Papa Francesco ha visto il film che racconta la sua vita? Probabilmente no (non esistono conferme in tal senso) ma una cosa è certa: ne ha approvato la visione. Chiamatemi Francesco, il Papa della gente, prodotto da Taodue Film di Pietro Valsecchi e diretto da Daniele Luchetti, fu proiettato nella Sala Nervi del Vaticano, di fronte a un pubblico di settemila persone accuratamente selezionate, tra cui molti indigenti e parrocchiani di Roma, a inizio dicembre 2015.
Al proposito, dichiarò Pietro Valsecchi a La Stampa:
“Di sicuro ci ha dato le chiavi della Sala Nervi, dove l’abbiamo proiettato davanti a settemila persone, tutte scelte dal Vaticano, tra cui molti indigenti e parrocchiani di Roma. No, non ci ha telefonato per dire che siamo stati bravi, ma quel segnale mi sembra significativo”.
Il film, trasmesso in prima tv nel 2016 in una versione estesa da circa 4h, esplora a fondo la vita di Jorge Bergoglio, soffermandosi in particolare sugli anni della militadue attori: Rodrigo De La Serna, che impersona Bergoglio dal 1961 al 2005 (La casa di carta) e Sergio Hernández, che lo interpreta fino alla sua elezione nel 2013 (I giorni dell’arcobaleno). Il realismo è garantito anche dalla scelta di girare in lingua spagnola e di affidarsi a un cast prevalentemente argentino.

Da parte sua, Daniele Luchetti ha voluto evitare qualsiasi rischio di rappresentare Bergoglio come un “santino”, preferendo mostrare un uomo con le sue contraddizioni, preoccupazioni e azioni coraggiose. Queste le parole rilasciate all’epoca a Cinecittà News
“Il nostro Bergoglio è solo un uomo che di mestiere fa il prete, che ha attraversato molte esperienze diverse e l’inferno della dittatura. Ho confrontato tutte le versioni e alla fine ho scelto la più credibile”
Riguardo al suo approccio alla realizzazione del film, Luchetti ha affermato anche, sfatando il mito del collaborazionismo di Bergoglio:
“Ho solo seguito le leggi della narrazione. Sono stato avvicinato da loschi individui col bavero alzato, che mi hanno detto ‘guarda, che Bergoglio era implicato’, però poi queste affermazioni cadevano di fronte alla credibilità della fonte. La Chiesa che ho conosciuto io è una Chiesa in cui si racconta tutto e il contrario di tutto. Ma quando racconti una storia devi stare dalla parte del personaggio, e il Francesco che ho trovato io era così limpido che questi aspetti, proprio, col suo personaggio non c’entravano”
Qui potete leggere un elenco di film preferiti da Bergoglio, al momento in convalescenza dopo il lungo ricovero di febbraio marzo 2025.
