I titoli di coda di Morbo K si chiudono con una scritta che commuove: “In memoria di Antonello Fassari“. La serie tv, in onda il 27 e il 28 gennaio su Rai 1, rappresenta l’ultimo lavoro a cui ha preso parte l’attore romano, scomparso lo scorso aprile all’età di 72 anni. Fassari si congeda dal suo pubblico col ruolo di Nonno Moisè in un film tv ispirato ad una storia vera, ma non ha fatto in tempo a recitare nella settima stagione dei Cesaroni, nonostante fosse atteso sul set.
Come riporta il Messaggero, una parte del cast ha ricordato Fassari con affetto e ammirazione. Giacomo Giorgio, che nella fiction interpreta il giovane dottore Prestifilippo, ricorda con affetto il collega: “Purtroppo l’ho conosciuto poco, ma in questa serie ho scoperto un artista straordinario e una persona meravigliosa”. Parole che si uniscono a quelle di Vincenzo Ferrera, nei panni del professor Prati, che sottolinea la versatilità dell’attore: “Per me è un grande attore e un esempio: un interprete a tutto tondo, capace di tempi comici ma anche di toni drammatici. Qui li rende tutti”.

Dharma Mangia Woods, che veste i panni di Silvia Calò, la nipote del personaggio di Fassari, enfatizza il lato umano dell’esperienza condivisa: “È stato un nonno meraviglioso. Mi ha regalato momenti che non dimenticherò e consigli professionali che mi hanno arricchita come persona e come attrice”
Flavio Furno, che interpreta il dottor Vittorio Sorani, riflette sulla capacità trasformativa di Fassari: “Da spettatore ero abituato a vederlo in ruoli più comici. Ma, come spesso accade, quando gli attori comici vengono sperimentati in ruoli drammatici sono imbattibili. Credo che lui abbia dato un dramma senza mai diventare patetico: una cosa che pochi altri avrebbero saputo fare”
Il regista Francesco Patierno ha ricordato: “Mi sono venuti i brividi solo sentendo il suo nome. Nessuno di noi si aspettava una cosa del genere. È la sua ultima grande interpretazione, che in parte lo renderà immortale”. Patierno ricorda come l’attore fosse particolarmente coinvolto nel progetto: “Fin dalla nostra prima chiacchierata era molto preso da questa storia, l’ha approcciata in maniera totale e ha vissuto molto sul set con noi. Mi dispiace non essere riuscito a prendere l’ultimo caffè: ci eravamo promessi di farlo”.
Come abbiamo detto in apertura, Fassari era atteso anche nel cast de I Cesaroni 7, ma Claudio Amendola ha spiegato le ragioni che gli impedirono di tornare sul set della serie Mediaset. Ai suoi funerali Amendola e Brignano furono tra coloro che lo ricordarono con grande affetto.
Coincidentalmente, nella serata del 27 gennaio, Fassari è anche su Canale 5 con un ruolo nel film L’ultima volta che siamo stati bambini, diretto da Claudio Bisio nel suo debutto alla regia, dove Fassari interpreta il nonno di Cosimo. Anche questo film è ambientato nella Roma del 1943.
Morbo K racconta una storia vera ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, un tema che si inserisce perfettamente nella commemorazione del 27 gennaio. Il debutto del film è stato accompagnato da una polemica lanciata da Roberto Gualtieri in merito all’assenza dei fascisti nella miniserie.
