La serie: Il caso Yara: oltre ogni ragionevole dubbio, 2024. Creata da: Carlo G. Gabardini, Gianluca Neri e Elena Grillone. Genere:: True Crime. Durata: 50 minuti circa/5 episodi. Dove l’abbiamo visto: in anteprima su Netflix.
Trama: La docuserie cerca di far luce sull’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio attraverso testimonianze e ricostruzione ma anche avvalendosi di alcune interviste inedite a Massimo Bossetti.
A chi è consigliato? A chi vuole conoscere tutti i dettagli e i retroscena di uno dei casi più tristemente noti della cronaca nera italiana.
Dopo il film Yara diretto da Marco Tullio Giordana, Netflix continua a esplorare uno dei casi più drammatici della cronaca nera italiana, quello dell’omicidio di Yara Gambirasio. In 5 episodi da 50 minuti l’uno, Il caso Yara: Oltre ogni ragionevole dubbio ripercorre in modo approfondito e dettagliato il caso della tredicenne scomparsa e uccisa nel 2010 a Brembate di Sopra. Attraverso una narrazione avvincente, ricostruzioni accurate e le preziose testimonianze dei protagonisti della vicenda, la serie cerca di far emergere l’incredibile complessità delle indagini, mettendo in luce anche le potenziali falle del sistema giudiziario italiano e cercando di sollevare quantomeno il dubbio riguardo l’effettiva colpevolezza di Bossetti.
La storia di Yara

La tragica vicenda dell’omicidio di Yara Gambirasio è uno dei casi di cronaca nera italiani che ha maggiormente scosso l’opinione pubblica del nostro paese. Yara, una tredicenne di Brembate di Sopra, scomparve il 26 novembre 2010 mentre tornava a casa dalla palestra; il suo corpo fu ritrovato tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, in un campo a Chignolo d’Isola, a pochi chilometri dal luogo della scomparsa. Le indagini si mossero in particolare attraverso una vasta ricerca del DNA trovato sugli indumenti intimi della ragazza, coinvolgendo migliaia di campioni nella speranza di trovare un match. Dopo anni di ricerche, il 16 giugno 2014, Massimo Giuseppe Bossetti, un muratore di Mapello, fu arrestato grazie a una corrispondenza del DNA. Nonostante si sia sempre professato innocente, le prove genetiche e altri indizi portarono alla sua condanna all’ergastolo in via definitiva nel 2018.
Un progetto ambizioso

Il caso Yara: Oltre ogni ragionevole dubbio è un progetto estremamente ambizioso e meticolosamente documentato, che rappresenta un resoconto dettagliato e completo di uno dei casi più tragici della storia recente italiana. La preparazione della serie, iniziata nel 2017, ha visto un lavoro scrupoloso di documentazione e raccolta di testimonianze dirette delle personalità coinvolte nelle indagini, tra cui avvocati, il pubblico ministero Letizia Ruggeri e il medico legale Cristina Cattaneo, oltre a includere le voci degli atti d’indagine dei familiari e interviste esclusive a Massimo Bossetti e alla moglie Marita Comi. Con alle spalle una presa in esame di un totale di 60 faldoni, pari a 60.000 pagine di documenti, centinaia di gigabyte di immagini, audio e video, e migliaia di ore di materiale visionato, lo show creato da Carlo G. Gabardini, Gianluca Neri e Elena Grillone è riuscito a sintetizzare questa vasta mole di informazioni in un racconto coeso in 5 episodi, contenente informazioni probabilmente sconosciute alla maggior parte degli spettatori. Questo approccio così rigoroso non solo rende la serie un documento fondamentale per comprendere l’intera inchiesta, ma la eleva anche oltre il semplice true crime, trasformandola in una testimonianza potente – e molto spesso toccante – di un’indagine tanto complessa quanto tragica.
Presunzione di innocenza?

Come abbiamo già detto, la serie Netflix non è solo un semplice documentario true crime, ma un’opera che mira a far riflettere profondamente il pubblico sulla complessità delle indagini e sulle potenziali falle del sistema giudiziario italiano, affrontando con cura le accuse di depistaggio e i sospetti sui metodi investigativi, che continuano a sollevare interrogativi sulla giustizia del nostro Paese. Per la prima volta, Massimo Bossetti – condannato, ricordiamolo, in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio – ha l’opportunità di raccontare la propria versione dei fatti, insieme a sua moglie Marita Comi. Bossetti si è sempre dichiarato innocente, e appare palese come il sottotitolo della serie, Oltre ogni ragionevole dubbio, miri a lanciare una sorta di provocazione, invitando gli spettatori a interrogarsi riguardo alla sua colpevolezza.
La narrazione, pur complessa per via delle continue oscillazioni temporali, non si limita a ricostruire i fatti ma si impegna a svelare i possibili errori e le incongruenze delle indagini e dei processi. Lo fa sollevando dubbi su eventuali piste alternative, esplorando il ruolo dei media nel plasmare l’opinione pubblica e ponendo l’accento sulle decisioni – non sempre condivisibili – del pubblico ministero Letizia Ruggeri, che hanno influenzato profondamente i meccanismi processuali del caso.
La recensione in breve
Attraverso una narrazione avvincente, ricostruzioni accurate e le preziose testimonianze dei protagonisti della vicenda, Il caso Yara: oltre ogni ragionevole dubbio cerca di far emergere l'incredibile complessità delle indagini, mettendo in luce anche le potenziali falle del sistema giudiziario italiano e cercando, seppure in modo velato, di sollevare il dubbio riguardo l'effettiva colpevolezza di Bossetti.
Pro
- Lo scrupoloso lavoro di documentazione
- Le interviste inedite, in particolare a Massimo Bossetti
Contro
- La continua oscillazione temporale
- Voto CinemaSerieTV
