Oggi Paolo Ruffini è stato ospite di Verissimo, il programma di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin. L’intervista, iniziata con toni leggeri parlando del ritorno del comico alla conduzione di Zelig su Italia 1, ha preso una piega profondamente emotiva quando la conversazione si è spostata sul lutto più grande della sua vita: la morte del padre.
La conduttrice ha introdotto l’argomento con delicatezza, ricordando come Ruffini avesse dovuto salutare un genitore descritto come molto severo. La reazione del comico è stata immediata: gli occhi lucidi, la voce rotta dall’emozione. Con un tentativo di sdrammatizzare, Ruffini ha chiesto a Silvia Toffanin: “Ma tu oggi che intenzioni hai?”, prima di lasciarsi andare a un racconto toccante.
Paolo Ruffini, che ha 47 anni, ha descritto suo padre come una persona rigida e severa nell’educazione, un militare che aveva lavorato in Marina prima di trovare un impiego civile. “Io sono il terzo di tre fratelli, quindi all’inizio mi ci sono scontrato più di tutti”, ha spiegato il comico, rivelando come il rapporto inizialmente difficile si fosse trasformato nel tempo. “Nell’ultimo periodo era un mio fan. Ci siamo addolciti molto”, ha aggiunto con un sorriso.
Il momento più intenso dell’intervista è arrivato quando Ruffini ha raccontato gli ultimi istanti trascorsi accanto al padre morente. “Io poi ho avuto una grande fortuna, perché penso sia una grande fortuna nella vita: sono stato con lui fino all’ultimo momento, mi ha aspettato e se n’è andato una notte e io ero lì accanto a lui”, ha dichiarato con voce commossa.
Quello che ha colpito maggiormente è stata la descrizione paradossale di quella notte:
“È strano da dire che il giorno in cui mi sono sentito più vicino a mio padre è il giorno in cui se n’è andato. Però è stata una notte bellissima di preghiere, di gratitudini, di ringraziamenti ed è stato molto bello”.
Un’esperienza che, pur nel dolore, ha rappresentato per il comico un momento di profonda connessione spirituale ed emotiva.
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Il dettaglio più toccante e misterioso riguarda l’ultima parola pronunciata dal padre prima di spegnersi: “Malachite”. Ruffini ha mostrato in studio la pietra verde che ora porta sempre con sé, spiegando che si trattava di un minerale che il padre teneva sul comodino. “Questa ce l’aveva sul comodino, io me la porto. Io sono appassionato di minerali”, ha raccontato, rivelando come quel piccolo oggetto sia diventato un legame tangibile con il genitore scomparso.
La malachite, una pietra nota per le sue proprietà simboliche legate alla trasformazione e alla protezione, rappresenta ora per Paolo Ruffini molto più di un semplice ricordo: è la presenza costante del padre nella sua vita quotidiana. “È come se lui fosse entrato un po’ in me. Non so. Mi hanno detto le persone che mi conoscono bene che da quando se n’è andato gli assomiglio di più”
L’intervista si è poi spostata sul rapporto con la madre Cristina, presente anch’essa in studio. Ruffini ha rivelato un cambiamento significativo nel modo di esprimere i propri sentimenti:
“Da qualche anno la chiamo tutte le sere. Ho smesso di dirle ‘Ti voglio bene’, ora le dico ‘Ti amo’, perché ‘ti voglio bene’ era troppo poco”.
Paolino ha approfondito la complessità dei rapporti familiari condividendo una consapevolezza che lo ha portato ad un percorso di perdono e accettazione.
“Sai, quando siamo piccoli siamo abituati a pensare che i nostri genitori possano essere degli eroi infallibili, e poi realizziamo che anche loro, giustamente, possono fallire, possono sbagliare, magari possono anche non darci quell’amore incondizionato di cui noi abbiamo bisogno”.
Ruffini ha ammesso candidamente di aver sempre cercato lo sguardo e il riconoscimento materno, collegando questa necessità alla scelta della sua professione: “Io penso che faccio questo lavoro anche perché, ovviamente, il nostro mestiere ti dà voglia di essere guardato. I primi spettatori sono sempre i nostri genitori, e quando ti manca qualche volta quello sguardo, quel consenso o quella dichiarazione d’affetto, poi quelle sono mancanze che ti lavorano dentro”.
La parte finale dell’intervista ha toccato il tema della paternità. Attualmente fidanzato con Barbara Clara Pereira, Paolo Ruffini ha espresso un desiderio di diventare padre, seppur con cautela: “Sì, ci ho pensato, e a volte ci si pensa. Se dovesse accadere, saremmo felici. Ma secondo me, ha bisogno di sedimentare un attimo”. Una scelta ponderata, che riflette la consapevolezza maturata attraverso l’elaborazione del rapporto con i propri genitori.
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