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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Nobody Wants This 2, la recensione: una commedia romantica sull’arte del non capirsi

Nobody Wants This 2, la recensione: una commedia romantica sull’arte del non capirsi

La recensione di Nobody Wants This 2, seconda stagione della serie Netflix con protagonisti Kristen Bell e Adam Brody.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini23 Ottobre 2025
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Una scena di Nobody Wants This 2.
Una scena di Nobody Wants This 2. Fonte: Netflix.
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La serie: Nobody Wants This 2, 2025. Creata da: Erin Foster. Cast: Kristen Bell, Adam Brody, Leighton Meester, Justine Lupe, Timothy Simons. Genere: : Drammatico. Durata: 30 minuti circa/10 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.

Trama: Joanne (Kristen Bell) e Noah (Adam Brody) provano a ricostruire la loro storia, ma tra dubbi, fede e vecchie insicurezze, l’equilibrio è tutt’altro che stabile.

A chi è consigliato? A chi ama le commedie romantiche intelligenti, capaci di far sorridere e riflettere.


Ci sono commedie romantiche che giocano sulla leggerezza e altre che, sotto la superficie patinata, scavano nelle fragilità umane. Nobody Wants This, tornata su Netflix con la sua seconda stagione, appartiene a entrambe le categorie. Creata da Erin Foster e ora affidata a Jenni Konner e Bruce Eric Kaplan (entrambi provenienti da Girls), la serie continua a raccontare l’amore impossibile tra Joanne (Kristen Bell), una podcaster egocentrica e disarmante, e Noah (Adam Brody), un affascinante rabbino alle prese con il peso delle proprie contraddizioni. Tra equivoci, spiritualità e battute taglienti, la serie esplora quel terreno incerto in cui la fede incontra l’amore, e dove l’intimità si misura con la paura di cambiare davvero.

Amore e fede

Una scena di Nobody Wants This 2.
Una scena di Nobody Wants This 2. Fonte: Netflix.

Dopo la rottura che aveva chiuso la prima stagione, ritroviamo Joanne (Kristen Bell) e Noah (Adam Brody) nuovamente insieme, come se nulla fosse davvero successo. La loro relazione riparte da un’apparente serenità domestica fatta di cene, podcast e piccoli rituali di coppia. Ma sotto la superficie, le stesse tensioni riaffiorano: Joanne non sa se convertirsi o meno al giudaismo, mentre Noah, diviso tra sentimento e vocazione, fatica a gestire il proprio ruolo di guida spirituale. Accanto a loro si muove un cast ricco: Morgan (Justine Lupe), sorella di Joanne e co-conduttrice del podcast, si lancia in una nuova relazione con il terapeuta Dr. Andy (Arian Moayed); Esther (Jackie Tohn) affronta le crepe del suo matrimonio con Sasha (Timothy Simons); e soprattutto la guest star Leighton Meester interpreta Abby, ex rivale di scuola di Joanne e ora influencer “mommy” sui social, che entra nella dinamica di coppia come provocatrice.

Da guilty pleasure a commedia consapevole

Una scena di Nobody Wants This 2.
Una scena di Nobody Wants This 2. Fonte: Netflix.

In questa seconda stagione lo show smussa gli eccessi della precedente e tenta di trasformarsi da rom-com frivola a racconto più maturo e autocritico. Esther e Bina, figure un tempo semplicemente caricaturali, acquistano sfumature inattese: Esther, per la prima volta, mostra dubbi reali sul proprio matrimonio mentre Bina si ritira in secondo piano, perdendo parzialmente il ruolo della “suocera dominatrice”. Noah smette di essere l’uomo perfetto e inizia a voler piacere a tutti, cosa che lo rende decisamente vulnerabile. In questo nuovo equilibrio Nobody Wants This trova la sua voce migliore: leggera ma non superficiale, ironica ma capace di concedersi qualche riflessione.

Il tema della fede

Una scena di Nobody Wants This 2.
Una scena di Nobody Wants This 2. Fonte: Netflix.

La seconda stagione affronta il tema della fede con uno sguardo più intimo e meno provocatorio rispetto alla precedente. L’interrogativo sulla possibile conversione di Joanne rimane aperto, ma smette di essere un pretesto narrativo per diventare un percorso personale, fatto di esitazioni, curiosità e paura di non sentirsi mai “abbastanza”. Nobody Wants This non parla di religione in senso teologico, ma usa l’esperienza spirituale come chiave per raccontare il bisogno umano di appartenere e, allo stesso tempo, di preservare la propria individualità.
La differenza tra il mondo razionale e disincantato di Joanne e quello idealista di Noah diventa così una metafora dei rapporti affettivi in generale: l’equilibrio precario tra il desiderio di unirsi e quello di restare se stessi. La comicità, in questo contesto, non serve solo a sdrammatizzare ma a creare ponti, perché è proprio nelle battute, nei piccoli fraintendimenti e nelle ironie reciproche che la serie riesce a parlare, con leggerezza, della complessità di capirsi davvero.

La chimica che resiste (e i limiti del formato)

Una scena di Nobody Wants This 2.
Una scena di Nobody Wants This 2. Fonte: Netflix.

Pur avendo trovato un tono più maturo, Nobody Wants This resta una commedia dichiaratamente televisiva, pensata per intrattenere e non per rivoluzionare il genere. Alcune dinamiche tra Joanne e Noah ripropongono gli schemi della prima stagione, e certi intrecci secondari finiscono solo per appesantire il ritmo più che arricchirlo. Tuttavia, quando la narrazione torna a concentrarsi sulla coppia protagonista, la serie recupera la sua brillantezza: i dialoghi scorrono con naturalezza, l’ironia si intreccia a momenti di autentica vulnerabilità e la complicità tra Kristen Bell e Adam Brody continua a essere il motore più credibile della storia.

La recensione in breve

6.5 Agrodolce

Nobody Wants This 2 è una di quelle serie che non cercano l’effetto sorpresa, ma la coerenza emotiva. La scrittura è più equilibrata, i personaggi più sfumati e la regia si prende il tempo di respirare. La chimica tra Kristen Bell e Adam Brody resta l’elemento trainante: ironica, fragile, piena di sottintesi. Le guest star, come Leighton Meester, aggiungono colore senza snaturare il tono. Non tutto è perfetto - alcune sottotrame restano leggere, quasi accessorie - ma la serie trova il coraggio di raccontare la normalità dei sentimenti, e questo la rende più vera di molte rom-com patinate.

Pro
  1. Chimica impeccabile tra Bell e Brody
  2. Dialoghi realistici
  3. Ironia intelligente, mai sopra le righe
Contro
  1. Alcune sottotrame restano poco sviluppate
  2. Mancanza di veri momenti emotivi forti
  • Voto CinemaSerieTV 6.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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