Matilda De Angelis, ospite del podcast Supernova, ha recentemente condiviso alcuni dettagli curiosi e inediti sulla sua infanzia, rivelando un clima di vero e proprio “embargo” televisivo all’interno delle mura domestiche. Al centro delle restrizioni imposte dai suoi genitori c’era in particolare Italia 1, il canale simbolo della televisione commerciale e del mainstream, percepito in famiglia come una sorta di territorio proibito
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La scelta di escludere questa emittente non era casuale, ma dettata da una precisa posizione culturale e morale che vedeva in quel tipo di offerta televisiva una totale assenza di contenuti educativi o di spessore.
“Io non potevo guardare Italia 1. Era vietata a casa Italia 1, perché era il canale del demonio. Era il canale del diavolo”
Secondo quanto raccontato dall’attrice, i suoi genitori specie il padre – consideravano i programmi della sera di Italia 1 come qualcosa di estremamente negativo, quasi diabolico, lamentando soprattutto la mancanza di cultura all’interno del palinsesto. Questo rigore rifletteva la posizione del padre di Matilda, profondamente critico verso il “monopolio” del mainstream, inclusa l’influenza pervasiva della Disney, nonostante alla fine i suoi cartoni fossero ammessi.
Esisteva comunque un’unica, sofferta eccezione alla regola: Mai dire Gol. Nonostante il divieto generale, la famiglia De Angelis si concedeva la visione dello show della Gialappa’s Band, anche se questo rappresentava un paradosso frustrante per il capofamiglia
“L’unica cosa che potevamo guardare era Mai dire gol. Infatti su quello facevamo un’eccezione, tant’è che mio padre era incavolato nero che la doveva guardare su Italia 1. Perché per lui era una sconfitta morale totale; avesse potuto, l’avrebbe recuperato su Youtube”
Al posto della televisione commerciale, l’educazione visiva di Matilda De Angelis è stata orientata verso contenuti d’autore, di nicchia o di alta qualità: le alternative ai programmi tradizionali includevano i lavori di animazione di Enzo d’Alò, come La gabbianella e il gatto e La freccia azzurra, o le opere del maestro giapponese Hayao Miyazaki
Tra le visioni domestiche figuravano anche pellicole più complesse e per certi versi “disturbanti” per una bambina, come il film francese Appuntamento a Belleville, che il padre proponeva come alternativa culturale alla tv di massa.
Questo approccio ha creato un’atmosfera che l’attrice definisce ironicamente come una sorta di “comunismo televisivo”, caratterizzato da una selezione rigidissima e orientata a rifuggire tutto ciò che fosse considerato troppo commerciale.
Da Cattelan Matilda ha anche svelato il suo trucco per piangere a comando – che ha utilizzato anche davanti alla polizia.
