La serie: Scarpetta, 2026. Creata da: Elizabeth Sarnoff. Cast: Nicole Kidman, Jamie Lee Curtis, Bobby Cannavale, Simon Baker, Ariana DeBose Genere: Drammatico, thriller. Durata: 8 episodi/50 minuti circa. Dove l’abbiamo vista: su Prime Video.
Trama: Kay Scarpetta torna a lavorare come medico in Virginia e si trova a indagare su un omicidio collegato a un caso del passato che potrebblegale e aver cambiato la sua carriera.
A chi è consigliato? A chi ama i crime investigativi con una forte componente psicologica e familiare.
Disponibile su Prime Video dall’11 marzo 2026, Scarpetta porta sullo schermo uno dei personaggi più noti del crime contemporaneo, la patologa forense creata da Patricia Cornwell. La serie, sviluppata da Liz Sarnoff, affida il ruolo di Kay Scarpetta a Nicole Kidman e costruisce il racconto su due piani temporali, mettendo in relazione un nuovo caso con un’indagine del passato che continua a gettare ombre sul presente.
L’idea di partenza è buona: da una parte c’è il fascino del procedural forense, con corpi, autopsie e indagini, dall’altra c’è un dramma familiare ricco di tensioni mai risolte. Il problema è che Scarpetta prova a tenere insieme troppe cose e, pur restando una visione coinvolgente, finisce per oscillare tra registri diversi senza trovare la propria misura.
Un ritorno che riaccende le luci sul passato

Kay Scarpetta torna a ricoprire il ruolo di chief medical examiner in Virginia dopo anni di assenza, ma il suo rientro è tutt’altro che tranquillo: già dal primo caso, infatti, emerge un legame con una vecchia indagine degli anni Novanta; da quel momento, la serie si muove continuamente tra presente e passato, cercando di mostrare quanto un errore (o anche solo un dubbio) possa continuare a vivere per decenni.
Sulla carta, questa struttura è una delle idee più interessanti della serie, perché permette di osservare la protagonista in due momenti molto diversi della sua vita. In pratica, però, il continuo andirivieni temporale a volte incide sul ritmo, dando l’impressione di appesantire un racconto che avrebbe avuto più forza con una linea più compatta.
Nicole Kidman e Jamie Lee Curtis

Il vero punto di forza di Scarpetta resta il cast. Nicole Kidman dà vita una protagonista fredda solo in apparenza, che porta addosso il peso del lavoro e quello, forse ancora più complicato, dei legami familiari. Non cerca di rendere Kay simpatica a tutti i costi, e forse è proprio questo a renderla realistica.
Accanto a lei, Jamie Lee Curtis trova la giusta impostazione per Dorothy, sorella ingombrante, irritante, a tratti persino distruttiva, ma mai ridotta a semplice macchietta. Le scene tra le due sono spesso le più verosimili della serie, perché lì il racconto smette di inseguire colpi di scena e si concentra su qualcosa di più concreto: il modo in cui i traumi familiari continuano a deformare i rapporti negli anni. Anche Bobby Cannavale, Simon Baker e Ariana DeBose contribuiscono a dare spessore a un impianto che, in vece, sul piano della scrittura resta più discontinuo.
Un crime ambizioso ma dispersivo

La serie ha ambizione, e questo emerge fin dal primo episodio. Non vuole, infatti, essere soltanto un thriller investigativo, ma neppure un semplice melodramma familiare. Cerca piuttosto di essere entrambe le cose, aggiungendo anche riflessioni sulla misoginia istituzionale, sulla tecnologia e sul modo in cui il passato continua a contaminare il presente. È proprio qui, però, che Scarpetta comincia a perdere compattezza.
Alcune linee narrative sembrano entrare in scena senza essere davvero integrate nel nucleo centrale, mentre certi sviluppi del caso arrivano con meno tensione di quanto ci si aspetterebbe. La violenza di alcune sequenze, poi, potrebbe suggerire un crime più cupo e disturbante, ma il tono cambia spesso, e non sempre in modo convincente. In alcuni momenti la serie riesce a essere piuttosto intensa, ma in altri sembra quasi deviare verso qualcosa di più eccentrico. Proprio questa sua instabilità risulta essere uno dei limiti principali.
Una prima stagione che incuriosisce
Una scena di Scarpetta. Fonte: Prime Video.Alla fine Scarpetta non è una serie trascurabile, anzi. Ha un personaggio forte, un cast di primo livello e abbastanza materiale da tenere viva l’attenzione per tutti gli otto episodi. Però lascia anche la sensazione di un progetto che avrebbe potuto essere più incisivo se avesse scelto con maggiore decisione che tipo di racconto voleva essere. Il procedural forense funziona, il dramma familiare a tratti anche di più, ma l’insieme non sempre trova un equilibrio all’altezza delle sue ambizioni.
La recensione in breve
Scarpetta è un crime forense che punta su atmosfere cupe e su un forte intreccio tra indagine e dramma familiare. Nicole Kidman e Jamie Lee Curtis tengono insieme un racconto ambizioso che alterna momenti intensi ad altri meno compatti. Una serie interessante, ma non sempre all’altezza delle sue potenzialità.
Pro
- Interpretazioni di alto livello
- Atmosfera cupa e curata
- Buona tensione nei momenti chiave
Contro
- Troppe linee narrative parallele
- Ritmo altalenante
- Alcuni sviluppi poco incisivi
- Voto CinemaSerieTV
