La serie: Haunted Hotel – L’hotel infestato, 2025. Creata da: Matt Roller. Cast:Will Forte, Eliza Coupe, Skyler Gisondo, Natalie Palamides, Jimmi Simpson. Genere: : Commedia animata, horro. Durata: 25 minuti circa/10 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.
Trama: Katherine eredita un vecchio hotel abitato da fantasmi, tra cui il fratello defunto Nathan. Con i figli dovrà imparare a convivere con presenze ingombranti e segreti soprannaturali.
A chi è consigliato? Katherine eredita un vecchio hotel abitato da fantasmi, tra cui il fratello defunto Nathan. Con i figli dovrà imparare a convivere con presenze ingombranti e segreti soprannaturali.
Haunted Hotel – L’hotel infestato è la nuova serie animata per adulti di Netflix creata da Matt Roller, già tra gli autori di Rick and Morty. La serie unisce humor nero, dinamiche da sitcom e suggestioni horror, raccontando la storia di una famiglia che eredita un albergo popolato da presenze ultraterrene. A dare vita ai personaggi troviamo Eliza Coupe, Will Forte, Skyler Gisondo, Natalie Palamides e Jimmi Simpson, un cast vocale che contribuisce a rendere vivace e sfaccettata questa commedia paranormale.
Un’eredità piena di fantasmi

Katherine è una madre single che decide di trasferirsi con i figli Ben ed Esther nell’hotel Undervale, lasciatole in eredità dal fratello defunto. Ma l’edificio non è una semplice proprietà: è abitato da fantasmi e creature che hanno deciso di stabilirsi lì in pianta stabile. Tra loro c’è lo stesso fratello di Katherine, Nathan, che ora vive come spirito dentro le mura dell’albergo. A complicare ulteriormente le cose interviene Abaddon, un demone che sembra avere le proprie regole e i propri interessi…
Famiglia e lutto dietro la facciata comica

Al di là della vena comica, Haunted Hotel esplora temi intimi come il lutto e la difficoltà di ricostruire i rapporti familiari. Katherine è una madre alle prese con responsabilità più grandi di lei, Nathan un fratello che cerca di rimediare agli errori commessi in vita ora che è un fantasma, mentre Ben ed Esther incarnano le ansie e le ribellioni tipiche dell’adolescenza. L’hotel, con i suoi corridoi infestati, diventa metafora di un passato ingombrante da cui è difficile liberarsi, ma anche il luogo in cui i legami familiari trovano nuove forme.
Tra influenze e originalità

È inevitabile riconoscere in Haunted Hotel l’influenza di altri prodotti: il tono sarcastico di Rick and Morty, la coralità di Ghosts, l’elemento claustrofobico di certe serie distopiche. A volte questa miscela rischia di risultare derivativa, soprattutto nei momenti in cui prevalgono cliché da sitcom. Tuttavia, quando la scrittura riesce a intrecciare ironia e tensione emotiva, la serie trova un’identità propria, capace di far convivere il grottesco con un’autentica riflessione sui rapporti familiari e sulle seconde possibilità.
Animazione, ritmo e cast vocale

Sul piano tecnico, la serie convince: il design dei personaggi è curato e riconoscibile, la palette cromatica alterna toni caldi e familiari a lampi fosforescenti per le presenze spettrali, mentre il montaggio visivo e sonoro gioca con i codici dell’horror senza mai prendersi troppo sul serio. Il doppiaggio è un valore aggiunto: Will Forte dà a Nathan una comicità malinconica, Eliza Coupe restituisce la stanchezza e la determinazione di Katherine, mentre Jimmi Simpson regala al demone Abaddon un equilibrio sottile tra ironia e inquietudine. Ne risulta un prodotto veloce, compatto e accessibile, che scorre con facilità ma lascia anche spazio a qualche momento di vera intensità.
La recensione in breve
Haunted Hotel – L’hotel infestato non è solo una commedia paranormale, ma un racconto sull’elaborazione del lutto e sulla difficoltà di ricostruire rapporti spezzati. L’alternanza tra gag assurde e momenti più intimi funziona, anche se a volte il registro sitcom rischia di banalizzare i conflitti. Il cast vocale è affiatato e dona spessore ai personaggi, in particolare Will Forte e Jimmi Simpson. L’animazione gioca con colori e atmosfere horror senza perdere leggerezza. Non tutte le puntate convincono allo stesso modo, ma la serie mantiene una propria identità. Nel complesso, un esperimento riuscito, capace di intrattenere e sorprendere.
Pro
- Equilibrio tra comicità e riflessione sul lutto
- Cast vocale brillante
Contro
- Alcune puntate indulgono troppo in cliché da sitcom
- Voto CinemaSerieTV
