Clamoroso colpo di scena nella notte italiana: dopo mesi di trattative e rilanci, Netflix ha deciso di ritirarsi dalla corsa per acquisire Warner Bros. Discovery, lasciando campo libero a Paramount Skydance. La decisione è giunta come uno shock improvviso, nonostante lo streamer avesse ancora quattro giorni lavorativi per rilanciare la propria offerta, a seguito dell’ultimo rilancio di Paramount (31 dollari a azione), finalizzato nella mattinata americana del 26.
Come riporta Deadline, Warner Bros. Discovery ha comunicato di considerare più vantaggiosa la nuova offerta di Paramount Skydance rispetto all’accordo già firmato con Netflix il 5 dicembre.
La motivazione del passo indietro è stata esplicitata dai co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters in un lungo comunicato (trovate la traduzione integrale in calce all’articolo): al prezzo necessario per eguagliare la proposta rivale, l’operazione non risultava più finanziariamente conveniente.
L’acquisizione era infatti sempre stata, secondo i vertici aziendali, “un’opportunità interessante al giusto prezzo, non una necessità a qualsiasi costo”.
Netflix ha quindi scelto di concentrarsi sulla crescita organica, confermando investimenti per circa 20 miliardi di dollari in contenuti e la ripresa del programma di riacquisto di azioni.
La decisione ha sorpreso il settore anche perché, poche ore prima del ritiro, Sarandos si trovava a Washington per discutere con funzionari federali delle implicazioni regolatorie della fusione. Proprio il fronte antitrust rappresentava uno dei principali ostacoli: l’unione tra Netflix e le attività di Warner Bros. e HBO Max avrebbe generato, secondo alcuni opinionisti critici dell’operazione, un gruppo dominante nello streaming globale, attirando il massimo livello di scrutinio del Dipartimento di Giustizia.
Valutata circa 111 miliardi di dollari — contro gli 82,7 del piano Netflix — , l’attuale offerta Skydance prevede l’acquisizione dell’intera Warner Bros. Discovery, inclusi i canali lineari via cavo. L’offerta prevede 31 dollari per azione in contanti, garanzie finanziarie rafforzate e una clausola di uscita regolatoria da 7 miliardi, in caso l’operazione fosse bloccata dagli enti federali.
Inoltre, Paramount ha accettato di pagare interamente la penale da 2,8 miliardi che WBD deve versare a Netflix per rescindere l’accordo precedente.
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Restano comunque vive numerose incognite operative. Il piano precedente di scorporare i canali via cavo Warner in una nuova società separata — Discovery Global — sembra destinato a essere abbandonato. L’intero portafoglio lineare verrebbe invece integrato nell’infrastruttura Paramount, modificando profondamente l’architettura del gruppo.

Ora Paramount e Warner Bros. Discovery stanno lavorando al testo definitivo dell’accordo. Serviranno l’approvazione degli azionisti (voto in agenda per il 20 marzo) e il via libera delle autorità antitrust negli Stati Uniti e nei principali mercati internazionali. Solo allora la fusione potrà dirsi davvero compiuta, e la telenovela finalmente conclusa.
Ecco il testo integrale del comunicato con cui Netflix getta pubblicamente la spugna
La transazione che avevamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti, con un percorso chiaro verso l’approvazione delle autorità regolatorie. Tuttavia, siamo sempre stati disciplinati e, al prezzo necessario per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’operazione non risulta più finanziariamente interessante. Per questo motivo, abbiamo deciso di non rilanciare l’offerta Paramount Skydance.
Warner Bros. è un’organizzazione di livello mondiale e desideriamo ringraziare David Zaslav, Gunnar Wiedenfels, Bruce Campbell, Brad Singer e il Consiglio di amministrazione di WBD per aver condotto un processo equo e rigoroso. Siamo convinti che saremmo stati custodi solidi dei marchi iconici di Warner Bros. e che la nostra operazione avrebbe rafforzato l’industria dell’intrattenimento, preservando e creando più posti di lavoro nella produzione negli Stati Uniti. Ma questa transazione è sempre stata un’opportunità “desiderabile” al giusto prezzo, non una necessità “a qualsiasi costo”.
L’attività di Netflix è sana, solida e in crescita organica, trainata dal nostro catalogo e da un servizio di streaming di eccellenza. Quest’anno investiremo circa 20 miliardi di dollari in film e serie di qualità e amplieremo ulteriormente la nostra offerta di intrattenimento. In linea con la nostra politica di allocazione del capitale, riprenderemo anche il programma di riacquisto di azioni proprie.
Continueremo a fare ciò che facciamo da oltre vent’anni come società quotata: entusiasmare i nostri abbonati, far crescere il business in modo profittevole e generare valore a lungo termine per gli azionisti.
