La storica sentenza con cui il tribunale di Roma ha condannato Netflix per aumenti di prezzo illegittimi nato la curiosità di molti abbonati che, giustamente, si chiedono come fare per ottenere i rimborsi “promessi” dall’autorità giudiziaria. Al momento, è bene chiarirlo, la piattaforma non ha emesso alcun comunicato di avviso agli utenti su eventuali procedure da seguire per la restituzione delle somme indebitamente pagate; ma non tutto è perduto, come si può vedere proseguendo nella lettura dell’articolo.
Come possiamo leggere da dispositivo di sentenza – citiamo dal sito La legge per tutti – Netflix è obbligata a:
“Pubblicare sul proprio sito internet la sentenza di condanna per un periodo non inferiore a sei mesi mediante inserimento nella home page del medesimo sito di un banner pop-up di dimensioni appropriate e comunque non inferiori all’annuncio digitale c.d. a mezza pagina secondo le indicazioni fornite in parte motiva o con modalità sostanzialmente equivalenti;
informare ciascun utente del diritto di chiedere il rimborso relativamente ai contratti stipulati dal 2017 al gennaio 2024 – per quanto attiene agli aumenti del prezzo dell’abbonamento – e a tutti i contratti stipulati dal 2017 all’aprile 2025 per le eventuali modifiche contrattuali”
Al momento, però, non sono state ufficialmente divulgate le succitate modalità attraverso cui l’utente può richiedere il rimborso; nonostante infatti, da diritto italiano, la sentenza sia immediatamente esecutiva, Netflix ha già annunciato il ricorso formale; e per l’appunto, spetterebbe a Netflix contattare i propri abbonati per l’adempimento dell’obbligo (cosa riportata già ieri da diversi organi di stampa)
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E se uno non volesse aspettare? L’avvocato e content creator Angelo Greco ha prospettato una via alternativa, dettagliata sul suo sito Laleggepertutti; inviare un’autocertificazione all’indirizzo PEC di Netflix Italia in cui si attesti il proprio storico di abbonato; Greco ha approntato un modulo preimpostato da compilare
La comunicazione, eventualmente può essere inoltrata anche tramite raccomandata all’indirizzo Via Boncompagni 8-10 – 00187 – Roma (RM), con i seguenti estremi
Destinatario:
NETFLIX SERVICES ITALY S.R.L.
C.F. e P.IVA 10641060966
VIA BONCOMPAGNI 8-10
00187 ROMA (RM)
Sarebbe buona norma allegare alla comunicazione documenti come ricevute di pagamento che dimostrino la durata e i dettagli del proprio abbonamento.
Si tratta – lo ripetiamo – di una modalità non ufficiale e che non garantisce in alcun modo la restituzione delle eccedenze. D’altro canto, il Movimento Consumatori – promotore della causa che ha portato alla sentenza storica – ha approntato sul proprio sito un modulo di adesione a una futura class action, una causa collettiva da portare avanti qualora Netflix non ottemperi in tempi ragionevolmente brevi ai propri obblighi. Anche questa naturalmente, è una strada che l’utente può prendere, ma che non garantisce un esito positivo.
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