L’inizio della prima serata alle 22:00 su Canale 5 è diventato uno dei temi più discussi della stagione televisiva, per chi segue il Grande Fratello Vip 2026 e altri programmi o fiction. Una scelta che il pubblico continua a contestare, ma che ha radici ben precise nelle strategie della rete e che difficilmente sarà cambiata. A spiegarlo è Leonardo Pasquinelli, amministratore delegato di Endemol, in un’intervista a Fanpage.
“La partenza alle 22:00 riguarda ormai tutto il palinsesto, dalla domenica al venerdì”, chiarisce Pasquinelli spiegando che si tratta di una scelta strutturale della rete e non di un’eccezione legata al GF. Dietro c’è un equilibrio delicato tra esigenze editoriali e logiche economiche, un “razionale commerciale” che, nel complesso, renderebbe più efficiente la macchina di Canale 5.

Questo però non significa che non ci siano conseguenze. Anzi, Pasquinelli lo ammette senza giri di parole: partire così tardi penalizza gli ascolti. Il Grande Fratello Vip, in particolare, paga un prezzo concreto, quantificabile in circa 250-300 mila spettatori in meno.
Eppure, il quadro che emerge non è quello di un programma in difficoltà. Al contrario, secondo il CEO di Endemol, gli obiettivi sono stati centrati e persino superati: lo share cresce rispetto alla scorsa edizione, nonostante una stagione attraversata anche da momenti complicati e polemiche, come quelle che hanno coinvolto Alfonso Signorini.
Il punto è che il GF Vip di oggi non si misura più soltanto con i dati Auditel. È qui che Pasquinelli sposta il discorso su un piano più ampio, e decisamente più interessante. Il reality continua ad avere uno zoccolo duro televisivo, ma la sua vera forza si manifesta altrove: nei social, nello streaming, nella capacità di generare conversazione continua. Parla di centinaia di 200 milioni di visualizzazioni ogni settimana su tutti i social, di un flusso costante di contenuti che tiene vivo il programma ben oltre la diretta e che, a fine stagione, porta a numeri complessivi impressionanti.

In questo senso, il Grande Fratello Vip diventa qualcosa di diverso da un semplice show: è un motore che alimenta piattaforme, un contenuto che vive in modo diffuso e che produce valore anche lontano dalla televisione tradizionale. Non a caso a Fanpage Pasquinelli cita apertamente Corrado Guzzanti, insiste sul concetto di “spingitore di piattaforme”, sottolineando come il peso commerciale del format non si esaurisca nello share della prima serata.
C’è poi un altro elemento che segna una discontinuità rispetto al passato: la scelta di accorciare la durata delle singole stagioni. Dopo stagioni lunghissime, spesso accusate di aver logorato il format, si è optato per un’edizione più compatta. E i risultati, almeno sul piano della reputazione, sembrano dare ragione a questa linea, con un sentiment social in netto miglioramento.
“Venivamo da edizioni lunghissime che avevano portato a una certa tossicità e all’usura del formato. Fare un’edizione più compatta è una scelta di rafforzamento, per lasciare al pubblico la voglia di tornare a vederci. Secondo me la durata perfetta oggi è di circa 9-10 settimane.”
Alla fine, il quadro che emerge dall’intervista è meno contraddittorio di quanto sembri. L’orario delle 22:00 resta un problema reale, e i numeri lo dimostrano. Ma è anche il prezzo di una strategia più ampia, in cui la televisione lineare è solo una parte del gioco. Il Grande Fratello Vip perde qualcosa davanti alla TV, ma nel frattempo si rafforza online, consolidando una presenza che oggi vale ben più di un dato Auditel.
