Nella puntata di Che tempo che fa andata in onda ieri su Nove, Luciana Littizzetto ha letto la sua letterina a Papa Francesco – anzi, Papa Frank, come lo chiama lei. Nella sua missiva, Lucianina ha chiesto al Pontefice scomparso a Pasquetta di proteggerci e vegliare su di noi, ma soprattutto di “intervenire” dall’alto sul Conclave che si terrà dal 7 maggio in poi, perché sia eletto un Papa che abbia la sua stessa umanità. Di seguito, il video e il testo completo della lettera.
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“Caro, carissimo Franciscus, scritto con la spaziatura giusta, ma per me forever Papa Frank. Uomo venuto da lontano, che ci hai conquistato da subito con i tuoi “buonasera” e i tuoi “buon pranzo”. Come stai? Secondo me molto meglio delle ultime settimane.
Scusa se ti parlo come fossi ancora qui, ma per noi sei ancora qui. Mi viene da parlarti al presente. Noi piemontesi, lo sai, siamo fatti così, allergici alla retorica.
Diciamo che ti sei solo spostato di location. Adesso dall’alto, come un drone, puoi vedere tutte le magagne del mondo ancora meglio. Te ne sei andato via di mattina presto, il lunedì dell’angelo, con le tue vecchie scarpe consumate, di chi ha camminato per davvero.
E noi ci siamo sentiti improvvisamente soli, disperatamente soli, come se la nostra bussola avesse perso il nord. Perché noi ti stavamo a cuore per davvero e contavamo sulla tua tenacia, sulla tua forza di ripetere e ripetere le stesse cose senza mai perdere la speranza. Non so se hai visto quello di cui sei stato capace.
Tu hai portato Dio in mezzo alla gente e la tua gente è venuta a salutarti da tutto il mondo, potenti e invisibili insieme, quelli che contano e quelli che non contano niente. Hai fatto sedere Trump e Zelensky uno di fianco all’altro. Per me è già un miracolo.
Trump l’avrai riconosciuto perché era l’unico vestito di blu. Lo so che hai pensato, ma se muore il grande Puffo ti vesti così, non il Papa. Persino la pietà di Michelangelo, quando lo ha visto, ha fatto ancora di più così [china la testa in basso a destra, come la scultura]
Zelensky invece era vestito da parroco, seduto davanti a Donald e sembrava volesse confessarlo. L’unico impeccabile era Matti, Mattarella, abito nero e cravatta storta. Un vero capo di Stato.
C’era persino Milei, quello della motosega, quello che fino a ieri diceva che era il demonio e lì ti piangeva come se gli fosse morto il nonno che gli insegnava a farsi il mate. Ora inizia il conclave, caro Papa Frank. Un format in cui la Chiesa e il Grande Fratello si uniscono.
Tanti concorrenti diversi chiusi dentro la casa, conclave, con la chiave, che dovranno sfoderare tutte le strategie possibili per vincere sotto l’occhio attento dell’Onnipotente. Non sappiamo chi verrà dopo di te. Speriamo uno che sia capace di guidare la Chiesa, ma non da monarca.
Uno come te, che predicava il Vangelo senza sbatterlo in faccia come una padellata, che parlava ai migranti, ai gay, alle mamme singole, ai malati, ai poveri, agli ultimi, a quelli che la Chiesa troppe volte ha tenuto fuori dal portone. Hai lavato i piedi ai detenuti, hai visitato i migranti a Lampedusa, mostrando al mondo che la fede si vive non solo con il cuore, ma anche con le mani. Non sono sempre stata d’accordo con te, ma ti stimavo tanto, perché in un mondo che ha bisogno di followers, tu avevi ancora il coraggio e l’autorità per dire la tua verità.
Lascia perdere quelli che dicono che non hai fatto abbastanza per rinnovare la Chiesa. La Chiesa non è ristorante da incubo che basta cambiare il menù e dare una mano di bianco ai muri. Vuol dire cercare di cambiare idee immutate da secoli.
Per questo, caro Papa Frank, ti chiedo ancora un favore. Il 7 maggio, da lassù se puoi, sbircia dentro la Cappella Sistina. Tieni d’occhio cosa combinano i cardinali.
Il confine tra cielo e terra, per te, è sempre stato molto sottile. Quindi continuiamo ad avere fiducia nel tuo aiuto. Sto giro, prega tu per noi, perché è vero che morto un Papa se ne fa un altro, ma dipende chi.”
Nella sua lettera, Littizzetto si riferisce a quel Franciscus “scritto con la spaziatura giusta”, a differenza di quanto appare sulla lapide che sovrasta la tomba del Papa, dove l’incisione sta facendo discutere per l’evidente disallineamento delle lettere, soprattutto ai lati della A.
Luciana ha anche parlato dei funerali del Papa, con l’incontro tra Trump e Zelensky, che ha fatto storia, ma dato vita a innumerevoli meme. Inoltre, la comica accenna alle origini che condivide con Bergoglio – il Papa era argentino, ma da parte dei suoi nonni era originario del Monferrato astigiano e dell’alessandrino, oltre che dell’area di Genova.

Littizzetto non è l’unica però ad aver paragonato il Conclave ad un reality: lo ha fatto anche Robert Harris, autore del libro da cui è stato tratto il film premiato con l’Oscar. Ricordiamo che Littizzetto era una dei più di cento comici che partecipò ad un incontro con il Papa, la scorsa estate. Con lei c’erano anche Lino Banfi, Christian De Sica e Whoopi Goldberg.
