La serie: Depp contro Heard, 2023. Creata da: Emma Cooper Cast: Johnny Depp, Amber Heard. Durata: 50 minuti circa/3 episodi. Dove l’abbiamo visto: in anteprima su Netflix
Trama: Miniserie in tre episodi che racconta il processo che ha fatto impazzire Hollywood, mettendo sullo stesso piano le testimonianze di Johnny Depp e della sua ex moglie Amber Heard.
A oltre un anno dalla fine del processo per diffamazione che ha tenuto incollati allo schermo milioni di spettatori, sbarca su Netflix la docuserie in tre parti diretta da Emma Cooper (ma già trasmessa su Channel 4 nel Regno Unito) Depp contro Heard, un resoconto cronologico – arricchito di filmati dal tribunale, prove audio e video, vecchie interviste e opinioni degli influencer – dello scontro in aula tra le due star di Hollywood, il cui matrimonio durò solo 15 mesi.
Come vedremo nella nostra recensione di Depp contro Heard, la miniserie rappresenta l’ennesimo tentativo di ricostruire quello che, numeri alla mano, è diventato il processo del secolo, evidenziando il ruolo fondamentale svolto dai media e dall’opinione pubblica e cercando di mantenersi il più possibile neutrale, più per cautela che per obiettività.
La trama di Depp contro Heard: il processo per diffamazione

Sebbene il processo per diffamazione durato sette settimane si sia concluso il 1° giugno del 2022 – condannando Amber Heard al pagamento di 15 milioni di dollari e Johnny Depp a un risarcimento di 2 milioni di dollari contro i 100 richiesti dalla donna nella sua controquerela -, la diatriba tra le due star di Hollywood continua a far parlare. Per chi avesse bisogno di rinfrescarsi la memoria, Depp aveva chiesto all’ex moglie (i due si erano sposati il 3 febbraio 2015 per poi separarsi solo 15 mesi dopo) 50 milioni di dollari di risarcimento per le affermazioni rilasciate dalla Heard nel 2018 al Washington Post, quando la donna si era definita un personaggio pubblico simbolo di violenza domestica. Secondo Depp e i suoi legali, quelle delle sua ex moglie sarebbero state plateali menzogne e avrebbero fatto naufragare la carriera dell’attore. Di contro, la Heard aveva deciso di presentare una controquerela da 100 milioni di dollari, in quanto un avvocato dell’ex marito avrebbe definito le sue accuse di abuso una bufala.
La miniserie in tre episodi diretta da Emma Cooper ripercorre, con un resoconto cronologico arricchito di filmati dal tribunale, prove audio e video, vecchie interviste e opinioni degli influencer, quelli che sono stati i momenti salienti del processo Johnny Depp contro Amber Heard, iniziato l’11 aprile del 2022 nel tribunale di Fairfax in Virginia. Una scelta strategica per il team legale di Depp: questo Stato, infatti, è noto per avere le leggi anti-SLAPP (quelle che proteggono le persone dalle cause per diffamazione) più deboli del paese oltre a consentire che i suoi processi vengano trasmessi in diretta, previa approvazione del giudice.
Il ruolo dei media e dell’opinione pubblica

Ed è stata proprio la giudice Penney Azcarate a permettere lo streaming live dei video delle telecamere presenti in aula, consentendo agli utenti di seguire il processo in diretta su Youtube, TikTok e altre diverse emittenti. Soprattutto nel suo primo episodio, la docuserie riserva ampio spazio a quello che è stato il ruolo dei social media nel plasmare l’opinione pubblica – e forse anche la decisione dei giurati – sul caso. La scelta di far entrare le telecamere in tribunale – una decisione del team legale di Depp, tacciato di aver voluto trasformare un processo di diffamazione in una campagna di pubbliche relazione per ripulire il nome dell’attore – ha aperto la strada a innumerevoli commenti, hashtag e meme sui social media, che hanno finito inevitabilmente per andare a sfavore della Heard. Ciò non significa che la donna avesse necessariamente ragione – se mai possa esistere una ragione in questo caso di reciproche violenze -, ma di certo la fama nettamente superiore di Johnny Depp ha fatto sì che la maggior parte dell’opinione pubblica si schierasse a suo favore.
Nel corso della serie, la regista Emma Cooper assembla una selezione di commenti su YouTube e podcast, meme di TikTok e copertura delle notizie sulle principali emittenti, mostrando quelli che, durante il processo, sono stati i diversi punti di vista sulla questione. Le testimonianze di Heard e Depp sono spesso intervallate dai commenti di un certo numero di creators che hanno strumentalizzato il processo per generare contenuti e profitti. Mancano, invece, le voci di esperti di violenza domestica, avvocati o giornalisti, che avrebbero apportato autorevolezza (e in molti casi chiarezza) al progetto.
Obiettivo: neutralità

Nonostante sia evidente il tentativo di operare una sorta di ricontestualizzazione del processo, analizzando i modi in cui i social media sono stati impiegati per distorcere la testimonianza della Heard e danneggiare la sua reputazione, la docuserie si rivela, in definitiva, assolutamente neutrale, lasciando allo spettatore il giudizio finale sulla vicenda (sebbene, ricordiamolo, esiste la sentenza del tribunale). La sensazione che rimane alla fine del terzo episodio è quello di un progetto realizzato esclusivamente per far rivivere al pubblico il “brivido” del processo, mantenendo per tutto il tempo una sorta di ambiguità che sembra più frutto del timore di avere conseguenze legali che del voler mantenere una lente obiettiva sul caso. Depp contro Heard rappresenta quindi solo di un altro modo (capace di intrattenere ma probabilmente non necessario) di riproporre la vicenda giudiziaria, cercando di raccontare un’altra versione – o sarebbe meglio dire visione – della storia che però alla fine non ci fornisce strumenti aggiuntivi per poter esprimere un reale giudizio.
La recensione in breve
La docuserie in tre parti Depp contro Heard rappresenta l'ennesimo tentativo di ricostruire quello che, numeri alla mano, è diventato il processo del secolo, evidenziando il ruolo fondamentale svolto dai media e dall'opinione pubblica e cercando di mantenersi il più possibile neutrale, più per cautela che per obiettività.
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