A oltre vent’anni da uno dei più clamorosi fuorionda della televisione italiana, Emilio Fede torna a parlarne con ironia. In un’intervista concessa a Libero e rilanciata da Fanpage, il giornalista, oggi 94enne e ospite in una RSA, ha rievocato la gaffe diventata celebre nel 2003, durante un fuorionda di un’edizione di Studio Aperto dedicata alla cattura di Saddam Hussein. . Nel momento in cui presentava il dittatore come “un assassino”, fu mandata in onda la foto di Berlusconi. A quel punto Fede esclamò: “che figura di me…”
Era il dicembre del 2003, quando l’Operazione Red Dawn portò alla cattura del dittatore iracheno. Come scrive Fanpage, Emilio Fede, all’epoca direttore del TG4, racconta così l’episodio:
“Sono in redazione e le agenzie annunciano che è stato catturato Saddam Hussein. Clamoroso, faccio l’edizione straordinaria, do la notizia e dico in diretta: ‘E ora vi mostro la prima immagine di questo feroce assassino…’. Ma dalla regia sbagliano e mandano in onda la fotografia di Berlusconi. E io: ‘Che figura di me…da’”.
Il momento, rimasto inizialmente confinato ai monitor interni, finì poi trasmesso da Striscia la Notizia e fece rapidamente il giro delle televisioni italiane, diventando un cult del trash televisivo.
Già qualche anno fa, ospite di Massimo Giletti, Fede aveva ricordato l’accaduto ma senza svelare del tutto il termine usato per introdurre Saddam (“feroce assassino”, oggi conferma).
Quel “che figura di me…” è ormai una delle sue frasi più citate — non solo come simbolo di una gaffe, ma anche di una televisione che, ancora oggi continua a regalare imprevisti. Negli anni a seguire, Fede ha scelto proprio quella frase come titolo del suo libro autobiografico. Se non riuscite a vedere il filmato in questo articolo, potete vederlo su Youtube.
Nella stessa intervista a Libero, ha spiegato che si trova bene nella struttura di cui è ospite, che vede molta televisione, ma non gli piace “È diversa da quella che facevo io. Il giornalismo è cambiato rispetto a quando ho iniziato”. E riguardo le notizie fake sulla sua morte, spiega che ormai si è abituato: “Ci ho fatto l’abitudine e non sono superstizioso”
