Viktor Orbán ha inaugurato la sua campagna elettorale per le elezioni del 12 aprile 2026 con uno spot che ha fatto rapidamente il giro dei social e dei media internazionali. Il premier ungherese, al potere ininterrottamente dal 2010, ha scelto di presentarsi agli elettori accompagnato da una parata di sostegni eccellenti: Giorgia Meloni, Matteo Salvini e altri leader della destra sovranista globale che, uno dopo l’altro, esprimono il loro endorsement per Fidesz.
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Tra i volti più noti del filmato spiccano Giorgia Meloni e Matteo Salvini. La premier, in inglese, dichiara: “Insieme difendiamo un’Europa che rispetta la sovranità nazionale ed è orgogliosa delle sue radici culturali e religiose. Dio vi benedica tutti”. Il vicepremier e leader della Lega, invece, resta fedele all’italiano per quasi tutto l’intervento, salvo concedersi un finale in ungherese: “Se vuoi la pace, vota Fidesz. E avanti tutta, verso la vittoria”, seguito da un “Fel, győzelemre!”, che significa appunto “Verso la vittoria”.
Accanto ai due esponenti del governo italiano compaiono altri nomi di peso della scena politica internazionale: Marine Le Pen, leader del Rassemblement National francese, Alice Weidel dell’AfD tedesca, Santiago Abascal di Vox in Spagna, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente argentino Javier Milei. Una vetrina pensata per rafforzare l’immagine di Orbán come punto di riferimento di una rete politica sovranista che attraversa i continenti.
In Italia, la reazione del Partito Democratico non si è fatta attendere. Alessandro Zan ha dichiarato:
“È gravissimo che Giorgia Meloni, insieme a Matteo Salvini, compaiano nello spot di Viktor Orbán per le prossime elezioni in Ungheria. Una presidente del Consiglio dovrebbe rappresentare l’interesse nazionale e i valori costituzionali, non fare propaganda elettorale per un leader che accentra il potere, reprime le libertà civili e non rispetta lo stato di diritto. Che Meloni scelga di esporsi in prima persona per Orbàn – e che Salvini inviti apertamente a votare il suo partito, Fidesz – segna un salto di qualità inquietante: non più strizzate d’occhio, ma un’adesione esplicita al fronte della peggiore destra autoritaria. Quella di Orbàn e di tutti i suoi amici che compaiono nello spot, da Milei a Le Pen, compreso Netanyahu, criminale di guerra e responsabile di un genocidio”
A proposito di Meloni, avete letto cosa ha raccontato Michele Placido sulla premier, durante il suo intervento ad Atreju?
