Jeans blu, camicia bianca, gilet celeste e uno sguardo che alterna gioia e timidezza. È il 20 maggio 1983 e nello studio 7 di Roma, accanto alla conduttrice Paola Tanziani, siede Emanuela Orlandi. Ha quindici anni, partecipa con la sua classe – la II B del Liceo Scientifico del Convitto Nazionale – alla trasmissione tv Tandem in onda su Rai2. Nessuno, in quel momento, può immaginare che quella sarà una delle sue ultime apparizioni pubbliche. Esattamente un mese dopo, il 23 giugno, Emanuela scomparirà nel nulla, e da allora la sua figura si trasformerà in simbolo di uno dei più grandi misteri irrisolti della cronaca italiana.
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Le immagini dell’archivio Rai, ritrovate dalla redazione del nuovo programma Linea di Confine, mostrano Emanuela sorridente ma un po’ spaesata. In un frammento la si vede in piedi, che si sistema i capelli. “Sembra allegra e tranquilla, proprio come una ragazza di 15 anni dovrebbe essere”, osserva Antonino Monteleone, conduttore del programma, che ha scelto di dedicare uno speciale al caso, in onda su Rai2 alle 23.25.
Quel 23 giugno del 1983, intorno alle 16, Emanuela esce dalla sua casa in Vaticano, una residenza anomala per una famiglia non ecclesiastica. Si dirige verso la scuola di musica Tommaso Ludovico da Victoria, a Palazzo Sant’Apollinare, dove frequenta lezioni di canto, flauto e pianoforte. Alle 19 chiama da un telefono pubblico e parla con una delle sue sorelle, Federica: “Aveva incontrato una persona che diceva di essere un rappresentante dell’Avon e le aveva offerto un lavoro da 375mila lire”, racconta oggi Federica in un filmato recuperato per Linea di Confine. “Mi sembrava una cifra eccessiva per un solo giorno e glielo dissi”. Emanuela era attesa dalle amiche per prendere l’autobus della linea 70. La ragazza sembra incerta sul da farsi. Le amiche confermano che l’hanno vista arrivare, ma poi scompare nel nulla.
Da allora, il nome di Emanuela Orlandi torna ciclicamente nelle cronache, spesso con presunti indizi o nuove testimonianze, a volte rivelatisi fuorvianti. Nell’estate del 2023, per la prima volta, è stata avviata un’indagine ufficiale in ambito vaticano, su impulso di Papa Francesco. A questa si è aggiunta, a novembre dello stesso anno, una commissione parlamentare d’inchiesta italiana.
