La serie: Terrazza Sentimento, 2025. Creata da: Alessandro Garramone, Davide Bandiera e Annalisa Reggi. Genere: : Documentario, true crime. Durata: 40 minuti circa/3 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.
Trama: La docuserie ripercorre l’ascesa e il crollo di Alberto Genovese, ricostruendo fatti, contesto e narrazioni mediatiche che hanno segnato il caso. In tre episodi, esplora il sistema di potere, privilegio e complicità che ha permesso quegli abusi.
A chi è consigliato? A chi cerca un racconto che vada oltre la cronaca e interroghi i meccanismi culturali che l’hanno resa possibile.
Terrazza Sentimento è una docuserie che arriva su Netflix con un obiettivo ben dichiarato: tornare su una vicenda che ha segnato profondamente il dibattito pubblico italiano, quella legata all’ascesa e alla caduta di Alberto Genovese. Divisa in tre episodi, la serie ripercorre il percorso di un imprenditore celebrato come simbolo del miracolo delle start-up milanesi, salvo poi diventare il volto di un potere capace di travolgere tutto ciò che tocca. Attraverso una costruzione narrativa che alterna testimonianze, materiali d’archivio, ricostruzioni e momenti di analisi più intima, la docuserie prova a raccontare non solo la cronaca di un caso, ma anche il clima di una città che abbaglia con le sue luci mentre nasconde ombre profonde: solitudini, eccessi, consenso comprato e un sistema pronto a giudicare.
Ascesa e crollo

Terrazza Sentimento. Fonte: Netflix.
La struttura narrativa segue il percorso di Alberto Genovese, presentandolo inizialmente come un ragazzo fragile, timido e spesso isolato dagli altri, che trova nell’ambizione e nel lavoro compulsivo un modo per affermarsi. Dalla creazione di startup miliardarie alla trasformazione in figura di spicco della Milano iper-produttiva, la serie mostra come il successo di Genovese si intrecci a un bisogno costante di approvazione, alimentato da feste, sostanze illegali e un giro di conoscenze che vive di eccessi. Nel momento dell’arresto, il mondo che lo circonda si dissolve rapidamente: amici che svaniscono, collaboratori che prendono le distanze, cronisti che sezionano ogni dettaglio.
Parallelamente, emerge il racconto della giovane vittima (attraverso ricostruzioni e testimonianze reali), resa inerme per ore nella celebre terrazza affacciata sul Duomo, mentre la narrazione mediatica dell’epoca oscillava tra morbosità, giudizi sommari e una sorprendente indulgenza verso il carnefice. La docuserie non ripercorre solo la sequenza dei fatti, ma tenta di mettere a fuoco un sistema che ha permesso al potere economico e sociale di coprire ciò che accadeva dietro porte senza maniglie e luci ultraviolette.
Milano: contradditoria e seducente

Terrazza Sentimento. Fonte: Netflix.
Uno dei passaggi più riusciti della docuserie è lo sguardo che dedica a Milano, ritratta non come semplice cornice ma come un organismo complesso, capace di attrarre e respingere allo stesso tempo. La serie mette in luce il divario tra ciò che la città mostra e ciò che nasconde: un luogo in cui produttività, ambizione e velocità sono la regola, mentre solitudini, fragilità e dipendenze si insinuano nei suoi ritmi frenetici. In questo ambiente competitivo, dove l’apparire spesso conta più dell’essere, il potere di Genovese trova terreno fertile, sostenuto da un tessuto sociale che lo celebra finché è conveniente e che si dissolve non appena le cose precipitano. La docuserie coglie bene questa dinamica, restituendo l’immagine di una città che sa esaltare ma anche distorcere, trasformando l’idea di successo in un meccanismo che altera la percezione dei limiti. E talvolta li cancella del tutto.
Il riflesso di un sistema

Terrazza Sentimento. Fonte: Netflix.
Uno dei temi più delicati affrontati dalla docuserie riguarda il modo in cui il caso Genovese è stato raccontato dai media e recepito dal pubblico. Terrazza Sentimento mostra come la cronaca sia spesso scivolata nello spettacolarizzazione della vicenda, con programmi televisivi pronti a enfatizzare il sensazionalismo e a indirizzare sottilmente il giudizio verso le vittime più che verso chi detiene il potere.
La serie riflette anche su come consenso, corpi e abuso vengano rappresentati, evidenziando quanto certi comportamenti siano stati normalizzati in contesti privilegiati. Sul piano formale, l’alternanza tra interviste, repertorio televisivo e ricostruzioni digitali produce un racconto efficace ma discontinuo. Tuttavia, proprio da questa frammentarietà emerge la questione più rilevante: non solo cosa sia accaduto, ma cosa abbia reso possibile che continuasse ad accadere per così tanto tempo.
La recensione in breve
Terrazza Sentimento è una docuserie che non si limita a ricostruire i fatti, ma indaga le dinamiche che li hanno resi possibili, mostrando come potere, denaro e consenso possano deformare ogni confine. Nel raccontare Genovese, la serie osserva anche la città che lo ha celebrato e il sistema mediatico che ha contribuito a plasmare la percezione pubblica del caso. L’alternanza di materiali reali, testimonianze e ricostruzioni crea un racconto intenso, pur con qualche discontinuità formale. Ciò che resta, tuttavia, è un ritratto netto: non solo un uomo e i suoi abusi, ma un contesto che li ha tollerati finché è stato comodo farlo. È proprio in questa prospettiva che la serie trova la sua forza più duratura.
Pro
- Capacità di unire cronaca e riflessione sociale
- Testimonianze che offrono un punto di vista rilevante
Contro
- Struttura narrativa a tratti discontinua e poco omogenea
- Voto CinemaSerieTV
