Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico Caliendo, ha spiegato oggi a Domenica In i motivi che la spingono ad accettare continue apparizioni televisive dopo la morte del figlio. Il bambino, che aveva soltanto due anni e mezzo, è morto il 21 febbraio 2026 al Monaldi di Napoli, a 60 giorni dal trapianto di un cuore che sarebbe stato “bruciato” dal ghiaccio secco durante il trasporto.
Ospite nel programma condotto da Mara Venier, la donna ha spiegato che la scelta di andare in televisione non nasce dal desiderio di visibilità, ma dalla volontà di mantenere vivo il ricordo del figlio e far conoscere la fondazione nata in suo nome, il Comitato Domenico Caliendo.
“Se continuiamo ad andare in televisione è perché vogliamo ricordare Domenico e aiutare gli altri bambini. Questa cosa non deve succedere più a nessun bambino, nessun’altra famiglia deve soffrire come noi. Continuo ad andare negli studi non per farmi vedere ma per portare avanti il ricordo di Domenico e questa fondazione che sto cercando di creare per aiutare i bambini vittime di malasanità”
In studio era presente anche il padre del bambino, Antonio Caliendo, che però ha preferito lasciare la parola alla moglie, visibilmente provato e incapace di intervenire in un momento così doloroso.
“Fino all’ultimo giorno di Domenico ho sempre sperato di salvarlo, ho visto mio figlio per sessanta giorni con il torace aperto”
A #ÈsempreCartabianca parla la mamma del piccolo Domenico, morto per un trapianto di cuore pic.twitter.com/uiJ7Irjz5r
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) March 3, 2026
Dopo la morte del piccolo, le frequenti apparizioni televisive dei genitori hanno suscitato anche polemiche sui social in merito alla spettacolarizzazione del dolore. Alcuni utenti hanno criticato la presenza della famiglia in numerosi programmi come È sempre Cartabianca, Domenica In, Dritto e Rovescio, Verissimo e Dentro la notizia. Proprio quest’ultimo programma è finito al centro delle contestazioni più dure per aver trasmesso immagini d’archivio del bambino in momenti felici, mentre la madre appariva distrutta dal dolore.
La malattia scoperta quando Domenico aveva pochi mesi

Come scrive Leggo, urante l’intervista a Domenica In, Mercolino ha ripercorso anche la storia del figlio. I primi segnali della malattia arrivano quando Domenico ha appena quattro mesi. La madre ricorda un episodio avvenuto poco prima di Natale del 2023: il bambino iniziò a piangere in modo anomalo e venne portato d’urgenza al pronto soccorso, dove i medici notarono subito condizioni preoccupanti.
Domenico appariva pallido, con le labbra violacee. Da lì fu disposto il trasferimento immediato al Monaldi di Napoli, dove venne ricoverato in terapia intensiva. Ai genitori fu spiegato che il piccolo soffriva di una cardiopatia dilatativa e che le probabilità di sopravvivenza erano molto basse. Dopo mesi di ricoveri e controlli, il bambino entrò in lista d’attesa per un trapianto di cuore.
Il trapianto e il presentimento dei genitori
La chiamata per il trapianto arrivò poco prima di Natale del 2025. Patrizia ha raccontato di aver avuto fin da subito una sensazione negativa quando ricevette la telefonata dall’ospedale. Anche il padre Antonio ha ricordato quel momento con grande dolore, spiegando di aver avuto il desiderio di portare il figlio a casa.
L’ultima volta che i genitori hanno abbracciato Domenico è stata proprio nella sala operatoria, pochi istanti prima dell’intervento. Dopo l’operazione, però, la situazione si è aggravata fino alla scoperta che il cuore trapiantato sarebbe stato compromesso durante il trasporto.
Secondo quanto riferito in studio dall’avvocato della famiglia, non sarebbe stato soltanto il ghiaccio secco a provocare il danno, ma una serie di possibili irregolarità nel monitoraggio della temperatura durante il viaggio del cuore destinato al trapianto.
Dopo la morte di Domenico, Patrizia è tornata a casa per comunicare la notizia agli altri due figli. Alla più piccola ha spiegato che il fratellino era diventato “un angelo”, mentre il figlio maggiore, di undici anni, aveva già compreso la gravità della situazione.
Nonostante il lutto, i genitori hanno deciso di impegnarsi per creare una fondazione dedicata a Domenico, con l’obiettivo di aiutare altri bambini e sostenere famiglie che si trovano ad affrontare situazioni simili. Per avviare ufficialmente il progetto servono però ancora fondi. Durante la trasmissione è stato annunciato anche un gesto di solidarietà da parte del cantante Sal Da Vinci, che insieme alla Nazionale italiana cantanti starebbe organizzando una partita benefica per contribuire alla raccolta necessaria alla nascita della fondazione dedicata al piccolo Domenico.
