Scontro fisico tra Mario Adinolfi e Filippo Roma de Le Iene oggi 11 aprile 2026 a Prato, dove il debutto elettorale del leader del Popolo della Famiglia come candidato sindaco si è trasformato in un match. L’episodio è avvenuto all’esterno dell’Art Hotel Museo, subito dopo la presentazione del programma di Adinolfi, al termine di un botta e risposta sui presunti soldi da restituire al partito. Dopo lo scontro, Adinolfi ha giustificato il gesto parlando di una campagna mediatica contro di lui, accusando ambienti di Mediaset – che definisce legati a “massoneria e lobby gay” – di aver orchestrato attacchi per distruggerne l’immagine.
Mario Adinolfi aggredisce Filippo Roma delle Iene pic.twitter.com/sBEJDN65Hw
— precipitevolissimevolmente (@saures788) April 11, 2026
Durante tutta la conferenza stampa, Adinolfi aveva citato più volte l’inviato vestito di nero seduto in prima fila. Una volta terminata la presentazione, mentre usciva dall’albergo, è stato incalzato da Roma che gli chiedeva conto “dei soldi che doveva rendere al Popolo della Famiglia”. La situazione è rapidamente degenerata: Adinolfi ha afferrato ripetutamente Roma per i capelli, gridando con insistenza: “Era una figurante o no? Era una figurante o no? Dov’è quella signora?”. Nel video Roma non risponde (al contrario di quanto afferma Adinolfi) ma lo chiama “il paladino della cristianità”

Dopo l’episodio, Mario Adinolfi ha affidato a Facebook una lunga e articolata spiegazione sostenendo di essere da mesi bersaglio di una campagna mediatica costruita per distruggere la sua immagine, con i quattro servizi de Le Iene realizzati recentemente su di lui che farebbero parte di un progetto ampio. Dopo il suo successo all’Isola dei Famosi, sostiene Adinolfi, una parte di Mediaset avrebbe voluto dargli più spazio, ma i piani alti no – e quindi Davide Parenti sarebbe stato incaricato di avviare la macchina del fango contro di lui.
Il passaggio più controverso riguarda le accuse rivolte direttamente a Mediaset, descritta come dominata da una “cupola massonica e gay” che avrebbe interesse a ostacolare la sua crescita politica e mediatica. Un’espressione durissima con cui Adinolfi sostiene l’esistenza di poteri interni all’azienda impegnati a colpirlo.
In questo contesto inserisce anche il gesto fisico, che non nega ma rivendica come reazione: “Ho deciso di farglielo ammettere… con una certa veemenza”. L’obiettivo, spiega, era ottenere una conferma diretta durante il confronto con l’inviato, dopo mesi di tensioni e attacchi che – a suo dire – avrebbero coinvolto anche la sua sfera personale e familiare. Ha aggiunto che le Iene è “una trasmissione di pluripregiudicati nell’azienda che con gli stessi metodi ha rovinato la vita e la famiglia di Andrea Giambruno, di Fausto Brizzi, dei malati di SLA che hanno creduto al metodo Stamina”
Nel lungo sfogo, il leader del Popolo della Famiglia parla apertamente di una persecuzione mediatica e rivendica di aver già intrapreso azioni legali contro chi avrebbe diffuso accuse ritenute false, sostenendo di aver difeso la propria reputazione in più sedi.
Le parole contro il programma sono tra le più dure: Adinolfi definisce Le Iene una “trasmissione condannata per diffamazioni seriali” e attacca direttamente anche l’autore Davide Parenti, arrivando a scrivere, con toni particolarmente accesi, che Roma sarebbe “il cagnolino di Parenti… ben lieto di rimediare la sua ciotola di croccantini”.
Nel finale, trasforma l’episodio in una presa di posizione più ampia: “Difendetevi, non subite”, scrive, rivendicando il gesto come una risposta alla pressione subita e come difesa della propria “onorabilità”. E conclude con un avvertimento: “Quello che ho fatto è niente rispetto a quello che farò contro chi attenta alla mia onorabilità”.
Visualizza questo post su Instagram
