Ospite di Fabio Fazio nel programma Che tempo che fa, Cecilia Sala ha raccontato i 21 giorni di detenzione nel carcere iraniano di Evin, sfatando anche il mito dell’intervento di Elon Musk per la sua liberazione. La giornalista ha descritto la sua quotidianità, definendo il suo caso peculiare
“Adesso, aiutata, riesco a dormire. Sono stata fortunatissima a restare lì solo 21 giorni, molto meno rispetto ad altri colleghi detenuti. Non me lo sarei aspettata, pensavo che sarei rimasta molto più a lungo. Conoscevo altri casi e sapevo che 21 giorni non era un’ipotesi realistica. Quando nelle ultime sere è arrivato un libro, le lenti e una compagna di cella, ho pensato che sarei rimasta ancora per molto tempo.
Mi hanno tolto gli occhiali, considerati un rischio per i detenuti, e anche le lenti, quindi non vedevo niente. Poi mi hanno restituito le lenti insieme a un libro di Murakami, scelto da loro, e hanno aggiunto una compagna di cella. Io volevo il Corano in inglese, ma non me lo hanno concesso.”
Con Daniele (Raineri, giornalista e compagno di vita) avevamo un linguaggio in codice che mi ha permesso di comunicare alcune cose durante le telefonate, anche se erano controllate. Non potevo parlare degli interrogatori, che avvenivano ogni giorno. Ero sempre incappucciata, faccia al muro, e le domande arrivavano da dietro. Sei solo, anche quando non sei solo. In un interrogatorio sono crollata, e mi hanno dato una pasticca per calmarmi.
Sugli interrogatori, ecco alcuni dettagli particolarmente impattanti
“Grazie mille”
L’applauso di Che Tempo Che Fa per Cecilia Sala a #CTCF 🙏🏻 pic.twitter.com/MjFimDC2s9
— Che Tempo Che Fa (@chetempochefa) January 19, 2025
“Mi interrogava sempre la stessa persona, che parlava un perfetto inglese e dimostrava di conoscere molto bene l’Italia. Un giorno, l’interrogatorio è durato dieci ore di seguito. I fari restavano accesi 24 ore su 24, una strategia per farti crollare psicologicamente. Non mi hanno mai toccato fisicamente, ma l’isolamento e le condizioni erano pesantissime.”
Quando mi hanno detto che sarei stata liberata, non ci credevo. Pensavo mi portassero in un altro carcere o che mi trasferissero con i Pasdaran. Ho capito di essere un ostaggio quando mi hanno parlato della morte di Jimmy Carter.”
Nei giorni scorsi si era parlato di un intervento in prima persona di Elon Musk per la liberazione. Sala smentisce
“Sull’interessamento di Elon Musk per il mio rilascio, preciso che nessuno della mia famiglia, né Daniele, ha mai parlato direttamente con lui. La mia famiglia, in quei momenti, ha provato a contattare chiunque. Daniele ha scritto ad Andrea Stroppa, il referente in Italia di Musk, per chiedere se avesse notizie. Questo perché Musk, in passato, aveva incontrato l’ambasciatore iraniano all’Onu, un evento straordinario considerata l’assenza di contatti tra americani e iraniani dal 1979. L’unica risposta ricevuta da Stroppa è stata che il tycoon era informato.”
