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Home » TV » TV News » Nikita Pelizon cacciata dai genitori Testimoni di Geova: ecco perché

Nikita Pelizon cacciata dai genitori Testimoni di Geova: ecco perché

Nikita Pelizon ha raccontato che i genitori, due Testimoni di Geova, la cacciarono di casa e spiegò l'assurdo motivo. La madre però le ha risposto a tono sui social.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco29 Marzo 2023
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Nikita Pelizon
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Nikita Pelizon ha raccontato di essere stata cacciata di casa dai genitori testimoni di Geova, perché si oppose ad un matrimonio combinato con un ragazzo della stessa fede religiosa, quando aveva appena sedici anni. Nello stesso periodo Nikita iniziò a lavorare in giro per l’Italia come modella e questo sancì la fine del rapporto con i suoi familiari. A questa e altre dichiarazioni però, la madre della ragazza ha risposto sui social, dandole della bugiarda.

Al Grande Fratello Vip 2023 Nikita Pelizon ha parlato della sua infanzia in una famiglia di testimoni di Geova, con due genitori molto praticanti e severi, che le imponevano regole rigidissime. Così rigide, che Nikita arrivò a pensare al suicidio. La ragazza ha spiegato che da piccola era costretta ad andare in giro per le case a pregare. “A sei anni sentivo che c’era qualcosa che non andata. Andavo in giro per le case a pregare la parola di Dio. Non mi piaceva che si dicesse che quella dei Testimoni di Geova era la sola e unica religione e poi si parlava di umiltà. Io però non la sentivo questa umiltà ma a casa non potevo parlarne, perché sapevo che mi avrebbero fatto l’ennesimo studio biblico.”
La fede religiosa dei genitori di Nikita condizionava tutti gli aspetti della vita della ragazza. Alle elementari le era vietato partecipare alle festicciole di compleanno dei compagni – “io dovevo stare fuori alla porta” – e non le era consentito frequentare amichetti oltre al di fuori delle lezioni scolastiche.

La frattura tra Nikita e i suoi è arrivata quando la ragazza ha compiuto 16 anni ed aveva un fidanzatino. Per continuare a stare con lui avrebbe dovuto sposarsi e Nikita si è rifiutata. “Io stavo insieme ad un ragazzo, avevo 16 anni ma per stare con lui dovevo sposarmi. Avevamo già stabilito come doveva essere la torta e fissato la lista degli invitati, ma quando è arrivato il momento con l’anello ho detto di no. Da lì è nata la crisi con la mia famiglia. Io avevo già visto i miei fratelli sposarsi a 18 anni, non volevo fare la stessa fine”.

A quel punto, Nikita ha provato ad allentare i legami con la famiglia. “Ho provato ad andarmene, la mia idea era quella di stare per un paio di anni da sola, tornare a 18 anni e dire loro che volevo vivere la mia vita” La polizia però, essendo minorenne, la riportò dai suoi, che si rifiutarono di mantenerla, nonostante vivesse con loro. “Mi dissero “Ora sei grande e ti mantieni da sola”, fu un macello”.
Due anni dopo la ragazza ha iniziato a girare l’Italia per lavorare come modella e a quel punto è stata cacciata definitivamente di casa. “Mia mamma mi disse che non potevo più stare in casa con loro. Trovai la porta chiusa e non sapevo dove andare. La sensazione di non avere un mazzo di chiavi è terribile… piansi per quattro ore, però mi dissi che ero libera, finalmente”

Riguardo la sua infanzia e in particolare il rapporto con sua madre, Nikita Pelizon ha raccontato che da piccola mangiava solo tramezzini confezionati e wurstel crudi. “A mia madre non andava di cucinare. Lo faceva solo se c’era mio padre a pranzo o a cena. Se lui non c’era, mi veniva a prendere a scuola – se si ricordava – e andavamo al parco giochi a mangiare due tramezzini presi al supermercato. Se tornavamo a casa invece, prendeva due wurstel confezionati e non li scaldava neanche, li metteva sul piatto crudi, si mangiava quello”. Proprio a queste ultime dichiarazioni, la madre di Pelizon ha risposto dandole della bugiarda: “Sto cucinando minestra di lenticchie e arrosto di vitello (per chi si chiede se qui viviamo di wurstel crudi e tramezzini!). Consolati Pinocchio, in giro c’è tanta gente molto più bugiarda di te”.

Alla fine della sua rivelazione Nikita Pelizon ha ricevuto il sostegno di Carolina Marconi, che vive una situazione familiare simile dalla quale non è pienamente uscita.

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