Un aneddoto frizzante su una lite dietro le quinte di Domenica In tra il cantante Toto Cutugno e il regista Gianni Boncompagni, con dei retroscena segreti che nessuno dei due ha mai saputo. È quanto emerge dalle parole di Irene Ghergo, che ha raccontato alcuni dei momenti più divertenti e surreali della sua carriera di autrice televisiva in una lunga intervista al Corriere della Sera, ricca di retroscena sulla televisione italiana degli anni ’80.
Irene Ghergo ha lavorato a programmi che hanno segnato più di un’epoca: Grande Fratello, Non è la Rai, Buona Domenica e altre ancora. Nel suo racconto, emerge non solo la macchina produttiva della TV di quegli anni, ma anche il caos creativo e le tensioni dietro le quinte di trasmissioni come Domenica In, dove decisioni last minute e cambi di conduttori erano tutt’altro che rari.

Nel suo racconto, Ghergo ripercorre l’edizione 1987-88 del contenitore domenicale di Rai1. “Quella Domenica In era partita male. Dopo la prima puntata mi scolai una boccetta di Novalgina”. Il conduttore designato, secondo il suo racconto, sarebbe dovuto essere Paolo Villaggio, ma la situazione precipitò rapidamente: “Li avevo avvisati: è matto, tenerlo nove mesi non sarà facile. E infatti, qualche giorno prima del debutto, convocò una conferenza stampa: “Farò una trasmissione contro questo governo”. C’era De Mita, se non sbaglio”.
Le tensioni portarono a un cambio improvviso: Villaggio fu sostituito e arrivò Lino Banfi alla guida del programma. Ma il vero retroscena, spiega il Corriere della Sera, riguarda un altro nome celebre: Toto Cutugno. Secondo Ghergo, l’idea di coinvolgerlo nacque quasi per caso: “Io e Gianni andammo a pranzo all’Hilton, incrociammo Toto. “Prendiamo lui””. Ma l’ingaggio di Cutugno non fu affatto lineare: “Lui e Gianni litigarono subito. Toto se ne andò infuriato”.
A quel punto, dietro le quinte si sarebbe consumata una gestione quasi “creativa” della crisi.
“Io e Giancarlo De Andreis non sapevamo che fare. Mi venne l’idea. “Chiama l’Hilton e cerca Toto, tanto a quest’ora non c’è. Lascia detto che sei Boncompagni”. Più tardi gli telefonai io. Mentii. “Sai, Gianni si è pentito, si voleva scusare”. A Boncompagni raccontai che Cutugno ci aveva ripensato. Nessuno dei due ha mai saputo la verità”
Nel racconto emergono anche altri episodi legati allo stesso periodo, tra cui quello di Paulo Roberto Falcão, chiamato per partecipare alle interviste dopo lo scudetto. Secondo Ghergo, anche in quel caso il contratto rischiò di saltare per richieste economiche improvvise e giochi di interferenze: “Colpa di Villaggio che per dispetto gli aveva consigliato di chiedere tipo tre miliardi di lire”
La soluzione, ancora una volta, arrivò con un mix di pressione e diplomazia: “Lo minacciai: “Racconto a tua moglie di tutte le tue fidanzate”. Terrorizzato, ritelefonò a Falcao e lo convinse che aveva solo scherzato”
A proposito di Toto Cutugno, sapete che aveva un figlio segreto al quale disse che faceva l’ingegnere?
