Riguardo il Delitto di Arce, il padre di Serena Mollicone parlò del possibile movente dell’omicidio di sua figlia spiegando che la ragazza era andata in caserma per denunciare uno spaccio di stupefacenti che avveniva in paese e nel quale era coinvolto il figlio dell’ex maresciallo Mottola. Serena è stata uccisa perché lo spaccio proseguisse indisturbato, senza scandali.
Guglielmo Mollicone, morto nel 2020, ha specificato: “Serena era andata in caserma per denunciare lo spaccio di droga che avveniva in paese. Spaccio che veniva perpetrato di fatto da Marco Mottola, figlio dell’ex maresciallo Franco Mottola. Questo è agli atti e lo sapevano tutti. Una volta eravamo a pranzo e Serena mi disse ‘Papà ma questo maresciallo che vuole da me se ha il figlio che spaccia e si droga?’. Il maresciallo Mottola inoltre aveva redarguito Serena in piazza perché si permetteva di contrastare quello che era il commerciale illegale del figlio. Serena vittima di un sistema mafioso? Arce in quel periodo era in una situazione mafiosa, non dimentichiamo che in quel periodo c’era un capo camorra che aveva preso alloggio nelle campagne di Arce, si chiamava Marino”.
Dello stesso avviso fu il fidanzato di Serena, Michele Fiorletti, che in aula raccontò che la ragazza, una settimana prima di sparire, gli aveva manifestato l’intenzione di denunciare Mottola: “Il figlio del maresciallo Mottola si fa le canne e spaccia, bell’esempio per Arce. Prima o poi lo vado a denunciare”
Il caso del delitto di Arce è un caso rimasto ancora oggi irrisolto con l’omicidio di Serena Mollicone che fu commesso il primo giugno del 2001. La ragazza venne tragicamente ritrovata due giorni dopo a Fontecupa nel territorio di Fontana Liri. Il padre ovviamente lottò per i diritti e la memoria della figlia per cercare di capire chi era stato a ucciderla.
