Da attrazione turistica a vero e proprio caso mediatico. Nelle ultime settimane si sta parlando ovunque dei pavoni di Punta Marina (Ravenna) località finita al centro di servizi tv e tormentoni social, per la presenza sempre più massiccia dei variopinti pennuti nelle strade della cittadina. Come un film di Hitchcock, ma contaminato dal trash televisivo italico.
Visualizza questo post su Instagram
Archiviata la signora dei gatti di Palermo – ricordate il tormentone “Bam bam bam”? – il nuovo drama eviscerato da Matano a La vita in diretta, ma anche dai vari notiziari nazionali, è dedicato ai cittadini di Punta Marina esasperati dai pavoni, i quali stando alle testimonianze emettono versi fastidiosi e sporcano, al punto tale da rendere la città invivibile. “Mangiano pane, piadine, quello che offrono le persone per strada” – spiega una signora a La vita in diretta “Lasciano escrementi ovunque, i bambini non possono uscire in giardino a giocare”. Altri cittadini invece ritengono che i pavoni siano una bella attrazione turistica e che sbarazzarsene sarebbe una scelta incomprensibile. Naturalmente i servizi televisivi mostrano pavoni che strepitano e signore esasperate che strepitano ancor più rumorosamente dei pennuti.
A cercare di fare chiarezza sulla vicenda è stato anche il biologo e giornalista Marco Ferrari, intervistato da Wired. L’esperto ha spiegato che, in linea generale, i pavoni non possono essere considerati animali pericolosi o “infestanti”, anche se le loro dimensioni e alcuni comportamenti possono effettivamente creare problemi nei centri abitati.
Ferrari ha sottolineato che i maschi, particolarmente pesanti, potrebbero contribuire a piccoli incidenti stradali, pur senza rappresentare un pericolo paragonabile a quello di animali come cinghiali o cervi. Inoltre, se disturbati, possono assumere atteggiamenti aggressivi per difesa.
Il biologo ha poi confermato che gli escrementi dei pavoni, essendo acidi, possono risultare molto impattanti, soprattutto in aree frequentate come scuole o giardini pubblici. Più dubbiosa invece la teoria secondo cui gli animali attaccherebbero auto e comignoli scambiando il proprio riflesso per un rivale: secondo Ferrari potrebbero esserci anche altre spiegazioni legate al fastidio provocato dalle superfici riflettenti.
Quanto alla presunta “invasione”, l’esperto invita però a ridimensionare il fenomeno. Non ci sarebbe stata un’esplosione improvvisa della popolazione di pavoni: trattandosi di uccelli di grandi dimensioni, la crescita avviene gradualmente nel corso degli anni. Più probabilmente, spiega Ferrari, gli animali erano inizialmente percepiti come una curiosità locale, ma con l’aumento progressivo degli esemplari il loro impatto sulla vita quotidiana sarebbe diventato sempre più evidente.
Secondo il biologo, una possibile soluzione potrebbe essere il censimento degli animali – già prospettato dal comune – e il loro trasferimento in fattorie didattiche, parchi o strutture in grado di ospitarli. Nel frattempo, resta fondamentale evitare di nutrire i pavoni, comportamento che rischia di abituarli ulteriormente alla presenza umana e incentivare la loro permanenza nelle aree urbane.
