Nino D’Angelo si è raccontato a Verissimo ripercorrendo alcuni dei momenti più dolorosi della sua vita. Un racconto fatto di paura, dolore e rinascita, in cui la minaccia della camorra si intreccia con la perdita della madre e la battaglia contro la depressione. Nell’intervista però ha condiviso anche un episodio simpatico che riguarda suo padre. E alla fine dell’intervista è arrivato anche un videomessaggio di suo nipote, che potete vedere qui sotto.
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Il cantante napoletano ha rievocato il momento drammatico che lo costrinse a lasciare Napoli, la città che lo aveva reso una star della musica popolare. “Una decisione presa per un problema di camorra, spararono fuori casa. Pensavo fosse uno scherzo, invece era una cosa molto seria”, ha raccontato.
La richiesta degli estorsori era spaventosa: un miliardo di lire, una cifra enorme per l’epoca. “Mi chiesero un miliardo di lire, molti soldi. Per mia moglie e i miei figli, e per la paura, ho lasciato Napoli. Siamo andati a vivere a Roma”, ha spiegato il cantante, descrivendo una scelta obbligata dalla necessità di proteggere la famiglia.
Quel trasferimento forzato, però, ebbe conseguenze devastanti anche sul piano affettivo. La madre di Nino D’Angelo soffrì moltissimo per quella partenza, al punto da ammalarsi. “Mia mamma ci rimase molto male e si ammalò”, ha ricordato il cantante con evidente commozione.
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Il ricordo della morte della madre, che aveva solo 58 anni, è uno dei passaggi più toccanti dell’intervista. Nino ha raccontato “L’ho accompagnata a fare una visita perché la vedevo dimagrita… in ospedale si è addormentata e non si è più svegliata”. Il lutto che ne seguì fu durissimo, dal punto di vista psicologico. A tale proposito ha raccontato un episodio emblematico:
“Mi trovavo in Sardegna, a Stintino, con la famiglia e sono andato a telefonare a mia madre, mi ero dimenticato che era finita, mi hanno trovato vicino al telefono a gettoni mezzo svenuto, mi sono svegliato in ospedale che mi avevano dato calmanti, davo i numeri, come se mi fossi dimenticato che non ci fosse più”.
Undici mesi dopo la morte di sua mamma, se ne andò anche suo padre: “Ma quel dolore era come se non lo avessi sentito perché c’era il dolore di mia madre troppo forte” – ha spiegato. Una serie di lutti che hanno aperto la porta alla depressione. “Non bisogna mai vergognarsi, la depressione è una malattia patologica anzi, lo dico sempre, si cura”
Nino D’Angelo ha spiegato come i suoi due figli, nati dal matrimonio con Annamaria Gallo, abbiano avuto un ruolo fondamentale nel fargli ritrovare la forza di reagire. “Durante il periodo della depressione i miei figli mi hanno salvato”. Il momento della svolta è arrivato attraverso un dettaglio apparentemente banale ma profondamente significativo. In questo momento dell’intervista fatica a trattenere l’emozione.
“Ero a letto, ero in un periodo di depressione brutta. Mi ricordo che mio figlio Antonio era sceso per salutarmi perché andava a una festa. Aveva addosso i miei vestiti, era bellissimo, era grande. Quella bellezza mi ha dato la forza di reagire. Mi sono detto: ‘Devo stare bene per loro’. Da lì è partita la scintilla per farmi stare bene”.
Nel suo racconto però c’è spazio anche per un ricordo più leggero, legato al padre e ai primi anni di successo. “Mio padre vendeva le mie foto. Mi diceva che era per i malati, ma dopo un concerto ho visto i poster che avevano i miei fan ed erano proprio quelle foto”, ha raccontato sorridendo, dimostrando di saper guardare con ironia anche agli episodi più curiosi della sua storia. Quando chiese spiegazioni al padre, la risposta fu spiazzante: “Ma tu non hai detto che erano per i malati? E lui mi ha risposto: ‘Ma loro sono malati di Nino D’Angelo!'”. Un aneddoto che restituisce il lato più popolare e genuino della sua famiglia.
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