L’inchiesta di Fabrizio Corona sui presunti favori sessuali richiesti da Alfonso Signorini a giovani in cerca dei famigerati “quindici minuti di notorietà”, ha riacceso, anche in Italia, il dibattito sul consenso nel mondo dello spettacolo e su eventuali soprusi operati da uomini in posizione di potere verso subordinati alla ricerca di un’opportunità. A tale proposito, è tornato virale un video con Aldo Busi risalente al 2013. Un dibattito televisivo molto acceso al quale presero parte altri personaggi noti tra cui Laura Ravetto.
Proprio come avvenne nel giugno 2013, quando, durante una puntata del talk di Rai 3 La guerra dei mondi, condotto da David Parenzo (sì, quel David Parenzo), lo scrittore Aldo Busi, noto per le sue posizioni spesso controcorrente, aveva definito l’elargizione di prestazioni sessuali in cambio di avanzamenti di carriera come una cosa nota e risaputa, degna persino di ricevere un appellativo codificato: “l’obolo del sofà“.
E soprattutto, secondo Busi – a doverlo pagare sarebbero – da sempre o quasi – anche gli uomini.
I virgolettati che riportiamo provengono, con leggere modifiche, dal sito Tvblog. Aldo Busi disse:
[Si chiama] l’obolo del sofà e risale agli anni ’60 e viene pagato dalle donne, ma anche dagli uomini. Io mi meraviglio del discorso dell’onorevole perché sembra quasi invidiosa della Gentili, che non ha mai calato le mutande, perché [Ravetto] dice: “Ma come, io è una vita che vado in giro senza, e nessuno mi ha mai chiesto di calarle!”.
Busi si riferiva a un botta e risposta tra l’on. Laura Ravetto (allora in forza al PDL) e Veronica Gentili (ai tempi ancora attrice a tempo pieno); Ravetto, infatti, aveva, pochi secondi prima, accusato Gentili di spargere vuote calunnie nei confronti dell’ambiente cinematografico, senza poi avere il coraggio di denunciare effettivamente eventuali molestie subite sul lavoro.
Nelle intenzioni dello scrittore, la battuta sarebbe dovuta servire a stemperare un’atmosfera tesa; il risultato, però, fu opposto: le parole di Busi spinsero infatti Ravetto a uscire dallo studio, previa minaccia di querela all’offensore. Improvvisato paciere della situazione, Pippo Baudo, presente in studio in qualità di opinionista.
I tentativi del decano per convincere Ravetto a rientrare in trasmissione, non portarono però i frutti sperati, e tantomeno fecero le reiterate scuse di Busi che, pur contrito, rivendicava comunque la legittimità di un certo qual umorismo sottile, privo di sottotesti incattiviti.
Il grottesco siparietto si chiudeva poi con un intervento estemporaneo del rapper Rocco Hunt, lanciatosi, sulla stessa falsariga di Busi, in una boutade ancora più grezza della precedente
“Secondo me Laura Ravetto se ne è andata perché era davvero senza mutande… lo dico per fare un break ironico, eh”
A quel punto, Baudo, da consumato showman, fingeva indignazione, rivolgendosi con fare fintamente paternalistico al giovane cantante
“Adesso me ne vado io, adesso lascio io lo studio! Ma che (omissis) dici?”
Un modo forse un po’ grottesco di chiudere un momento che sarebbe comunque rimasto poi negli annali del trash italiano, come dimostrano i molti video dell’evento che ancora oggi sono condivisi viralmente in Rete
Il tema delle molestie e degli abusi di potere, tornato al centro delle discussioni negli Stati Uniti, poco prima della pandemia, con lo scoppio del famigerato caso Weinstein, e la conseguente nascita del rivoluzionario movimento metoo, e di tanto in tanto, anche in tempi non sospetti, ha occupato i salotti di discussione della tv italiana.
Riguardo lo scandalo di questi giorni, Corona ieri ha annunciato nuove rivelazioni in arrivo su Signorini e lo ha fatto con un altro post compromettente.
