Gino Cecchettin sarà protagonista questa sera sul palco del Teatro Ariston durante la serata finale del Festival di Sanremo 2026. Ad annunciarlo è stato Claudio Fasulo, vicedirettore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai, durante la conferenza stampa che precede l’ultima serata della manifestazione canora: “Affronteremo il tema dei femminicidi con il padre di Giulia Cecchettin con cui parleremo della sua fondazione”.
Da quando sua figlia Giulia è morta l’11 novembre 2023, Gino Cecchettin porta avanti una battaglia personale e pubblica contro la violenza sulle donne, che ha dato vita alla Fondazione Giulia Cecchettin ETS. La presenza all’Ariston coincide con il lancio di un nuovo spot di sensibilizzazione che vuole scardinare una convinzione radicata: la violenza non è uno scatto inaspettato, ma qualcosa che cresce nelle parole, negli sguardi, nei comportamenti che scegliamo di minimizzare e giustificare.
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Lo spot, realizzato da Cookies Agency con la direzione creativa curata dalla stessa agenzia, la produzione di Grøenlandia e la regia di Simone Godano, è ambientato in una trattoria dove un gruppo di amici maschi trascorre una serata apparentemente normale. Si ride e si scherza in un’atmosfera conviviale, a prima vista innocua. Frase dopo frase, però, l’apparente normalità si incrina: commenti che sembrano insignificanti – era solo una battuta, era solo una foto, era solo gelosia – rivelano una progressiva escalation che culmina in una frase di gravità estrema.
Una gravità che però non viene percepita dagli uomini, anzi immediatamente banalizzata quando le donne tornano al tavolo e vengono accolte con gesti affettuosi: un braccio sulle spalle, un invito a prendere un dolce. Il messaggio finale è una chiamata all’azione: “La violenza non nasce all’improvviso. Si insinua nella nostra cultura. Se non cambiamo, cambieranno solo i nomi delle vittime”.
Questo messaggio è rivolto esplicitamente a tutti gli uomini, perché diventino parte della soluzione e si assumano le proprie responsabilità, imparando consenso e confini e intervenendo tra pari per fermare i comportamenti sbagliati. Accanto alla versione video è stato realizzato anche uno spot radio, per il quale ha generosamente donato la propria voce Francesco Pannofino.
“Questo spot ci invita a guardare con sincerità dentro la nostra quotidianità”, ha dichiarato Gino Cecchettin. “La violenza nasce nel linguaggio, nelle giustificazioni che ci diamo, nelle piccole forme di controllo che continuiamo a chiamare ‘normali’. Abbiamo il dovere di interrompere questo meccanismo e scegliere consapevolmente il rispetto, l’ascolto, la responsabilità. La Fondazione è nata proprio con questo obiettivo: costruire un futuro in cui nessuna donna debba più diventare un nome in un elenco di vittime”.
Il lavoro quotidiano della Fondazione Giulia Cecchettin nasce proprio da questa urgenza: affrontare alla radice la cultura della violenza di genere e il ruolo che l’intera società deve assumere per contrastarla, attraverso iniziative di prevenzione e percorsi educativi che promuovano il rispetto fin dalla giovane età.
Francesca Mudanò, CEO e Direttrice Creativa di Cookies Agency, ha commentato il progetto sottolineando quanto sia stato “un onore e un privilegio collaborare con la Fondazione Giulia Cecchettin a un progetto così necessario”. “Questo spot nasce da un’idea semplice ma urgente: la violenza non inizia con un gesto estremo, ma con parole e comportamenti che la cultura continua a normalizzare e minimizzare. Raccontare questo meccanismo, senza retorica e senza filtri, è un atto di responsabilità. Per noi è un lavoro perfettamente in linea con i fondanti di Cookies: usare la creatività per generare consapevolezza, cambiare prospettiva e contribuire a un impatto reale”.
Lo spot è visibile sui canali ufficiali della Fondazione e la sua presentazione sul palco più seguito d’Italia rappresenta un’opportunità per portare questo messaggio urgente a milioni di spettatori, trasformando la serata finale del Festival in un momento di riflessione collettiva su un tema che non può più essere ignorato o minimizzato.
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