La puntata odierna di Dentro la Notizia ha acceso una forte polemica sui social per una ricostruzione giudicata da molti spettatori eccessiva e fuori luogo. Nel corso della trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi, è stato infatti “ricreato” il banchetto dell’ultima cena consumata da Antonella Di Ielsi e dalla figlia Sara Di Vita, la madre e la 15enne morte dopo essere state avvelenate con la ricina lo scorso 24 dicembre. Una scelta narrativa che online è stata definita da diversi utenti come “trash” e troppo spettacolarizzata per un caso di cronaca ancora pieno di misteri.
Ma questi hanno messo davvero in scena il banchetto dell’ultima cena di mamma e figlia avvelenate, con tanto di impepata di cozze e aranciata versata live
Ma Barbara d’Urso sarebbe stata massacrata per una cosa simile pic.twitter.com/aAXSgHJDWS— creestina (@creeestina) May 11, 2026
In studio è stata allestita una tavolata per otto persone con spaghetti alle vongole, cozze, un vassoio di frutta, vino, aranciata e caffè, nel tentativo di ricostruire gli ultimi pasti della famiglia. Durante il segmento, Nuzzi ha anche versato dell’aranciata e altre bevande nei bicchieri per simulare le possibili dinamiche dell’avvelenamento, mentre le indagini sulla morte delle due donne, a cinque mesi di distanza, non hanno ancora individuato un responsabile.
Sui social i commenti non si sono fatti attendere. Molti utenti hanno paragonato la scena ai celebri “plastici” televisivi di Bruno Vespa, sottolineando come non sia la prima volta che Nuzzi ricorra a ricostruzioni sceniche di questo tipo. “Nuzzi che si versa il vino davanti a uno spaghetto alle vongole è stato davvero illuminante ai fini delle indagini. Dai, è la cosa più trash e fuoriluogo mai vista”, ha scritto una spettatrice su X. Altri, invece, hanno difeso la scelta della trasmissione sostenendo che la ricostruzione servisse a rendere più chiara la vicenda al pubblico.
C’è stato anche chi ha tirato in ballo Barbara D’Urso, facendo un confronto con l’attuale panorama televisivo. “Per quanto potesse risultare odiosa per i suoi modi di fare in televisione almeno ci donava un’ora di leggerezza e spensieratezza. Oramai siamo circondati da programmi che trattano solo politica o cronaca nera”, ha scritto un’altra utente, lamentando il clima sempre più cupo del palinsesto televisivo.
Come ricostruito da Vanity Fair, il caso di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15, ha sconvolto il Molise alla fine dello scorso anno. Le due donne sono morte pochi giorni dopo Natale nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Campobasso. In un primo momento si è pensato a una grave intossicazione alimentare e sono stati indagati cinque medici per omicidio colposo, dopo che madre, padre e figlia erano stati dimessi più volte dagli ospedali nonostante i sintomi persistenti. Solo mesi dopo, però, gli esami del Centro antiveleni della Fondazione Maugeri di Pavia hanno individuato tracce di ricina nel sangue delle vittime, trasformando il caso in un’indagine per omicidio premeditato.
Secondo quanto riportato da Vanity Fair, gli investigatori stanno cercando di capire come il veleno sia stato somministrato e chi fosse il vero obiettivo dell’avvelenamento. Sotto la lente ci sono soprattutto i pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre, inclusa una cena a base di cozze, salumi e giardiniera. L’ipotesi più accreditata è che la ricina possa essere stata sciolta nell’acqua o nelle bevande servite a tavola. Nel frattempo continuano gli interrogatori di familiari e conoscenti, mentre gli inquirenti stanno analizzando telefoni, chat e movimenti delle persone vicine alla famiglia nel tentativo di fare luce su uno dei casi di cronaca più inquietanti degli ultimi mesi.
