Per milioni di spettatori Matthew Perry sarà sempre Chandler Bing, il personaggio di Friends che riusciva a trovare una battuta anche nelle situazioni più difficili. Ma dietro quel talento comico c’era un uomo che ha trascorso gran parte della propria vita a combattere contro la dipendenza da alcol e farmaci. The One About Matthew Perry, la docuserie in tre episodi disponibile su Netflix dal 27 ottobre 2026, ripercorre la sua storia attraverso le testimonianze di familiari, amici e persone che gli sono state vicine, cercando di raccontare anche ciò che il pubblico non poteva vedere.
Diretta da Mary Robertson, già autrice di Quiet on Set, la serie evita di trasformare la morte dell’attore, avvenuta nell’ottobre 2023 a 54 anni, nel principale motivo di interesse. Al centro ci sono piuttosto le conseguenze di una dipendenza durata decenni, i tentativi di guarigione e i rapporti personali che Perry ha cercato di mantenere nonostante le proprie difficoltà. Il risultato è un ritratto intimo e spesso doloroso, che trova conferma nelle parole di chi lo conosceva davvero.
Matthew Perry oltre il successo di Friends

La docuserie segue la vita dell’attore in ordine cronologico, partendo dall’infanzia e dai primi tentativi di affermarsi a Hollywood. Perry cresce tra due nuclei familiari dopo la separazione dei genitori e sviluppa molto presto il desiderio di diventare famoso. Quando arriva Friends, nel 1994, ha finalmente l’opportunità che aspettava. Il successo è enorme e Chandler Bing diventa uno dei personaggi più amati della televisione, grazie soprattutto alla sua capacità di rendere irresistibili battute che, nelle mani di un altro interprete, avrebbero potuto funzionare molto meno.
La fama, però, coincide anche con l’aggravarsi dei suoi problemi personali. La serie ricostruisce il rapporto di Perry con l’alcol e gli antidolorifici, i numerosi ricoveri e i tentativi di disintossicazione che si susseguono durante e dopo gli anni di Friends. Le immagini d’archivio permettono di rivedere l’attore nei momenti più importanti della carriera, mentre le sue stesse dichiarazioni, tratte da interviste e apparizioni televisive, restituiscono quanto fosse consapevole della propria condizione. È proprio ascoltando Perry parlare apertamente delle sue difficoltà che il documentario assume un significato particolare: molte delle cose più dolorose erano già state raccontate da lui, senza cercare di nasconderle.
Le testimonianze della famiglia

Una delle scelte più interessanti di The One About Matthew Perry è quella di affidare il racconto soprattutto a persone che non appartengono al mondo delle grandi celebrità. Non compaiono i cinque colleghi protagonisti di Friends, né altri nomi famosi che hanno lavorato con lui. A parlare sono amici di lunga data, ex compagne, persone conosciute durante i percorsi di recupero e familiari che hanno vissuto da vicino le conseguenze della sua dipendenza.
Tra tutte le testimonianze spicca quella della sorella minore Mia Perry Bowick, oggi psicoterapeuta. Il suo racconto è particolarmente significativo perché permette di comprendere quanto fosse difficile amare Matthew e, allo stesso tempo, assistere a comportamenti che potevano ferire profondamente chi gli stava accanto. Mia ricorda episodi familiari, momenti di preoccupazione e la sensazione di non poter fare abbastanza per aiutarlo. Le sue parole evitano di idealizzare il fratello e restituiscono un’immagine più complessa di quella che emerge abitualmente nei documentari dedicati alle star scomparse. Anche i ricordi degli amici Roger Castillo e David Pressman, che frequentavano Perry prima della fama, contribuiscono a raccontare un ragazzo ambizioso, brillante e desideroso di essere amato. Sono testimonianze che rendono la serie più personale, perché parlano di relazioni costruite nel tempo e non soltanto di successi professionali.
La dipendenza raccontata attraverso chi gli è rimasto vicino

Il tema centrale della docuserie è la dipendenza, affrontata come una malattia che ha accompagnato Perry per oltre venticinque anni. Mary Robertson non cerca una spiegazione semplice per il suo comportamento e non presenta la fama come l’unica causa dei suoi problemi. Attraverso le testimonianze emerge invece una condizione che ha continuato a influenzare ogni aspetto della sua vita, anche nei periodi in cui sembrava aver ritrovato una certa stabilità.
Il documentario dedica spazio anche all’impegno dell’attore per aiutare altre persone con problemi di dipendenza. Perry aveva utilizzato parte delle proprie risorse per sostenere percorsi di recupero e aveva scelto di raccontare pubblicamente la propria esperienza, soprattutto attraverso il memoir Friends, Lovers, and the Big Terrible Thing, pubblicato nel 2022. Questa parte della sua vita è importante perché permette di ricordare che, nonostante le ricadute, aveva continuato a cercare di stare meglio e a rendersi utile agli altri.
La serie non nasconde nemmeno le conseguenze che i suoi comportamenti hanno avuto sulle persone più vicine. È un aspetto che rende il racconto più sincero, evitando di trasformare Perry in una figura priva di contraddizioni soltanto perché non c’è più. Le persone intervistate parlano del suo affetto e della sua generosità, ma anche delle difficoltà che hanno dovuto affrontare nel tentativo di aiutarlo.
Tre episodi che avrebbero potuto essere più brevi

La scelta di seguire l’intera vita dell’attore rende The One About Matthew Perry accessibile anche a chi conosce soltanto il suo ruolo in Friends. Tuttavia, la prima parte ripercorre informazioni già ampiamente note e utilizza numerosi filmati televisivi che aggiungono poco a quanto è stato raccontato negli anni. Alcune interviste d’archivio sono preziose, soprattutto quando permettono di ascoltare direttamente Perry, mentre altre finiscono per rallentare il documentario. Il materiale più interessante è quello legato ai rapporti personali e alle conseguenze della dipendenza sulla famiglia. Proprio per questo, una durata più contenuta avrebbe probabilmente reso il racconto ancora più coinvolgente. Anche il passaggio finale alle circostanze della morte, con il riferimento alle responsabilità penali delle persone coinvolte nella somministrazione della ketamina, risulta piuttosto rapido rispetto allo spazio dedicato al resto della vita dell’attore.
Nonostante questi limiti, The One About Matthew Perry riesce a restituire un’immagine dell’attore che va oltre Chandler Bing e oltre le notizie sulla sua morte. Non offre grandi rivelazioni, ma permette di ascoltare persone che hanno conosciuto un Matthew diverso da quello visto in televisione. Ed è soprattutto nelle loro parole, spesso segnate dal dolore e dai rimpianti, che il documentario trova la propria forza.
Cosa ne pensiamo in sintesi
The One About Matthew Perry racconta la vita dell'attore attraverso le persone che gli sono state più vicine, offrendo un ritratto sincero della sua lunga lotta contro la dipendenza. Le testimonianze della sorella Mia e degli amici sono particolarmente toccanti, mentre la ricostruzione della carriera ripropone spesso informazioni già conosciute. Una docuserie intensa, che avrebbe funzionato ancora meglio con una durata più contenuta.
Pro
- Le testimonianze della famiglia e degli amici offrono un ritratto personale dell'attore.
- La dipendenza viene affrontata senza giudizio.
- Il documentario ricorda anche il suo impegno nell'aiutare altre persone.
Contro
- Tre episodi sono eccessivi rispetto al materiale più interessante.
- Alcune parti della ricostruzione biografica ripetono informazioni già note.
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Voto CinemaSerieTV
