Il film: Capi di stato in fuga (2025) Regia: Ilya Naishuller Sceneggiatura: Josh Appelbaum, André Nemec, Harrison Query
Genere: Commedia, Azione Cast: Idris Elba, John Cena, Priyanka Chopra Jonas, Paddy Considine, Carla Gugino, Stephen Root, Jack Quaid, Sarah Niles, Richard Coyle Durata: 1 ora e 53 minuti Dove l’abbiamo visto: In streaming su Amazon Prime Video
Trama: Il Primo Ministro britannico Sam Clarke e il Presidente degli Stati Uniti Will Derringer si ritrovano alle porte di un summit NATO, ma il loro continuo battibeccarsi potrebbe spezzare l’alleanza tra le due potenze. Quando l’Air Force One viene attaccato da un’organizzazione terroristica, i due leader devono mettere da parte i contrasti per sopravvivere, sventare un complotto internazionale e, forse, diventare amici. Un action-comedy scatenato, tra battute taglienti e colpi di scena.
A chi è consigliato? Capi di stato in fuga è perfetto per chi ama l’azione ad alta tensione mescolata a ironia e dinamiche da buddy movie. Chi segue John Cena o Idris Elba troverà pane per i suoi denti, così come chi cerca un film da popcorn con ritmo e spettacolarità. Meno adatto a chi cerca una riflessione politica profonda: qui conta soprattutto il divertimento.
In un periodo in cui lo scenario politico internazionale è fragile quanto il Rio Mare Paté, Amazon ha deciso di trarne spunto per produrre e distribuire in streaming (anche se l’uscita in sala non avrebbe guastato) Capi di stato in fuga. È un action comedy classico, puro intrattenimento, che offre sequenze d’azione deliranti e momenti divertenti.
Nonostante la buona premessa e la presenza di un duo affascinante come John Cena e Idris Elba, l’ultima opera di Ilya Naishuller (Hardcore!, Io sono nessuno) risulta superficiale. Eppure, è in perfetto equilibrio con il suo obiettivo principale: intrattenere il pubblico.
Un americano e un inglese entrano su un aereo…

L’idea alla base di Capi di stato in fuga è semplice, a tratti originale, sebbene riprenda concetti già visti in pellicole come Attacco al potere (2013) e Sotto assedio – White House Down (sempre dello stesso anno). C’è un attacco al Presidente degli Stati Uniti, con un nemico politico che riflette l’attualità, e l’obiettivo è ripristinare la situazione prima che sia troppo tardi.
Stavolta tocca a John Cena e Idris Elba, rispettivamente nei panni del Presidente USA Will Derringer e del Primo Ministro britannico Sam Clarke.
Derringer è un’ex star del cinema (come Ronald Reagan), ma un pessimo comunicatore (come Donald Trump), interessato a piacere a tutti attraverso i social e sempre pronto alla battuta. Clarke, invece, è un uomo austero, ligio alle regole e alla sua carica, ma impopolare tra i cittadini. Due figure antitetiche che entrano inevitabilmente in conflitto. La situazione precipita quando un criminale bielorusso li attacca a bordo dell’Air Force One, costringendoli a un atterraggio d’emergenza proprio in Bielorussia. Il loro obiettivo? Raggiungere il summit NATO prima che sia troppo tardi.
Azione e commedia all’americana

Perno della narrazione è, dunque, il viaggio della speranza dei due uomini politici più potenti dell’Occidente, attraverso sequenze d’azione tipiche del cinema statunitense.
Si assiste a un attacco adrenalinico in volo, angosciante per la sua portata e per la posta in gioco. Non manca una pazza corsa contro il tempo nelle strade di Trieste, dove sfreccia “La Bestia”, la limousine presidenziale americana, piena di sorprese e marchingegni che solo un americano potrebbe installare su un’auto. È un vero e proprio parco giochi dell’assurdo.
La regia di Naishuller riesce a racchiudere questo caos mortale in sequenze che alternano azione pura e comicità. Quest’ultima è rappresentata soprattutto dall’alchimia tra i personaggi di Cena ed Elba, due caratteri opposti che scatenano ilarità con battute e imprevisti. Entrambi vogliono mostrare i muscoli e prendere in mano la situazione, senza sfigurare l’uno davanti all’altro. Nulla di nuovo, un meccanismo ormai collaudato, ma che comunque funziona e intrattiene.
Una critica sprecata

Sullo sfondo delle disavventure dei due protagonisti si staglia un contesto politico che riflette l’attualità: la NATO si riunisce per un summit, mentre un gruppo terroristico cerca di minare la fiducia tra gli Stati membri.
La pellicola tenta di abbozzare una critica alle derive della politica statunitense, ma senza mai andare fino in fondo. La realtà viene evocata, ma non affondata. E non basta la sola presenza della NATO per costruire un discorso satirico o visionario: il film resta ancorato al suo genere, e le ambizioni più alte restano solo accennate.
In fondo, si tratta di un action su due capi di stato coinvolti in un attentato terroristico: la sospensione dell’incredulità è già altissima. A maggior ragione, l’uso della politica internazionale resta uno sfondo suggestivo, ma mai realmente problematico.
Un cast che salva il resto

Se sul piano politico Capi di stato in fuga resta superficiale, pur offrendo un contesto di crisi globale, il film si regge bene come buddy movie di routine grazie a un cast ben scelto. John Cena e Idris Elba funzionano e si completano a vicenda. Dopo averli visti insieme (e contro) in The Suicide Squad (2021), le aspettative vengono rispettate.
Anche i comprimari hanno i loro momenti: Priyanka Chopra Jonas è un’agente dell’MI6 determinata e incisiva; Jack Quaid (The Boys) ha poco tempo sullo schermo, ma riesce comunque a farsi notare con un’interpretazione fuori dagli schemi. Menzione anche per Paddy Considine nei panni di un villain spietato e ambiguo, mentre Carla Gugino è una sorpresa inattesa e gradita.
Tra intrattenimento e occasioni mancate

Capi di stato in fuga non brilla per originalità, ma riesce comunque a intrattenere grazie al carisma dei protagonisti e al ritmo dell’azione. La trama è prevedibile, la critica politica appena abbozzata, ma il film funziona come puro intrattenimento.
Un action comedy godibile, che non osa mai troppo e non esce mai davvero dai binari. Peccato per la distribuzione solo in streaming: una pellicola del genere, tra esplosioni, scenografie e inseguimenti, avrebbe reso bene anche sul grande schermo.
La recensione in breve
Capi di Stato in fuga parte con buone premesse a si perde per strada, giocando su dinamiche ormai viste e riviste nei buddy movie, cimentandosi anche in una critica politica superficiale e dove i protagonisti sono la parte più interessante.
Pro
- Coppia protagonista affiatata (Cena + Elba)
- Coppia protagonista affiatata (Cena + Elba)
- Buon equilibrio tra comicità e sequenze adrenaliniche
- Scene spettacolari (l’attacco in volo, l’inseguimento con “La Bestia”)
- Cast di comprimari ben scelto e valorizzato
Contro
- Critica politica abbozzata e poco incisiva
- Trama prevedibile e poco originale
- Dinamiche tra i protagonisti già viste
- Distribuzione solo in streaming penalizzante
- Uso superficiale del contesto NATO e geopolitico
- Voto CinemaSerieTV.it
