Un termine pronunciato in televisione ha acceso uno scontro politico durissimo tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Durante la trasmissione diMartedì su La7, condotta da Giovanni Floris, Landini ha definito Meloni una “cortigiana di Trump”, riferendosi al rapporto della premier con il presidente degli Stati Uniti.
#Landini ha detto che “#Meloni è la cortigiana di #Trump” in diretta tv su LA7.
Questo va oltre lo squallido sessismo. IL SEGRETARIO DELLA CIGL HA APPENA DELLA PROSTITUTA ALLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E NESSUNO DICE NIENTE.
Ma a che livello di bassezza sono arrivati? pic.twitter.com/M1fIryCCfy— Filippo Tudisco (@TheTudo94) October 15, 2025
La frase completa pronunciata dal leader sindacale è stata:
“I lavoratori italiani sono scesi in piazza per difendere l’onore dell’Italia, non come Meloni che fa la cortigiana di Trump”.
Immediatamente il conduttore Giovanni Floris ha fatto notare che “cortigiana è un termine sessista”, invitando Landini a chiarire. Il segretario della Cgil ha quindi precisato: “Intendo dire che segue Trump, è alla corte di Trump”, aggiungendo che voleva definirla una “portaborse”.
La risposta della presidente del Consiglio non si è fatta attendere. Meloni ha affidato ai social la sua replica, pubblicando un lungo messaggio su X accompagnato dalla foto della definizione di “cortigiana” tratta da un dizionario online. “Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, evidentemente obnubilato da un rancore montante, mi definisce in televisione una cortigiana”, ha scritto la premier. Nel suo post, Meloni ha sottolineato come la prima definizione che si trova cercando questa parola su internet sia “prostituta”. “Penso che tutti conoscano il significato più comune attribuito a questa parola ma, a beneficio di chi non lo sapesse, ne pubblico la prima definizione”, ha aggiunto, rendendo esplicita l’interpretazione che ha dato alle parole di Landini.
La presidente del Consiglio ha poi allargato la critica all’intero schieramento politico di sinistra accusandolo di ipocrisia: “Ed ecco a voi un’altra splendida diapositiva della sinistra: quella che per decenni ci ha fatto la morale sul rispetto delle donne, ma che poi, per criticare una donna, in mancanza di argomenti, le dà della prostituta”.
Lo scontro si inserisce in un clima di tensione crescente tra il governo e i sindacati, con particolare riferimento alle recenti manifestazioni dei lavoratori. Landini aveva fatto riferimento proprio a queste mobilitazioni per contrapporre l’atteggiamento dei lavoratori italiani a quello che lui considera un eccessivo allineamento della premier alla politica statunitense.
La vicenda ha rapidamente fatto il giro dei social e dei media, riaccendendo il dibattito sul linguaggio politico e sul confine tra critica legittima e attacco personale. Da un lato chi sostiene che Landini abbia utilizzato un termine inappropriato, dall’altro chi ritiene che la reazione di Meloni sia strumentale e che il segretario della Cgil avesse chiarito immediatamente il senso della sua espressione, riferendosi a chi fa parte della corte di qualcuno piuttosto che al significato più triviale del termine.
Il caso solleva anche interrogativi più ampi sull’uso di termini storici come “cortigiana” nel dibattito pubblico contemporaneo. Se nel linguaggio comune il termine ha assunto prevalentemente una connotazione negativa legata alla prostituzione di alto livello, esiste anche un significato più neutro che si riferisce semplicemente a chi frequenta le corti o è vicino ai potenti. La disambiguazione proposta da Landini in diretta televisiva non è però bastata a evitare la polemica.
