Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato due programmi televisivi, Le Iene e Zona Bianca, per la diffusione di immagini ritenute lesive della dignità di Chiara Poggi e dei suoi familiari. L’Autorità ha inoltre disposto il divieto di riproporre le immagini del corpo senza vita della ragazza uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, il cui caso è tornato al centro dell’attenzione mediatica da molti mesi dopo la riapertura dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio.
Le sanzioni ammontano complessivamente a circa 60 mila euro: 51.091 euro per la violazione contestata alla puntata de Le Iene e 8.515 euro per quella relativa a Zona Bianca. Il provvedimento prevede anche l’obbligo di cancellazione delle immagini già diffuse e il divieto assoluto di una loro ulteriore pubblicazione.
A presentare i reclami erano stati i genitori di Chiara, Giuseppe Poggi e Rita Preda, attraverso i loro legali. Secondo quanto riportato dall’Autorità, la famiglia aveva contestato la violazione della normativa sulla privacy in relazione a due puntate andate in onda nel 2025, sostenendo che la messa in onda di immagini di dettagli del cadavere della ragazza avesse superato i limiti del diritto di cronaca.
Nel dettaglio, il primo caso riguarda la puntata di Le Iene “Inside, delitto di Garlasco, caso riaperto”, trasmessa il 30 marzo 2025, durante la quale erano state mostrate immagini del corpo della vittima sporca di sangue. Il secondo reclamo riguarda invece la puntata di Zona Bianca del 9 luglio 2025, nella quale erano stati mostratiuna ferita e dei lividi presenti su una gamba della vittima.
Secondo il Garante, in entrambi i casi le immagini non erano necessarie per raccontare la vicenda giudiziaria e hanno violato il principio di essenzialità dell’informazione. Per il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, la visione di quei particolari del corpo della vittima “non risulta giustificata sotto il profilo dell’’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico’”.
Come scrive Adnkronos, la diffusione di quelle immagini, secondo il provvedimento, “ha concretato una grave violazione della dignità della vittima e della sua famiglia”. Il Garante ha inoltre sottolineato che, rispetto a tali contenuti, “sussiste il diritto dei familiari a richiedere la cancellazione e l’obbligo del titolare di cancellare, in quanto pubblicati in assenza di una valida condizione di liceità e, dunque, illecitamente”.

L’Autorità ha evidenziato come quelle immagini non aggiungessero elementi utili alla comprensione del caso: “nulla aggiunge alle notizie sulla vicenda, né risulta indispensabile a descrivere i modi particolari con cui si sono svolti i fatti o a qualificarne i protagonisti”.
Nel provvedimento viene ribadito che la diffusione televisiva di quei dettagli “deve essere considerata come un dettaglio di violenza ingiustificato a fronte della rilevanza sociale dell’immagine e della notizia che intendeva supportare”. Anche qualora l’obiettivo fosse stato quello di approfondire alcuni aspetti del caso, per il Garante la scelta editoriale “è da ritenersi comunque non proporzionata in rapporto agli effetti pregiudizievoli che determina sul diritto al rispetto della dignità della vittima e della sua memoria, diritto che anche ai genitori spetta tutelare”.
Le immagini delle macchie di sangue e delle ferite sul corpo di Chiara Poggi, secondo l’Autorità,
“sono ingiustamente lesive della dignità personale della vittima e della sua famiglia senza nulla aggiungere alla narrazione dei fatti e delle vicende legate al caso giudiziario che i giornalisti si propongono di raccontare”.
Il Garante ha inoltre precisato che quei contenuti non rappresentavano elementi nuovi rispetto a quanto già emerso pubblicamente sul delitto e non contribuivano ad arricchire il dibattito pubblico. La pubblicazione, quindi, “non supera il test di proporzionalità in quanto il sacrificio della dignità e della riservatezza richiesto non si giustifica alla luce dei benefici informativi che la proiezione di tali immagini ha apportato al dibattito pubblico e ai cittadini”.
La vicenda legale della famiglia Poggi, però, non si è conclusa. I genitori di Chiara hanno infatti presentato altri due reclami al Garante della Privacy, attualmente ancora in fase di valutazione, nei confronti di un’altra trasmissione televisiva e di un settimanale per presunte violazioni analoghe.
