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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Una parte di me, la recensione: una soap opera dispersiva

Una parte di me, la recensione: una soap opera dispersiva

La recensione di una parte di me, soap opera brasiliana in 17 episodi disponibile per lo streaming su Netflix.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini7 Luglio 2024
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Una parte di me.
Una parte di me. Fonte: Netflix.
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La serie: Una parte di me, 2024. Creata da: Ângela Chaves. Cast: Juliana Paes, Vladimir Brichta, Felipe Abib and Paloma Duarte: Drammatico. Durata: 60 minuti circa/17 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.

Trama: Liana scopre di essere incinta di due gemelli con due paternità differenti: del suo ex marito fedifrago e dell’uomo che l’ha aggredita sessualmente.

A chi è consigliato? A chi ama le trame fitte e molto dispersive.


Una parte di me – serie TV brasiliana creata da Angela Chaves e disponibile su Netflix – segue Liana, una donna la cui vita viene sconvolta da un tradimento e un’aggressione sessuale, portandola a scoprire di essere incinta di due gemelli con padri diversi. Nonostante la performance convincente di Juliana Paes nel ruolo di Liana, la serie non riesce a mantenere le sue promesse: troppo dispersiva e ambiziosa, tenta di affrontare numerose tematiche, tra cui la violenza sessuale, senza riuscire a svilupparle in modo approfondito e significativo, compromettendo così l’efficacia della narrazione.

Un padre di troppo

Juliana Paes, Vladimir Brichta in una scena di Una parte di me. Fonte: Netflix.
Juliana Paes, Vladimir Brichta in una scena di Una parte di me. Fonte: Netflix.

Liana (Juliana Paes) è una donna sposata la cui vita perfetta si sgretola quando scopre che suo marito, Tomás (Vladimir Brichta), la tradisce. Devastata, cerca conforto in una serata fuori, facendo uso di sostanze stupefacenti e, in questo contesto di vulnerabilità, viene aggredita sessualmente da Oscar, colui che le aveva procurato le droghe. A seguito di questo drammatico episodio, la donna scopre di essere incinta e, durante una visita medica, apprende che porta in grembo due gemelli, ciascuno di un padre differente – uno di Tomás, l’altro di Oscar – a causa di un’anomalia scientifica: la superfecondazione eteropaternale. Dopo il parto, Liana cresce i figli con Tomás – con il quale si è riconciliata – cercando di nascondere la verità sul secondo figlio, frutto dello stupro. Ma le sue bugie la trascineranno presto in una rete di complicazioni sempre più intricate…

Poca sensibilità per una tematica importante

Una scena di Una parte di me.
Una scena di Una parte di me. Fonte: Netflix.

La serie affronta una vasta gamma di temi importanti – il consenso, la violenza sessuale, la maternità, la paternità, l’amicizia, la complessità delle dinamiche familiari, solo per citare la punta dell’iceberg – forse troppi per poter essere trattati con la profondità che meritano. In particolare, nonostante la narrazione cerchi di esplorare il trauma e la resilienza di Liana, la rarità della sua condizione medica rischia di distogliere l’attenzione del pubblico da quello che avrebbe dovuto essere l’impatto emotivo e psicologico suscitato da un trauma come quello subito dalla protagonista. La sensazione è quindi che Una parte di me non mostri molto rispetto per le circostanze della premessa, utilizzando l’aggressione sessuale come gancio per un dramma soap che spesso appare insensibile. Inoltre, questo approccio rischia di trasformare una narrazione potenzialmente profonda in un racconto davvero poco realistico.

Il personaggio di Liana

Juliana Paes in una scena di Una parte di me. Fonte: Netflix.
Juliana Paes in una scena di Una parte di me. Fonte: Netflix.

Nonostante questa importante criticità. il personaggio di Liana, interpretato in modo convincente da Juliana Paes, riesce a risuonare profondamente con il pubblico, evocando emozioni autentiche e intense. Liana rappresenta il cuore emotivo della serie, una donna alle prese con traumi devastanti e dilemmi morali complessi e la performance della sua interprete si rivela capace di trasmettere tutto il suo dolore, la sua confusione e la sua determinazione, rendendo il personaggio tutto sommato credibile. Tuttavia, il buon lavoro svolto dalla Paes non risulta sufficiente a salvare la serie dalla lunghezza eccessiva e dalla frammentazione narrativa, al contrario: la ricchezza del personaggio di Liana mette in evidenza i limiti della sceneggiatura, intrappolando la protagonista in una serie infinita di storyline dispersive e nelle troppe tematiche che abbiamo già citato.

La recensione in breve

5.0 Dispersiva

Nonostante la performance convincente di Juliana Paes nel ruolo di Liana, la serie non riesce a mantenere le sue promesse: troppo dispersiva e ambiziosa, tenta di affrontare numerose tematiche, tra cui la violenza sessuale, senza riuscire a svilupparle in modo approfondito e significativo, compromettendo così l'efficacia della narrazione.

Pro
  1. L'interpretazione della sua attrice protagonista
Contro
  1. Troppe sottotrame dispersive
  2. La superficialità con la quale affronta tematiche importanti
  • Voto CinemaSerieTV 5.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
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