Carlo Conti rompe il silenzio sulle polemiche legate al casting del Festival di Sanremo 2026 e lo fa chiarendo, senza mezzi termini, di aver agito sempre in piena autonomia. In diverse interviste rilasciate negli ultimi giorni, il direttore artistico ha infatti respinto con studiata pacatezza ogni insinuazione su presunte pressioni politiche nella selezione degli ospiti e dei protagonisti della kermesse.
Il conduttore ha affrontato anche il caso di Andrea Pucci, che ha deciso di ritirarsi dalla conduzione dopo le polemiche nate attorno alle sue posizioni politiche e ad alcuni post sui social. Conti ha però ribadito che la scelta di coinvolgerlo nel Festival era stata esclusivamente sua, così come tutte le altre decisioni legate al cast.
Come riporta Fanpage, ai microfoni di RTL 102.5, questa mattina, Conti ha voluto fare chiarezza sull’organizzazione della manifestazione, spiegando come il direttore artistico lavori in piena libertà.
“Noi direttori artistici abbiamo assoluta carta bianca: nessuno si permette di interferire, di dirmi chi prendere o meno. Non è successo né prima con altri governi né con questo. Siamo professionisti e lavoriamo con autonomia”
Il presentatore ha poi spiegato che la decisione di coinvolgere Pucci era maturata sulla base del suo successo professionale. “Era stato premiato all’Arena per gli incassi del teatro, a Zelig non era mai successo niente. Ma il Festival è nell’occhio del ciclone e si viene tirati un po’ tutti per la giacca, è l’occasione per parlare e sparlare”, ha aggiunto, facendo riferimento all’esperienza del comico nel programma Zelig.
In diretta a #Giletti1025 c’è Carlo Conti! 😍#Sanremo2026 è sempre più vicino
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Inoltre, durante un servizio di Striscia la notizia, l’inviato Valerio Staffelli ha provato a provocare il conduttore citando diversi post di Selvaggia Lucarelli. Nel post venivano ricordate le simpatie politiche di Morgan per la premier Giorgia Meloni, le battute e le posizioni espresse da Pucci – poi difeso pubblicamente da Paolo Bonolis – e anche un episodio televisivo in cui Laura Pausini aveva scelto di non cantare “Bella Ciao”.
Conti ha però respinto ogni lettura politica nella costruzione del cast, spiegando di non interessarsi alle idee personali degli artisti coinvolti. “Scelgo artisti e ospiti solo per il Festival”

Il direttore artistico ha ribadito che la selezione degli artisti segue esclusivamente criteri artistici e televisivi.
“Non punto nella direzione della destra, non l’ho fatto nemmeno gli altri anni. Io non è che vado a vedere queste cose. Le canzoni le scelgo se sono belle, gli ospiti li chiamo se secondo me possono funzionare per il Festival”
Conti ha poi sottolineato di non essere nemmeno a conoscenza delle posizioni politiche di Pucci al momento della scelta. “Non sapevo nemmeno delle sue idee politiche, mica sono cose che chiedo, non vedo nemmeno i social. Io ho visto Pucci in varie trasmissioni e ho pensato che potesse essere giusto per dei piccoli interventi a Sanremo”
