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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Piccoli brividi, la recensione della serie Disney+

Piccoli brividi, la recensione della serie Disney+

La recensione di Piccoli Brividi: la nuova serie ispirata alla collana di libri di R.L. Stine è disponibile su Disney+ da venerdì 13 ottobre.
Maurizio ErmisinoDi Maurizio Ermisino13 Ottobre 2023Aggiornato:13 Ottobre 2023
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Piccoli Brividi
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La serie: Piccoli Brividi, 2022. Creato da: Nicholas Stoller e Rob Letterman. Cast: Justin Long, Rachael Harris . Genere: Horror, fantastico, teen drama. Durata: 10 episodi da 45 minuti.
Dove l’abbiamo visto: Su Disney+, in anteprima.

Trama: Un gruppo di cinque liceali indagano sulla tragica scomparsa, avvenuta trent’anni prima, di un adolescente, portando alla luce anche oscuri segreti del passato dei loro genitori. .


Qualche anno fa chi scrive aveva provato a far leggere a suo figlio un libro di Piccoli Brividi, la collana di libri di R.L. Stine, un bestseller mondiale. Forse era troppo piccolo, avrà avuto otto o nove anni, ma ha smesso di leggere quel libro perché gli faceva troppa paura. Buon segno, per una collana horror. Forse oggi, che ha compiuto undici anni, quei libri lo spaventerebbero di meno. Ma una serie tv, che sostituisce alle parole, che lasciano spazio all’immaginazione, le immagini? Non vi abbiamo fatto questo esempio a caso. Perché, nell’avvicinarci alla recensione di Piccoli Brividi, la nuova serie ispirata alla collana di libri di Stine, su Disney+ da venerdì 13 ottobre, abbiamo ragionato per forza di cose in termini di target. La serie, in 10 episodi, debutterà con un lancio dei primi cinque nell’ambito della collezione Halloween di Disney+ (mentre i restanti arriveranno in streaming a cadenza settimanale). Segno che si vuole andare a prendere uno di quei segmenti di pubblico che ama molto Halloween, gli adolescenti (lo amano anche i bambini, ma a loro è riservata ovviamente un’altra offerta). Piccoli Brividi, allora, è un’operazione a target: è il teen drama che incontra l’horror (che è una cosa sostanzialmente diversa dal teen horror, nato negli anni Novanta dopo Scream, ed essenzialmente più adulto di questo). Siamo quindi di fronte a un horror edulcorato, adattato, pensato per dare qualche emozione ai teenager, spaventarli un po’, e inserito nelle dinamiche classiche del teen drama. Carino, ma per un certo pubblico.

La trama: cinque liceali e una scomparsa

Piccoli Brividi, una scena

Un gruppo di cinque liceali indagano sulla tragica scomparsa, avvenuta trent’anni prima, di un adolescente di nome Harold Biddle, portando alla luce anche oscuri segreti del passato dei loro genitori. Durante una festa di Halloween a casa Biddle, il quarterback Isaiah scopre una vecchia macchina fotografica che gli sconvolge la vita. Alla stessa festa, Isabella scopre una maschera che le dà fiducia e inizia a controllare la sua vita. Durante il medesimo party, James si ritrova a rivivere la stessa notte finché il ragazzo che gli piace non lo aiuta a interrompere il loop temporale, ma la sua favola diventa presto un incubo. Da casa Biddle, Lucas porta a casa dei vermi che scopre non essere vermi normali. Infine, il signor Bratt dà a Margot un vecchio album che la rimanda al 1993, quando sua madre era una studentessa alla Port Lawrence High.

Una struttura narrativa interessante

Piccoli Brividi, una scena

Pubblicata da Scholastic, Piccoli Brividi è una delle serie di libri più vendute di tutti i tempi, con oltre 400 milioni di libri stampati in 32 lingue. La nuova serie televisiva attinge da cinque di questi libri per ragazzi, tra cui Foto dal futuro, La maschera maledetta, La pendola del destino, Vendetta strisciante e Il pupazzo parlante. La cosa più interessante da notare, qui, è il passaggio dai libri alla serie, e la costruzione narrativa di questa. Ogni episodio, infatti, è in parte una storia a sé, in parte concorre a una trama orizzontale che continua lungo tutti gli episodi. Così torniamo indietro agli stessi fatti e li vediamo da un altro punto di vista. Ogni storia, infatti, ha al centro un personaggio principale, ma tutti gli altri tornano e partecipano attivamente a questa storia. La serie, allora, si segue, più che per il reale spavento, o per la tensione, per capire come si collegheranno tra loro le storie, e come quel personaggio, che in una storia abbiamo visto in una posizione secondaria, arriverà in primo piano. La struttura narrativa, insomma, è davvero interessante.

Non è Stranger Things, ma è una scelta

Una scena di Piccoli Brividi
Piccoli Brividi è comunque una serie prodotta molto bene, curata nelle ambientazioni e nel cast (il più interessante è Justin Long nell’inedito ruolo di villain), dalla fotografia patinata che riprende vagamente un certo horror anni Novanta (a proposito, il prologo, nel 1993, inizia sulle note di Drive dei R.E.M.). Rispetto a quel teen horror che era nato con Scream e continuato con So cosa hai fatto, Urban Legend e così via, siamo però su un livello diverso, come detto: protagonisti più giovani, innocenti, meno violenza, meno paura. Siamo tra l’horror e il fantastico. Se diciamo che è un prodotto destinato ai più giovani vogliamo dire che manca quel modo di coinvolgere anche il pubblico adulto come ha fatto una serie come Stranger Things, aggiungendo personaggi adulti interessanti, introspezione e molti rimandi ai tempi andati in grado di catturare anche un pubblico di nostalgici. Ma non è detto che sia un difetto: sono scelte. E qualche piccolo brivido agli adolescenti questa serie è in grado di regalarlo.

La recensione in breve

6.0 Adolescenziale

Come abbiamo scritto nella recensione di Piccoli Brividi, è un’operazione a target: è il teen drama che incontra l’horror. Siamo quindi di fronte a un horror edulcorato, adattato, pensato per dare qualche emozione ai teenager, spaventarli un po’, e inserito nelle dinamiche classiche del teen drama. Carino, ma per un certo pubblico.

  • Voto CinemaSerieTv 6
  • Voto utenti (0 voti) 0
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