezze che prima o poi, in una forma o nell’altra, ci si trova a dover affrontare. La maschera bizzarra, eccentrica e fuori dalle righe di Chad Powers, a un certo punto, diventa meno assurda, così come la domanda essenziale che traina tutta la serie: fino a quando si può scappare da sé stessi?
La recensione in breve
La seconda stagione di Chad Powers rimane fedele alla sua formula fatta di football, travestimenti e comicità assurda, ma riesce a introdurre nuove dinamiche e a dare maggiore spazio al conflitto tra Russ e il suo alter ego. Una comedy leggera e divertente che, dietro le risate, riflette sulla paura del fallimento, sulle seconde occasioni e sulla difficoltà di trovare sé stessi.
PRO
- Glen Powell e il gioco tra Russ e Chad
- La comicità assurda e sopra le righe
- Le nuove dinamiche della seconda stagione
- La riflessione sulla ricerca di sé stessi
CONTRO
- Una premessa che richiede molta sospensione dell'incredulità
- Alcune situazioni rimangono volutamente stereotipate
- Non tutte le dinamiche riescono ad andare oltre la leggerezza
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Voto CinemaSerieTV
