Mediaset interviene ufficialmente sul caso Alfonso Signorini con un comunicato diffuso a ridosso dell’annuncio dell’autosospensione del conduttore. Una presa di posizione che, nei tempi e nei contenuti, si configura come una replica diretta alla decisione comunicata dai legali del giornalista dopo settimane di caos mediatico legato alle rivelazioni di Fabrizio Corona nel format Falsissimo.
Nel testo diffuso da Cologno Monzese, l’azienda chiarisce subito la propria linea: “tutela del gruppo” e “applicazione rigorosa del Codice Etico”. Mediaset sottolinea che agirà “con determinazione in tutte le sedi” sulla base esclusiva di “elementi oggettivi e fatti verificati” per contrastare contenuti e ricostruzioni ritenuti diffamatori o calunniosi. Un passaggio che suona come una risposta netta al clima mediatico esploso dopo l’autosospensione di Signorini.
La nota ribadisce il dovere di tutelare l’integrità delle proprie attività editoriali e la reputazione nei confronti del mercato e del pubblico. Allo stesso tempo, l’azienda precisa che chi opera per il gruppo è tenuto ad attenersi a principi inderogabili di correttezza, responsabilità e trasparenza, come stabilito dal Codice Etico, che viene applicato “senza eccezioni”. Sono in corso, viene specificato, accertamenti e verifiche per garantirne il rispetto.
In questo quadro, Mediaset dichiara di accogliere la decisione di Alfonso Signorini di sospendere cautelativamente il proprio impegno editoriale. Una formulazione che appare tutt’altro che casuale: l’autosospensione viene ricondotta a un’esigenza di tutela personale del conduttore e delle persone coinvolte nella vicenda mediatica, ma allo stesso tempo viene inserita in una cornice aziendale di controllo e verifica.

La presa di posizione arriva dopo l’annuncio, diffuso dai legali di Signorini, che hanno definito il loro assistito “vittima di gravi e continuate condotte criminose”. Al centro del caso restano le accuse lanciate da Fabrizio Corona nella puntata Il prezzo del successo di Falsissimo, in cui l’ex fotografo ha parlato di un presunto sistema legato alla selezione dei concorrenti del Grande Fratello. Accuse respinte dal conduttore, che ha presentato querela, dando il via a un’indagine della Procura di Milano.
Negli ultimi giorni l’inchiesta ha conosciuto sviluppi significativi, con perquisizioni nell’abitazione di Corona e nella sede della società produttrice di Falsissimo, seguite da un lungo interrogatorio dell’ex re dei paparazzi. Un contesto che ha reso inevitabile una risposta istituzionale da parte dell’azienda, arrivata appunto immediatamente dopo la scelta di Signorini.
