A poche ore dalle celebrazioni del Giorno della Memoria, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha lanciato un attacco diretto alla Rai per la fiction Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero, in programma stasera 27 gennaio alle 21.30 su Rai 1. La polemica riguarda l’assenza dei fascisti nella ricostruzione del rastrellamento del Ghetto ebraico di Roma del 16 ottobre 1943, uno degli episodi più drammatici della Shoah in Italia.
“Ho letto e spero che non sia così, che c’è una fiction sul rastrellamento degli ebrei di Roma, dove non si vedono proprio i fascisti. Loro non ci stanno, ci sono solo i nazisti”, ha dichiarato Gualtieri durante l’incontro con Sami Modiano, organizzato dalla Fondazione museo della Shoah in collaborazione con il XII Municipio al Teatro Vascello.
Il sindaco ha sottolineato come questa ricostruzione storica risulti gravemente incompleta, considerando che i fascisti “hanno collaborato attivamente alla decisione criminale di Hitler di sterminare completamente tutti gli ebrei”. Gualtieri ha ricordato il ruolo attivo del regime fascista nelle persecuzioni: “I fascisti hanno cacciato gli ebrei dalle scuole, hanno fatto le liste, hanno aiutato a prenderli a portarli ai campi dove poi la barbarie dell’umanità si è mostrata nel suo volto più spietato e più incredibile”.
Il rastrellamento del Ghetto del 16 ottobre 1943 rappresenta una delle pagine più buie della storia di Roma. In quella giornata furono deportate più di mille persone nei campi di concentramento nazisti. Soltanto 16 sopravvissuti fecero ritorno. L’operazione fu condotta dalle SS, ma con la collaborazione attiva delle autorità fasciste italiane che avevano precedentemente compilato liste, emesso leggi razziali e organizzato l’apparato repressivo.
Nella miniserie Morbo K, ambientata nella Roma occupata dai nazisti, il colonnello delle SS Herbert Kappler impone alla comunità ebraica di consegnare cinquanta chili d’oro per evitare la deportazione. Mentre la minaccia dei rastrellamenti si fa sempre più concreta, all’Ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina il direttore Matteo Prati mette in atto uno stratagemma geniale quanto rischioso: inventa una malattia inesistente, il “Morbo K”, descritta come letale e altamente contagiosa, per terrorizzare i nazisti e tenerli lontani dai reparti. L’ospedale diventa così un rifugio clandestino per decine di ebrei, mentre fuori la città vive giorni di paura che culminano nel 16 ottobre 1943.
Accanto alla dimensione storica e collettiva, la serie racconta anche una vicenda d’amore, quella tra Silvia Calò, giovane artista ebrea, e Pietro Prestifilippo, medico che collabora con Prati nella creazione del Reparto K. Diretta da Francesco Patierno e ispirata a una storia vera, Morbo K va in onda in due serate su Rai 1.
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