La bambola parte da una storia scritta alla fine dell’Ottocento, ma trova ancora parecchio da dire sul rapporto tra denaro e potere. La nuova serie polacca di Netflix, tratta dal celebre romanzo Lalka di Bolesław Prus, porta nella Varsavia del 1879 due protagonisti convinti, per ragioni diverse, che i soldi possano avvicinarli alla vita che desiderano.
Diretta da Paweł Maślona e composta da sei episodi di circa un’ora, La bambola ha tutto l’aspetto del grande period drama, tra abiti sontuosi, salotti e una società regolata da gerarchie difficili da scalfire. Ma dietro questa confezione c’è una storia molto meno romantica di quanto potrebbe sembrare…
Due persone che vogliono una vita diversa

Varsavia, 1879. Izabela Łęcka (Sandra Drzymalska) appartiene a una famiglia aristocratica che sta rapidamente perdendo la propria fortuna. Suo padre Tomasz (Jacek Braciak) continua a investire denaro che ormai non possiede, mentre per Izabela il matrimonio sembra essere la soluzione più semplice ai problemi economici della famiglia. Lei, però, ha altri progetti: vuole scrivere, viaggiare e raggiungere un’indipendenza che la società del suo tempo non sembra disposta a concederle.
Stanisław Wokulski (Tomasz Schuchardt) arriva dall’estremo opposto della scala sociale. È diventato ricco grazie al commercio e agli affari durante la guerra, ma il denaro non basta a garantirgli l’accesso all’aristocrazia. Da tempo ossessionato da Izabela, vede nella crisi economica dei Łęcki l’occasione per avvicinarsi a lei e ottenere finalmente un posto nell’ambiente che lo ha sempre tenuto a distanza.
Quello che nasce tra i due non è però un corteggiamento tradizionale: Wokulski pensa di poter utilizzare il proprio patrimonio per ridurre la distanza che lo separa da Izabela, mentre lei capisce presto che quell’uomo può diventare utile per salvare la propria famiglia e conquistare parte della libertà che cerca. Il sentimento c’è, soprattutto da parte di lui, ma è continuamente contaminato da interessi personali e differenze sociali.
Una storia d’amore che ha ben poco di romantico

La scelta più interessante di La bambola è non cercare di rendere particolarmente piacevoli i suoi protagonisti. Wokulski è sinceramente attratto da Izabela, ma il modo in cui vive questo sentimento diventa presto ossessivo. Vuole sapere cosa le piace, frequenta gli stessi ambienti e arriva a utilizzare Marianna per raccogliere informazioni su di lei. Più che conquistarla, sembra voler creare le condizioni perché lei finisca per sceglierlo.
Izabela, dall’altra parte, è molto più contraddittoria della giovane aristocratica ribelle che potrebbe sembrare all’inizio. Vuole sottrarsi alle regole imposte alle donne, sogna una carriera e non accetta che il matrimonio rappresenti il suo unico futuro possibile. Allo stesso tempo è profondamente legata ai privilegi della classe a cui appartiene e può essere arrogante con chi considera socialmente inferiore.
È questa ambiguità a rendere il rapporto tra i due molto più interessante della semplice attrazione tra persone appartenenti a mondi diversi. Lui pensa che la ricchezza possa comprargli un posto nell’aristocrazia e forse anche l’amore di Izabela; cerca nel denaro la possibilità di conservare il proprio stile di vita e, contemporaneamente, liberarsi da alcune delle regole che quel mondo le impone.
Il denaro può comprare (quasi) tutto

La ricostruzione della Varsavia ottocentesca non serve soltanto a dare alla serie un’elegante cornice. La bambola racconta una società in cui quasi ogni relazione è condizionata dal patrimonio e dalla posizione occupata nella gerarchia sociale. Wokulski possiede più denaro di molti aristocratici che frequenta, eppure continua a essere considerato un commerciante. Izabela, al contrario, può essere praticamente senza soldi e conservare comunque uno status che lui fatica a raggiungere.
Lo stesso vale per il modo in cui viene raccontata la condizione femminile. Izabela non è l’unica a cercare uno spazio che la società le nega. La vicenda della dottoressa Zofia Dobska mostra in maniera ancora più concreta quanto sia difficile per una donna esercitare una professione e ottenere credibilità. Personaggi come Kazimiera Wąsowska e Marianna permettono invece di osservare lo stesso mondo da posizioni sociali molto diverse.
Da questo punto di vista, La bambola riesce soprattutto a non trasformare Izabela in un’eroina moderna semplicemente trasferita nell’Ottocento. Le sue idee possono essere progressiste, ma i suoi pregiudizi appartengono pienamente all’ambiente in cui è cresciuta. Vuole sottrarsi a un sistema ingiusto senza essere ancora davvero pronta a rinunciare ai vantaggi che quello stesso sistema le garantisce. Il problema è che la serie mette sul tavolo più elementi di quanti riesca davvero ad approfondirne. Quando rimane concentrata su Izabela e Wokulski ha una direzione molto chiara; quando prova ad allargare il racconto, non tutte le sottotrame hanno la medesima forza.
Cosa ne pensiamo in sintesi
La bambola è un period drama elegante che trova la sua forza soprattutto nel rapporto tra Izabela e Wokulski, due protagonisti imperfetti che cercano nell'altro qualcosa che va ben oltre l'amore. La serie parla bene di denaro, privilegi e differenze sociali, sostenuta dalle ottime interpretazioni di Sandra Drzymalska e Tomasz Schuchardt. Quando si allontana da loro, però, alcune sottotrame risultano meno interessanti e il ritmo perde qualcosa, soprattutto nella prima parte.
Pro
- Il rapporto complesso tra Izabela e Wokulski
- Le ottime interpretazioni dei due protagonisti
- La riflessione su denaro, classe e privilegi
Contro
- Alcune sottotrame distolgono l'attenzione dal cuore della serie
- Il ritmo iniziale è piuttosto lento
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Voto CinemaSerieTV
