Il ritorno di Megan Gale nella pubblicità italiana ha scatenato una battaglia legale senza precedenti nel settore delle telecomunicazioni. Fastweb, agendo anche come licenziataria del marchio Vodafone, ha inviato il 7 maggio una formale diffida a Iliad, chiedendo l’immediata sospensione della nuova campagna pubblicitaria che vede protagonista l’iconica modella australiana.
La contestazione non riguarda semplicemente la scelta della testimonial, ma l’intera impostazione dello spot. Secondo i legali di Fastweb, la campagna rappresenterebbe un tentativo di agganciamento alla notorietà del marchio Vodafone, sfruttando il valore evocativo di un personaggio che è stato il volto storico di Omnitel e successivamente Vodafone per quasi un decennio, dal 1999 al 2008.
Lo spot di Iliad ruota attorno al concept “Poche cose sono per sempre” e al tema del cambiamento. Megan Gale cammina per le vie di Milano e viene riconosciuta da persone che l’hanno vista in un’altra pubblicità. La narrazione si sviluppa attraverso battute legate al passaggio all’operatore francese, con frasi come “Megan, cosa ci fai in questo spot?”, “Ho deciso di cambiare”, “Ma hai visto chi è passata?” ed “Eh sì, è passata in iliad anche lei”.
Nel documento di diffida, Fastweb identifica tre elementi specifici considerati scorretti dal punto di vista della concorrenza. Il primo riguarda proprio la frase pronunciata dalla modella, “Ho deciso di cambiare”, che secondo i legali suggerirebbe in modo denigratorio l’abbandono del vecchio operatore a favore del nuovo, violando gli obblighi di correttezza e le norme sull’autodisciplina pubblicitaria.
Il secondo elemento contestato è il colore del vestito indossato da Megan Gale nello spot. Fastweb sottolinea che la modella appare vestita di rosso, il colore che identifica Vodafone sin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003. Questo dettaglio cromatico viene interpretato come un ulteriore elemento di confusione volto a richiamare l’identità visiva del brand storico.
In una parola: iconica.
In due parole: ti aspettavamo.
Benvenuta, Megan!#èiliad pic.twitter.com/uwL4kUIS8m— iliad (@IliadItalia) May 6, 2026
La società parla di indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone, oltre che di una possibile confusione con il marchio e di una comparazione ritenuta suggestiva tra i due operatori. Nella diffida vengono richiamate diverse disposizioni del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, insieme agli articoli 2598, numeri 2 e 3, del codice civile relativi alla concorrenza sleale.
Fastweb concede a Iliad solamente 24 ore di tempo per confermare la cessazione della campagna su qualsiasi mezzo di comunicazione. In caso di mancato riscontro, la battaglia legale proseguirà nelle sedi competenti.
Come riporta HDBlog, la risposta del CEO di Iliad Italia, Benedetto Levi, non si è fatta attendere. Sul suo profilo LinkedIn ha condiviso pubblicamente la diffida ricevuta, accompagnandola con un commento ironico: “Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace. E a voi?”. Una mossa che ha trasformato la contestazione legale in un ulteriore elemento di visibilità per la campagna stessa.
Lo spot, che ha già fatto il giro del web e dei social media, ha generato ampio dibattito tra gli utenti. Molti hanno sottolineato come l’operazione di Iliad punti proprio sul valore nostalgico e sulla memoria pubblicitaria degli italiani, costruendo una narrazione che fa leva sul riconoscimento immediato della testimonial e sul suo storico legame con un competitor.
Resta ora da capire se lo spot verrà effettivamente ritirato o se Iliad sceglierà di continuare a farlo girare, portando la questione davanti alle autorità competenti. In ogni caso, la campagna ha già raggiunto uno degli obiettivi primari di qualsiasi operazione pubblicitaria: far parlare di sé e generare un coinvolgimento massiccio sui canali digitali.
