Raquel Lee Boileau, ex attrice bambina conosciuta per il suo ruolo nella serie Disney The Proud Family, ha intentato una causa civile contro Walt Disney Company con accuse estremamente gravi. Secondo i documenti depositati il 21 agosto 2026 presso la Corte Superiore di Los Angeles, l’attrice sostiene di essere stata “ripetutamente stuprata, aggredita sessualmente, abusata e molestata” sul set del film Disney Channel Quando Einstein ci mette lo zampino (The Poof Point) nel 2001, quando aveva 14 anni. Oggi l’attrice ne ha 39.
La causa, presentata dallo studio legale newyorkese Wigdor LLP e di cui parla anche Deadline, afferma che un dipendente adulto della Disney presente sul set dello Utah avrebbe compiuto gli abusi. Il documento identifica il presunto colpevole col nome fittizio di “John Doe”, un uomo di mezza età coinvolto nelle riprese del film. Gli avvocati sostengono che l’identità dell’aggressore viene tenuta riservata intenzionalmente, probabilmente a causa di accordi di riservatezza precedenti.
Ciò che rende la denuncia particolarmente grave, spiega Deadline, è l’accusa che Disney fosse a conoscenza degli abusi e li avrebbe occultati. “L’abuso sessuale del signor Doe sulla Boileau era evidente agli adulti presenti sul set della Disney”, afferma il documento legale. La causa sostiene categoricamente che “Il set della Disney non era sicuro per i bambini”.
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Il film The Poof Point, diretto da Neal Israel e con protagonisti Mark Curry, Dawnn Lewis, Tahj Mowry e la stessa Lee, debuttò a settembre 2001 su Disney Channel. La trama seguiva due scienziati eccentrici e i loro figli in un’avventura legata ai viaggi nel tempo. People aggiunge che secondo la denuncia, il collaboratore Disney avrebbe fornito alcool alla ragazza, l’avrebbe assalita sessualmente più volte. E nonostante fosse evidente che qualcosa non andasse, il personale Disney avrebbe incoraggiato la giovane attrice a “socializzare” con Doe, separandola dal suo tutore. Inoltre Doe infastidiva la ragazza con commenti inappropriati tipo “L’altra notte è stato bello” davanti ad altre persone.
Emerge un dettaglio significativo dalla ricostruzione dei fatti: nel 2015, Raquel Lee Boileau aveva già raggiunto un accordo riservato con un uomo che aveva lavorato a The Poof Point. L’attrice era rappresentata all’epoca dalla celebre avvocata Gloria Allred, nota per la sua difesa di vittime di abusi sessuali. L’accordo prevedeva il pagamento di “una piccola somma di denaro”, ma i dettagli sono coperti da clausole di riservatezza. Questo potrebbe spiegare l’uso del nome John Doe nella causa attuale.
La possibilità per Raquel Lee di intentare questa causa deriva da cambiamenti legislativi recenti in California. Una legge del 2020 ha esteso i termini di prescrizione, consentendo ai sopravvissuti ad abusi sessuali infantili di presentare cause civili fino al compimento del loro quarantesimo compleanno. Un’aggiunta del 2023 ha ulteriormente rimosso qualsiasi limite temporale per le rivendicazioni civili relative ad abusi avvenuti a partire dal 1° gennaio 2024. Crucialmente, la legge prevede che un querelante possa richiedere il triplo dei danni effettivi se si dimostra che un’azienda o istituzione era consapevole degli abusi e ha scelto di occultarli.
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Un aspetto paradossale della vicenda riguarda il rapporto professionale successivo tra Raquel Lee Boileau e la Disney. Nonostante quanto denunciato, l’attrice ha continuato a collaborare con l’azienda negli anni seguenti. Ha lavorato come doppiatrice per la serie Disney+ The Proud Family: Louder and Prouder, revival del 2022 della serie originale The Proud Family in cui era apparsa dal 2001 al 2005, proprio negli stessi anni del presunto abuso.
Disney, contattata da People per un commento, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni sulla causa o sulle accuse contenute. Secondo fonti vicine alla vicenda, l’azienda sarebbe venuta a conoscenza del caso solo lo scorso giugno, quando gli avvocati Doug Wigdor e Jane Kim hanno contattato la Disney nel tentativo di raggiungere un accordo extragiudiziale. Le trattative evidentemente non hanno portato a una risoluzione soddisfacente per entrambe le parti.
Gli avvocati di Raquel Lee Boileau hanno dichiarato:
“Nell’ultimo decennio, innumerevoli attori bambini si sono fatti avanti coraggiosamente per condividere le loro esperienze di abuso da parte di adulti nell’industria dell’intrattenimento. Come ex procuratori governativi, il nostro messaggio all’industria dell’intrattenimento è semplice: questa condotta è inescusabile e coloro che sono coinvolti, direttamente o indirettamente, devono essere ritenuti responsabili”.
La causa chiede un risarcimento monetario non specificato e richiede un processo con giuria. Le accuse includono quattro capi d’imputazione civili contro la Disney, concentrandosi sulla negligenza dell’azienda nel proteggere una minore sul set e nel gestire adeguatamente la situazione una volta emersi i segnali di abuso.
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Il caso si inserisce in un contesto più ampio di rivelazioni sugli abusi nell’industria dell’intrattenimento giovanile. Raquel Lee Boileau ha partecipato al documentario Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV, che ha esplorato gli ambienti tossici e i comportamenti inappropriati dietro le quinte di alcune produzioni televisive per bambini. La sua testimonianza si aggiunge a quelle di numerosi ex attori bambini che negli ultimi anni hanno denunciato violenze, sfruttamento e negligenza da parte delle major dello spettacolo.
