L’uscita di Unchosen riporta al centro dell’attenzione un tema che negli ultimi anni è stato raccontato sempre più spesso attraverso serie e documentari: quello delle sette religiose e delle comunità chiuse, costruite attorno a leader carismatici e a dinamiche di controllo che, proprio perché sottili e progressive, risultano difficili da riconoscere dall’esterno. Non si tratta soltanto di storie estreme o lontane dalla realtà, ma di vicende che, nel momento in cui vengono ricostruite con precisione, rivelano quanto sia fragile il confine tra ricerca personale e manipolazione.
Negli ultimi anni, infatti, piattaforme come Netflix hanno dato spazio a racconti molto diversi tra loro, capaci però di restituire una visione complessiva del fenomeno. Alcuni titoli scelgono un approccio documentaristico rigoroso, lasciando emergere i fatti attraverso testimonianze dirette e materiali d’archivio, mentre altri utilizzano la fiction per esplorare le conseguenze emotive e psicologiche di chi vive all’interno di queste realtà o prova a uscirne. Il risultato è un panorama ricco e sfaccettato, che permette di comprendere meglio non solo cosa accade dentro una setta, ma anche perché certe dinamiche continuino a ripetersi nel tempo.
Keep Sweet: Pregare e Obbedire (2022)

Al centro di questa docuserie c’è la FLDS (Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter-Day Saints), guidata per anni da Warren Jeffs, figura chiave attorno a cui ruota l’intero racconto. Attraverso testimonianze dirette e materiali d’archivio, emerge un sistema rigidissimo in cui il leader decide matrimoni, famiglie e ruoli sociali, arrivando a esercitare un controllo totale soprattutto sulle donne e sulle ragazze, spesso costrette a nozze precoci. Ciò che rende il racconto particolarmente incisivo è il modo in cui queste dinamiche vengono mostrate come normalizzate all’interno della comunità.
Trust Me: Il falso profeta (2026)

Al centro della docuserie c’è Samuel Bateman, sedicente profeta e figura emersa all’interno di una scissione della FLDS, la stessa comunità fondamentalista già raccontata in Keep Sweet. Il racconto segue la sua ascesa e il modo in cui riesce a costruire un sistema di controllo su fedeli, soprattutto donne e minori, imponendo regole e relazioni all’interno del gruppo. A rendere la narrazione particolarmente efficace è il punto di vista di Christine Marie e Tolga Katas, una coppia che si infiltra nella comunità e documenta dall’interno i meccanismi di manipolazione, contribuendo a portare alla luce abusi e dinamiche che, fino a quel momento, erano rimaste nascoste.
Escaping Twin Flames: In fuga dall’amore eterno (2023)

Nel caso di Twin Flames Universe, tutto nasce online, all’interno di una community fondata da Jeff e Shaleia Divine che promette di aiutare le persone a trovare la propria anima gemella. Con il tempo, però, il progetto assume contorni molto più rigidi, fino a influenzare direttamente le relazioni degli iscritti, arrivando a imporre partner, identità e scelte personali. Le testimonianze raccontano infatti come il desiderio di trovare amore venga progressivamente utilizzato per costruire un sistema di controllo emotivo.
Wild Wild Country (2018)

La storia del movimento guidato da Bhagwan Shree Rajneesh, noto come Osho, prende forma negli Stati Uniti degli anni ’80, dove i suoi seguaci fondano una vera e propria comunità in Oregon. Da qui si sviluppa un conflitto sempre più acceso con le istituzioni e con la popolazione locale, raccontato attraverso interviste e materiali d’epoca. Il ruolo di Ma Anand Sheela, collaboratrice di Osho, diventa centrale nel mostrare come il movimento si organizzi e reagisca alle pressioni esterne.
Raël, il profeta degli extraterrestri (2024)

A guidare questo racconto è la figura di Claude Vorilhon, conosciuto come Raël, fondatore di un movimento che sostiene l’origine extraterrestre della vita sulla Terra. Il documentario segue la nascita e la diffusione del gruppo, evidenziando come la sua narrazione riesca a combinare elementi spirituali e fantascientifici in modo coerente per i seguaci. Attraverso interviste e materiali storici, emerge il ruolo centrale del leader e la sua capacità di attrarre persone in cerca di risposte alternative.
Il diavolo in Ohio (2022)

Diversamente dai documentari, qui la storia viene raccontata attraverso la fiction, seguendo Mae, una ragazza che riesce a fuggire da una setta con rituali violenti e segreti. Una volta accolta da una psichiatra e dalla sua famiglia, il suo passato continua a emergere, influenzando ogni equilibrio e creando tensioni sempre più evidenti. La serie utilizza il linguaggio del thriller per esplorare non solo il pericolo della comunità da cui proviene, ma anche le difficoltà legate al tentativo di ricostruire una vita normale.
Going Clear: Scientology e la prigione della fede (2015)

Basato sull’inchiesta di Lawrence Wright, il documentario entra nel funzionamento della Chiesa di Scientology, fondata da L. Ron Hubbard, attraverso le testimonianze di ex membri. Il racconto analizza in modo dettagliato le pratiche interne, mostrando come il sistema sia costruito per rafforzare il legame con l’organizzazione e rendere complessa qualsiasi uscita. Ne emerge un quadro articolato, in cui ogni elemento contribuisce a mantenere il controllo sui seguaci.
L’assedio di Waco (2018)

La miniserie ricostruisce uno degli eventi più noti legati a una setta negli Stati Uniti: l’assedio del 1993 al complesso dei Branch Davidians, guidati da David Koresh. Il racconto alterna il punto di vista della comunità e quello delle autorità, permettendo di comprendere meglio le dinamiche interne al gruppo e le decisioni che hanno portato allo scontro. Il risultato è una narrazione che va oltre la cronaca, restituendo la complessità della vicenda.
Seduced: Inside the NXIVM Cult (2020)

Attraverso la testimonianza diretta di India Oxenberg, viene raccontato il funzionamento della NXIVM, organizzazione guidata da Keith Raniere e presentata inizialmente come un percorso di crescita personale. Con il tempo, però, emerge una struttura molto più coercitiva, culminata nel sottogruppo segreto DOS, in cui le donne venivano manipolate e controllate. Il racconto segue il coinvolgimento progressivo, mostrando come il sistema si costruisca passo dopo passo.
Unbreakable Kimmy Schmidt (2015-2020

Dietro il tono leggero della serie si nasconde una premessa legata a una setta: la protagonista è una delle donne tenute per anni in un bunker da un falso reverendo convinto dell’imminente fine del mondo. Una volta liberata, Kimmy si trasferisce a New York e cerca di ricostruire la propria vita, affrontando con ironia le conseguenze di quell’esperienza. La commedia diventa così uno strumento per raccontare, in modo indiretto ma efficace, il percorso di chi prova a ripartire dopo essere stato manipolato.
