Martedì 6 gennaio 2026, Domenico Marocchi ha scelto di raccontare pubblicamente i momenti dell’aggressione subita il giorno precedente a Crans-Montana, sottolineando come si sia trattato di “una brutta avventura” maturata in un clima molto pesante. Il suo intervento ha permesso di chiarire la dinamica dei fatti e di riportare l’attenzione non solo sull’episodio in sé, ma anche sul contesto umano e sociale in cui è avvenuto.
Tutto questo davanti al ristorante dei Moretti (lui era lì?)#CransMontana #UnomattinaNews pic.twitter.com/4C6C9ijBRp
— Domenico Marocchi (@domenicomarock) January 6, 2026
Marocchi si trovava in Svizzera insieme alla troupe di Uno Mattina News e al collega Alessandro Politi per seguire gli sviluppi della tragedia del locale Le Constellation, distrutto da un incendio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Il rogo ha causato la morte di 40 persone.
In questo scenario, i giornalisti stavano svolgendo il loro lavoro informativo nei pressi di uno dei ristoranti dei coniugi Moretti, gestori francesi del locale incendiato, oggi indagati per omicidio colposo.
Durante il collegamento dell’Epifania, Marocchi ha spiegato che la troupe aveva semplicemente inquadrato un’affissione presente sulla strada, che segnalava la chiusura del locale. Nessuna provocazione, nessuna insistenza: solo immagini di contesto. È in quel momento che una prima automobile è arrivata a forte velocità, con la musica molto alta. Da lì sono scese tre persone che hanno iniziato a intimidirli e a insultarli, con offese rivolte direttamente anche agli italiani.
La situazione, già tesa, è precipitata quando sono arrivate altre persone, fino a formare un gruppo di circa dieci individui. Marocchi ha raccontato che la troupe stava per andare via, ma l’auto è stata accerchiata. Le urla sono aumentate e l’aggressione è diventata fisica: uno spintone verso la vettura, la corsa a rifugiarsi all’interno dell’auto e poi i colpi sferrati contro la carrozzeria e gli specchietti, mentre le minacce e gli insulti continuavano.
“Sono stati 10 minuti abbastanza brutti perché erano tante persone. Persone aggressive. Ma niente di grave. Ciò che mi delude e che fa male è che quello che è successo oggi ha un valore sociale e racconta un ambiente incattivito e poco collaborativo. Il pensiero corre alle vittime e ai ragazzi feriti che affronteranno delle vite durissime a causa di gente probabilmente senza scrupoli. Una tragedia annunciata”.”
Poche ore dopo l’accaduto, ancora scosso, il giornalista aveva affidato ai social un primo messaggio per rassicurare colleghi e amici. Nella sua story su Instagram aveva scritto che “è tutto ok” e che, nonostante fossero stati “dieci minuti abbastanza brutti” per la presenza di tante persone aggressive, non ci sono state conseguenze gravi dal punto di vista fisico.
Tornando alla strage in Svizzera, Roberta Bruzzone ha spiegato perché alcuni ragazzi si sono fermati a riprendere le fiamme invece di mettersi in salvo, mentre Flavio Briatore, da imprenditore, ha chiarito perché il locale non avrebbe dovuto ottenere la licenza.
