Umberto Smaila torna a parlare di Colpo Grosso e lo fa con una rivelazione che sa di revival: una serie tv dedicata al celebre show sarebbe attualmente in fase di sviluppo. In un’intervista rilasciata a Fanpage, il comico e musicista ha raccontato che un produttore romano sta lavorando a una fiction ispirata al programma cult. Smaila ha aggiunto che, qualora il progetto dovesse concretizzarsi, parteciperebbe volentieri, magari contribuendo alla sceneggiatura o prestando la sua voce come narratore.
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Nel corso della stessa intervista, Smaila ha ripercorso l’esperienza di Colpo Grosso, trasmissione simbolo della tv anni ’80 andata in onda per cinque stagioni, dal 1987 al 1992, in seconda serata su Italia 7 (quando la seconda serata era una vera seconda serata e non la prima di oggi). Il format, ambientato in un casinò, era un game show con una forte componente sexy: protagoniste erano le ragazze portafortuna, poi diventate le ragazze cin cin, che giocavano togliendosi pezzi del loro striminzito costume di scena. Resta memorabile il loro stacchetto, che è entrato nell’immaginario collettivo.
Il successo fu enorme, ma anche faticoso. “Registravo 4-5 puntate quotidiane. Alla fine della giornata avevo un mal di piedi impressionante. Era impegnativo, non si aveva nemmeno il tempo di bere un caffè”, ha ricordato. E a chi ironizzava sull’ambiente circondato da belle ragazze, risponde con realismo: “In quelle condizioni a quello che avevi attorno ci pensavi relativamente”.
Dopo quattro stagioni, Smaila decise di lasciare. “Si cominciava a percepire la stanchezza della trasmissione. Avevamo fatto quello che andava fatto e c’era stato il boom. La novità era scemata e lo spettacolo mostrava le corde”. Il passaggio del timone a Maurizia Paradiso non cambiò la percezione generale: “A Maurizia vogliamo bene, ma nessuno si ricorda di lei per Colpo Grosso. Era una storia praticamente chiusa”.
Eppure, Smaila rivendica con orgoglio a Fanpage quella stagione televisiva, anche a fronte delle critiche ricevute all’epoca: “Delle critiche bacchettone non me ne è mai fregato niente. Ero cosciente del successo e nessuno poté scalfirlo. Rimane un’importante pagina della storia della tv”. Non a caso, una sua frase di allora suona oggi quasi profetica: “Tra quarant’anni del nostro spettacolo non si potrà che sorridere”. E così è stato.
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Quanto all’eredità professionale, Smaila riconosce che Colpo Grosso ha segnato profondamente la sua immagine pubblica, pur senza bloccare la sua carriera. Dopo il programma ha continuato a lavorare in televisione, partecipando a show come La sai l’ultima?, Buona Domenica e il Maurizio Costanzo Show. Tuttavia, i progetti da conduttore unico si sono interrotti proprio con la fine di quell’esperienza.
Parallelamente, ha costruito una seconda vita artistica come entertainer musicale, arrivando a gestire un locale in Sardegna e a sostenere fino a 250 serate l’anno. Senza dimenticare il cinema: “Ho partecipato come attore a mille pellicole” e ha firmato circa 40 colonne sonore, collaborando anche con Enrico Vanzina.
